Ennesima Kuksa, lo so, realizzarle però mi diverte. In questo caso ho utilizzato un pezzo di frassino recuperato in legnaia; come sempre ho lavorato tutto con strumenti rigorosamente manuali. Continua a leggere
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Ci pensavo da tempo, un fodero nuovo per il mio caro Mora che da anni mi segue ovunque, eppure non mi ci ero mai messo…poi qualche giorno fa mentre ungevo la nuova Kuksa realizzata (pubblicherò le foto appena ne farò di decenti) ho adocchiato un pezzo di legno nella catasta per la stufa, del Frassino dal quale ho ricavato due scandole che ho poi levigato in parte con il coltello da petto, in parte per le finiture con un piallino. Continua a leggere
Come da tradizione -oramai da qualche anno- con la prima nevicata è d’obbligo l’uscita boschiva, si tratti di una passeggiata, un uscita giornaliera o un bivacco l’importante è battezzare la prima imbiancata solcandone vello bianco.
Quest’anno l’uscita è stata breve a causa di impegni che mi hanno occupato la prima parte di giornata, mi sono quindi risoluto per un’uscita di qualche ora fra i consueti boschi vicino casa.
La giornata è serena, in realtà ha smesso di nevicare verso l’alba e un tiepido sole riscalda ora il circostante rendendo piacevole camminare fra gli alberi che con la loro parca ombra, spoglia di foglie ma comunque presente, attenuano il riverbero della luce sul manto nevoso. Continua a leggere
In una bella giornata autunnale scaldata da un sole ineditamente caldo per la stagione ci siamo mossi alla cerca di un’area che dai tempi del neolitico è stata frequentata probabilmente a scopo religioso, la particolarità di questo luogo risiede nel gran quantitativo di Menir presenti, la maggior parte dei quali oramai a terra, che ricoprono letteralmente una grande area del bosco di latifoglie -per la maggior parte querce- tanto da valergli il toponimo di bosco di pietrefitte. Continua a leggere
In giro per un’area frequentata dall’eta’ del ferro e successivamente utilizzata dai celti dei quali si possono ancora individuare file di menir più o meno piccoli così come qua e la’ nel bosco -che oramai ha ripreso possesso dei suoi spazi- è possibile inciampare, fra file di funghi divinatori, nelle fondamenta in pietre posate a secco di abitazioni risalenti al medioevo; in questo bosco evocativo si respira un’atmosfera davvero inconsueta, la mente vaga e si perde, per essere poi riportata a sé dal gracchiare stridulo della ghiandaia o dal vociare atavico del corvo. Continua a leggere
Ci sono molti modi per mettere in tensione un cordino ma se necessitassimo di un tensionamento importante -come ad esempio nel caso che la corda servisse da colmo per un telo- dovremo avvalerci di un sistema che permetta di sviluppare molta forza di trazione, in quest’ottica un paranco potrebbe fare a caso nostro, per la precisione mi riferisco al paranco doppio che è di facile realizzazione e molto performante.
Il paranco doppio può essere utilizzato anche per trascinare o sollevare pesi ma necessitera’ di molta corda, su questo utilizzo ritornerò.
NB: Questo tipo di paranco sviluppa una discreta forza di trazione poiché ridurra’ la forza necessaria per mettere in tensione il sistema ad 1/3, ricordiamoci quindi di utilizzare cordame adeguato a questo tipo di stress.
Il Cardo Mariano (Silybum marianum) E’ una pianta che cresce in quasi tutta Italia, soprattutto nel centro-sud ma è presente in alcuni casi anche sulle Alpi, come tutti i cardi predilige gli incolti, i margini dei sentieri, le macerie. Cresce fra 0 e 1000 mt e quindi potremo incontrarlo sovente, generalmente si sviluppa in estate ma inserisco la scheda di questo periodo (ottobre) perché nel mio orto è spuntato nuovamente in questi giorni.
Questo cardo è una pianta dagli svariati utilizzi, sia mangerecci che curativi nonché pionieristici. Continua a leggere
Il Bulino, del quale abbiamo gia’ parlato QUI ha molti metodi di realizzazione, di seguito ne presentouno semplice e che sfrutta, nel procedimento, il nodo galera (trattato QUI), di seguito come procedere: Continua a leggere
31 ottobre – 1 novembreCircolo “Amici del Cels” borgata Morlière – Cels, Exilles (TO)
L’INIZIATIVA SI TERRA’ COMUNQUE AL CELS MA IN UNA LOCATION ALTERNATIVA, PER SAPERE DOVE SCRIVI A: puckdeiboschi@insiberia.net
31 ottobre, ore 17 proiezione del documentario
Viviamo in un mondo di schermi. L’adulto medio trascorre la maggior parte delle sue ore di veglia davanti allo schermo di un dispositivo. Siamo abbacinati, siamo letteralmente dipendenti da Facebook, Google, Instagram, Twitter…
Come siamo arrivati a questo punto?
Chi ne trae beneficio? Qual è il loro impatto sugli esseri umani e sulla società nel suo insieme? Cosa succederebbe se l’intera esistenza umana venisse ridotta alla portata di un clic? Ed è davvero questo che vogliamo? Continua a leggere
L’occupazione di DannenröderWald contro l’autostrada A49.
La Dannenröder Forst è una foresta di latifoglie e bosco misto di circa 300 anni, si trova tra Homberg (Ohm) e Stadtallendorf a 20 km a est di Marburg in Assia. Si tratta di un bosco con un’alta percentuale di faggi e querce. Gli alberi sono per lo più in buone condizioni di salute, le chiome delle foglie sono in gran parte chiuse e la foresta mostra un ringiovanimento naturale. La foresta è un habitat per molti animali anche a rischio di estinzione, come ad esempio il tritone crestato. Sotto il bosco si trova un grande corpo idrico sotterraneo, che funge anche da serbatoio d’acqua per la zona del Reno e del Meno fornendo acqua a mezzo milione di persone.
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