Il Barba di becco (Tragopogon pratensis) è innanzi tutto un fiore splendido, uno dei tanti capolavori della natura.

Come pianta è presente un po in tutta Italia e la famiglia comprende un discreto ventaglio di varietà ma prenderò in esame quella che conosco meglio, appunto la varietà pratensis.

Cresce sino ai 2000 mt di altitudine e fiorisce da aprile a settembre il che ne fa un alimento che può essere presente nella nostra dispensa da campo per un bel po di mesi.

Predilige i terreni ricchi di nutrienti ma si trova anche ai bordi dei sentieri, nei prati, un po ovunque.

La pianta è biennale e nel suo primo anno di vita sviluppa una rosetta di foglie basali, mentre il secondo anno è dedicato alla fioritura. Può raggiungere un’altezza che va da poche decine di cm al metro, generalmente il fusto assume una colorazione rossastra, soprattutto nelle piante più grandi, è cavo.

Le foglie sono decisamente allungate e appuntite con solo la venatura centrale e si innestano in maniera piuttosto caratteristica sul fusto, “abbracciandolo”. I germogli dei fiori assomigliano a quelli del tarassaco ma sono più grandi ed allungati.

I fiori sono di un giallo bello sgargiante.

I semi sviluppano un soffione che può assomigliare a quello del Tarassaco ma la dimensione è decisamente più grande.

Il Barba di becco ha sia utilizzi alimentari che fitoterapici sfruttabili anche in escursione poiché non necessitano di particolari e complicate preparazioni.

Uso alimentare:

Si possono utilizzare i giovani germogli saltati in padella ed hanno un sapore simile all’asparago, la pianta è biennale quindi il primo anno formerà un cespetto di foglioline basali edibili in insalata, così come sono edibili crude le foglie sul fusto ed hanno un sapore dolciastro.

Le foglie della pianta adulta, che può raggiungere anche il metro d’altezza sono più facili da individuare rispetto alle foglioline del cespo giovane che generalmente rimane confuso fra l’erba. Anche le foglie più “vecchie” sono edibili ma più coriacee e quindi consiglio di dargli una scottata o usarle in una zuppa.

La radice a fittone è edibile e va raccolta o prima della fioritura o a fine ciclo vegetativo (risulterà più coriacea), in pratica si può mangiare durante tutta la vita della pianta e risulterà dolciastra, può essere consumata cotta oppure cruda, a piacimento.

Come si può capire dai suoi molteplici usi il Barba di becco può essere una pianta molto utile come cibo di emergenza.

Uso fitoterapico:

Il barba di becco ha proprietà diuretiche e depurative quindi può essere utilizzato in caso di lievi intossicazioni, cosa da tenere di conto quando lo si consuma.

Il decotto delle radici può essere utilizzato come calmante contro la tosse e per le affezioni delle vie respiratorie.

Da segnalare che la pianta può essere infettata da un parassita simile all’Ergot -quello della Segale cornuta, per intendersi- che potrebbe donare effetti Sedativi. Personalmente non ho mai avuto effetti particolari dall’ingestione di Barba di becco ma giova segnalare la possibilità.