Personalmente utilizzo due metodi di stoccaggio dei cordini, uno legato alle attività in bosco e l’altro invece che attiene più alle attività di roccia.
La bambola che segue risponde alla prima tipologia; durante le attività boschive che prevedono l’uso di cordame una delle noie maggiori risiede nell’avere sempre fra i piedi un quantitativo più o meno importante di cordino, cosa piuttosto fastidiosa…questa particolare bambola permette di “dosare” il cordino della nostra matassa estraendone dalla stessa solo il necessario e lasciando ben ordinato il surplus che non andrà quindi ulteriormente “rifatto”.
Il punto di forza di questa bambola è quello di essere incappellata con un loop di cordino chiuso su sé stesso con un autobloccante che, se stretto mentre sfiliamo gli anelli di cordame, ci permetterà di utilizzare solo la corda della quale necessitiamo, mantenendo la restante ben ordinata nella propria matassa.
Come si esegue: Continua a leggere

Con la primavera praticamente arrivata il bosco si risveglia e anche gli animali umani e non umani rinvigoriti dal primo sole vero riprendono il discorso sopito durante la stagione fredda;
La neve è andata da qualche settimana, le primule hanno cominciato a puntinare i boschi, così come le piccole violette, il selvatico risuona nuovamente argentino dopo l’ovatta dell’inverno e con i primi fiori escono dal letargo anche i progetti che per tutto l’inverno si sono coricati quieti in un angolino della testa.
Il nodo Barcaiolo è un nodo d’ancoraggio molto facile da realizzare e che ha il pregio d’essere facilmente equalizzabile, per questa caratteristica ad esempio viene utilizzato per assicurarsi in sosta durante le scalate e di regolare con facilità la lunghezza dei rami di corda che dal nodo dipartono, per l’utilizzo in scalata è necessario imparare a realizzarlo anche con una sola mano.
L’edera comune (Hedera helix) è un arbusto rampicante che viene spesso distrutto, perché “accusato” di essere specie parassita che danneggia e degrada il bosco.
Da Roundrobin
Nella mia lunga esperienza di intaglio non avevo mai provato trattamenti alternativi dei pezzi che andassero oltre la classica bollitura in acqua e sale e l’impregno con olio di lino piuttosto che di vasellina e la finitura a cera vegetale; qualche sera fa, complice la stufa, ho provato una tecnica che mi ha sempre incuriosito ma che non avevo mai sperimentato ovvero la “cottura” dei pezzi finiti in forno, da trattare poi con olio e cera. 




