domenica 23 giugno 2019 

Festa del solstizio d’estate al forno del Rif 

– h 11 Ritrovo al forno acceso con visita 

– h 12 Pancia mia fatti capanna! 
focacce golose calde presso il baciass, 
ricaricati la borraccia! 

– h 13 Partenza per il Vallone del rio Galambra, 
Grange della Valle, per la passeggiata Veget-attiva 
“Acque di montagna, acqua del solstizio” alla ricerca 
delle erbe delle ricette della medicina popolare 

– h 18,30 Merenda sinoira col pane appena sfornato e beverini erbacei 
(porta quello che vuoi cuocere 
nel forno!) 

Da sabato 22 giugno attività boschive con bivacco, porta quello che ti 
serve per una notte nel bosco 

Per info: ifioridelmale@autoproduzioni.net 

borgata Rif, frazione Cels, Exilles (TO)

L’Aglio orsino (Allium ursinum) deve il suo nome al fatto d’essere uno degli alimenti graditi dall’orso bruno (e dai cinghiali) che ne consumano i bulbi; è uno dei tanti agli selvatici, imparentato con l’erba cipollina.

Si trova in primavera nei boschi umidi al riparo dal sole e cresce generalmente in folte colonie, là dove ce ne fosse saremo avvisati della sua presenza dal delicato odore d’aglio che pervaderà l’aria.

Led sue foglie sono lanceolate e possono essere di discreta misura, sono leggermente carnose, vellutate al tatto ma non pelose. I fiori sono bianchi delicati ed eleganti con petali a raggiera ed appuntiti.

Dell’aglio orsino potremo consumare praticamente tutto: le foglie in insalata o come aromatizzazione di zuppe o per realizzare un pesto, il sapore sarà aglioso ma delicato, si possono utilizzare gli steli delle stesse al pari dell’erba cipollina così come lo stelo dei fiori…fiori che possono essi stessi essere mangiati in insalata. (altro…)

da Roundrobin: 

Esce il numero 3 del bollettino per la liberazione animale “Quaglia!”

Qui il PDF per leggerlo online

Per riceverlo in copia cartacea, contattare uno dei distributori riportati nella lista seguente: https://quaglia.noblogs.org/distributori/

sito: quaglia.noblogs.org/

 
 
 
 

Salvia comune (salvia pratensis)

La salvia pratensis è una spontanea molto diffusa e si trova in quasi tutta Italia sino a circa 1600 mt di altitudine, è piuttosto semplice da riconoscere, le foglie sono basali e crescono a rosetta; le dimensioni della pianta possono variare abbastanza a seconda dell’esposizione e l’altezza può variare, nella pianta fiorita, da 30 a 60 cm (lo stelo del fiore, le foglie rimangono appunto basali).

Le foglie sono spesse e hanno venatura reticolare, la forma può ricordare quella della Salvia officinale, la pagina superiore è rugosa mentre quella inferiore è leggermente pelosa.

I fiori crescono su uno stelo e sono generalmente viola/azzurro intenso, sono bilobati e assomigliano ad una sorta di piccole orchidee disposte a spiga. (altro…)

Ad un anno e tre mesi dall’infortunio, nonostante i dolori persistano ed il piede non fletta ancora, ed in attesa dell’ennesima visita fisioterapica programmata per la prossima settimana ho deciso di ricominciare una preparazione fisica come si deve, non che mi sia lasciato troppo andare ma non potendo camminare a dovere è stato difficile mantenere una forma decente.

Approfittando della splendida giornata dopo un periodo di pioggia incessante ho deciso di sfruttare il miglioramento dell’articolazione (soprattutto in termini di resistenza e minor dolore) per riprendere a sgambare come si deve; ho scelto un tratto di bosco affrontato la prima volta 6 anni fa quando arrivai in paese, il programma era quello di salire dritto per dritto nel bosco seguendo le piste degli animali, aggirare una parete rocciosa e recuperare un vecchio sentiero che si trova sopra la stessa, per poi riavviarmi verso casa. (altro…)

Una nuova realizzazione di Kuksa, questa volta nella classica Betulla, ho come sempre intagliato prima ad accetta e poi a coltello per proseguire con la bollitura del pezzo in acqua e sale e rifinendo con olio di lino al naturale e cera vegetale. Non essendo dedicata ai boschi mi sono preso qualche licenza estetica…

Work in progress…

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In questo periodo i postumi dell’infortunio si fanno sentire quindi qualche giorno fa ho abortito il progetto di giornata e  sono andato al campo base per un pranzetto a base di riso ed erbe spontanee, mi son scofanato quindi un basmati condito con ortiche, germogli di luppolo, alliaria e steli di cipollotto selvatico

Dall’alto in basso: germogli di luppolo, steli di cipollotto, foglie di alliaria e foglie d’ortica

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Pare non ci siano più speranze, la montagna si è tenuta tre grandi alpinisti vecchia maniera, non ho parole, sono stati, Ansjorg e David, due degli uomini di montagna che ho più stimato…ciao ragazzi…

in memoria di David Lama, Hansjörg Auer, Jess Roskelley

Ogni tipo di uscita può avere le sue particolarità e le sue criticità. Se ci avventuriamo fuori sentiero, in zone che non conosciamo, sarà sempre meglio avere con sé tutto ciò che ci potrebbe aiutare a toglierci da eventuali impicci. Con il tempo impareremo di cosa abbiamo bisogno in ogni ambiente che visiteremo, in base alle caratteristiche della zona che stiamo esplorando.

In ogni ambiente comunque conviene sempre avere con sé qualche spanna di cordino, se ci troviamo poi in ambiente boschivo montano anche qualche metro di corda potrebbe sempre essere utile; quando parlo di corda e cordino in determinati contesti mi riferisco ad attrezzature specificatamente pensate per la pratica alpinistica, niente paracord o simili.

Mi è capitato spesso, durante le escursioni, di dover affrontare più o meno brevi tratti di arrampicata, in egual misura mi sono trovato a dover discendere una parete più o meno ripida aiutandomi con una corda. In questo caso è importante conoscere i metodi di calata, i nodi e saper realizzare sistemi di sicurezza per evitare quanto più possibile incidenti. Conoscere le tecniche ed avere il materiale giusto può trasformare una situazione critica in una bella e divertente esperienza.

In questo post voglio illustrare le fasi costruttive di un imbrago di emergenza, potrà essere realizzato sia con un cordino che con uno spezzone di fettuccia; questo imbrago non è comodo o meglio la comodità è direttamente proporzionale allo spessore del cordino che si utilizza (d’altra parte è un ausilio d’emergenza), in ogni caso non scenderei sotto un diametro di 7mm.

COME PROCEDERE (altro…)

La Borraggine (Borrago officinalis) è una pianta spontanea piuttosto diffusa e si trova generalmente nei terreni incolti o al limite dei terreni coltivati, ama il sole e cresce su quasi ogni tipo di terreno, il che fa sì che possa essere reperita un po ovunque sul territorio.
Il suo aspetto varia leggermente nei vari periodi di germogliazione della pianta, se da giovane e prima della fioritura crescerà piuttosto adesa al terreno, con il tempo tenderà ad elevarsi fino a diventare, con la fioritura, un piccolo cespuglio che può arrivare a 30/60 cm di altezza.
Tutta la pianta è coperta di piccole spine pungenti e quindi sarà buon costume utilizzare dei guanti per la raccolta. Le foglie sono di un verde vivo, quelle basali sono larghe e leggermente dentellate, abbastanza carnose se giovani, fortemente venate, quelle del fusto sono più oblunghe, quasi a forma di punta di lancia.
La potremo trovare, nelle sue varie fasi, da primavera fino ai primi freddi.
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