Il cielo è di un bell’azzurro profondo, tanto intenso da ferire gli occhi, il sole scalda discretamente -d’altra parte siamo ad agosto- ma all’ombra delle piante la temperatura si fa piacevole.
Dopo una mattinata tra pennelli e rullo mi posso finalmente rilassare, un caro amico è salito qualche giorno dalla Toscana e tra poco ci vedremo per farci una passeggiata nei boschi sopra casa, siamo entrambi reduci da due brutti infortuni e varie operazioni, io come già raccontato più volte alla caviglia, lui alla spalla.
L’idea è quella di sgambare fino ad un vecchio alpeggio abbandonato poco sopra il paese o in alternativa farsi un giro attorno al campo che ho allestito oramai molti mesi fa a pochi minuti dalla porta di casa; optiamo per la seconda possibilità ed arrivati al davanti al focolare decidiamo di esplorare i boschi limitrofi servendoci come traccia delle piste degli animali.
Ci avviamo nell’erba alta e secca -non piove da tempo- seguendo le evidenti tracce di un cinghiale, l’erba è schiacciata e in alcuni punti, oltre ai classici “avvolgimenti” degli steli, notiamo le tipiche buche scavate dai nostri alla ricerca di radici da mangiare. Continua a leggere→