da http://www.resistenzealnanomondo.org
1 Novembre
Giovedì la foresta è stata teatro di una gigante azione di repressione dello stato. Arresti di massa, diverse accuse e un grosso eco della stampa che basa unicamente le proprie informazioni dalle veline della polizia e da RWE che ancora una volta fa la parte della vittima.
GIOVEDI’ DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA 
Questo è il resoconto di alcuni/e attivisti/e che naturalmente non può rappresentare ogni punto di vista.
Giovedì mattina cominciò, come spesso dall’inizio di Ottobre, lo sgombero nella foresta di Hambach. La pazzia giornaliera: per il clima-killer del carbone, che mette a repentaglio la vita di milioni di persone nel mondo, viene devastato uno dei più vecchi ecosistemi forestali ancora presente in Europa.
Questo solo per chiarire la gravità del problema nella quale si inscrivono le nostre azioni. La morte di milioni di esseri viventi davanti ai nostri occhi: animali umani, animali, alberi, se non fermiamo questa miniera.
Già negli ultimi giorni sono stati bloccati macchinari e sono state fatte azioni di incatenamento davanti ai lavori per impedirli. Giovedì il numero di guardie di sicurezza al lavoro era inusualmente grande, per questo abbiamo deciso di usare una nuova strategia: per disturbare i tagli e irritare i lavoratori e la security, sono stati accesi sul terreno della foresta dei fuochi d’artificio. Non sono stati lanciati, quindi come possono essere stati usati come attacco?!
La sicurezza ha reagito con una velocità non aspettata sul nuovo livello dello scontro con un attacco improvviso.
Quattro attivisti sono stati buttaie a terra brutalmente, schiacciate nel fango e minacciate. Uno di questi è svenuto.
Il personale di sicurezza ha secondo la legge il diritto di arresto, ma gli è vietato di utilizzare una tale violenza come hanno fatto. Ma comunque è uguale se legale o illegale, secondo noi reagire in questo modo per proteggere il profitto di RWE è assolutamente incomprensibile.
Per difendersi dalla sicurezza è stato usato spray al peperoncino. In questa situazione sono uscite fuori le ferite di cui accusa RWE. Intanto gli/le attivisti/e hanno costruito una barricata con l’obiettivo di ritardare i lavori di taglio degli alberi. La polizia ha preso questi quattro attivist* e altri due a caso e li ha portati in custodia al commissariato.

L’occupazione del Comune di Carrara è arrivata al suo quarto giorno. Tanti cittadini, esasperati dall’ultima alluvione, sabato scorso avevano dato vita ad una manifestazione davanti al comune. 




