Ferrara:isolamento,rapporti disciplinari e proteste in AS2 [AGGIORNATO]

barbed-wire-hand_smda crocenera.org

Da telefonata odierna con uno dei compagni imprigionati nella sezione di Alta Sorveglianza del carcere di Ferrara, veniamo a sapere che Alfredo è stato posto in isolamento, in seguito a un alterco con una guardia. L’isolamento punitivo, 14bis o.p., è stato posto in essere due giorni fa e un altro compagno della sezione ha ricevuto un rapporto disciplinare, sempre per lo stesso episodio.Da allora gli altri prigionieri della sezione AS stanno protestando e intendono proseguire fino a quando verrà sospeso l’isolamento di Alfredo. Nei prossimi giorni seguiranno informazioni più precise sulla protesta in corso e sulle condizioni di isolamento di Alfredo.

14 febbraio- Alfredo è stato da subito portato in altra sezione del carcere, non ha contatti quindi con altri prigionieri, ne della sezione AS ne di altre sezioni.Gli altri compagni della sezione speciale hanno la socialità sospesa e permangono i divieti d’incontro

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ENI – Enjoy & Destroy

da informa-azione.info

Riportiamo il testo di un comunicato diffuso recentemente per via informatica e cartacea, pervenutoci tramite mail anonima:

ENJOY & DESTROY

“Che significa disintegrare il sistema? Scucire i punti di sutura del sistema, aprendo glispazi del possibile. Ogni spazio sottratto alla determinazione tecnoscientifica è una porta che si apre sull’infinità del possibile, ed insieme un luogo che può tornare ad essere abitato. Far saltare alcuni elementi del sistema è la maggiore minaccia alla sua integrità, al suo equilibrio.” Fotti il sistema

Indovinello: quanti cadaveri entrano in una Fiat 500? 1, 10, 1000?
Sembrerà incredibile, ma sono molti, molti di più, migliaia, anzi, milioni! E avanza ancora moltissimo spazio! A fare compagnia a scheletri e carni putrescenti ci sono tonnellate di bombe e armamenti vari, chilometri di tunnel e gasdotti, dittatori col turbante, detenuti politici, treni superveloci, operai e operatori dei call center ridotti alla fame, fiumi neri di petrolio… Ma com’è possibile? Non si tratta di magia né di esoterismo, bensì di uno dei più recenti prodotti della secolare storia d’amore tra scienza, potere e denaro; un sodalizio che trasforma in realtà i nostri peggiori incubi.

La creatura in questo caso si chiama Enjoy, ed è il nuovo servizio di carsharing nato dalla collaborazione tra Eni, Fiat,  Frecciarossa, Vodafone ed i comuni di Roma, Milano e Firenze. Se aguzzerete la vista noterete,disseminate per le strade di queste quattro città, delle Fiat 500 nuove, rosse fiammanti, riconoscibili dalla scritta gialla “Enjoy” che campeggia sulle fiancate, assieme ai nomi degli sponsor, ovvero quei colossi simbolo del più spietato e cannibale capitalismo globale. Continua a leggere

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[Bologna] Serata sulla resistenza della foresta di Hambach in Aula C

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13/02/2015 – 19:30
13/02/2015 – 23:00
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Così in ordine

da http://www.finimondo.org

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«La vita si espone alle intemperie.
La strada è nera per il vagabondo.
Le stelle lo guidano, si dice.
Senza dubbio, ma verso quale riparo?»
Stig Dagerman
Alcuni anni fa, nel corso di una intervista, ad una celebre e non più giovane rockstar newyorkese fu domandato se non avesse paura a vivere in una metropoli così violenta. Stupito, il cantante rispose: no, nient’affatto. C’era nato e cresciuto in quella città, la conosceva, ci era abituato e sapeva tenerla a bada. Ciò che lo spaventava, semmai, era ben altro. Ad esempio, ricordava il panico che lo assalì in Svezia quando, fermo davanti a un semaforo rosso con il motore dell’auto acceso, si accorse di essere stato circondato dagli altri automobilisti scesi dalle loro vetture (rigorosamente spente). Intendevano tutti chiedergli conto del suo comportamento perché in Svezia, davanti al semaforo rosso, bisogna spegnere il motore della macchina; altrimenti sono guai. «Ecco — disse la rockstar — quello mi terrorizza! La violenza, no».
Pare proprio che la Svezia abbia fornito un altro notevole esempio di come l’ordine civile sia assai più terrorizzante del disordine più incivile. Alla fine di gennaio l’inaugurazione della nuova sede di una ditta chiamata Epicenter, a Stoccolma, è salita alla ribalta delle cronache internazionali per la decisione «volontaria» presa da molti suoi dipendenti: farsi impiantare il microchip RFID nella mano, cosa che permetterà loro di muoversi all’interno dell’edificio senza l’impaccio di noiosi cartellini di riconoscimento. Per la cronaca Epicenter è un «incubatore» di imprese che vogliono operare nel campo della tecnologia e dell’innovazione digitale.
L’implementazione collettiva è stata uno dei momenti più eccitanti della festa di inaugurazione. Persino l’amministratore delegato della ditta ha dato il buon esempio, facendosi impiantare il microchip grande come un chicco di riso sotto il flash dei fotografi e delle telecamere. Sorridente, attempato ma giovanile, in giacca e camicia, senza cravatta, si è messo seduto davanti al giovane tatuatore incaricato, testa mezza rasata, il corpo ricoperto da disegni colorati e con un enorme piercing all’orecchio. La Svezia, che paese… alla mano?
Il compito di gestire tecnicamente l’intera operazione è stato affidato ad un collettivo di bio-hacker, Manniskaplus, transumanisti desiderosi di cambiare corpo e mente attraverso la tecnologia, che da tempo sono dediti a fornire agli esseri umani più sbadati i propri dati anagrafici in formato digitale. Sul manifesto affisso per ricordare la straordinaria possibilità offerta, invitavano i presenti a «migliorare il cervello» recandosi al «bodyhacker lab», dove avrebbero potuto «aggiornare se stessi», così come si fa con il programma di un computer.
Beh? Perché fate quella faccia? Cosa c’è di strano? Il microchip mica serve a controllare i dipendenti, serve per aiutarli! Tanto è vero che se l’è messo pure il boss! Smettetela di pensare sempre male, di essere così out-of-date! Siete solo invidiosi per esservi persa una festa proprio cool!
Se proprio volete lamentarvi, prendetevela piuttosto con ladruncoli o prostitute, che tanto mettono in pericolo e degradano la nostra vita…
[8/2/15]
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Benefit Campagna Rospi _ 21 Febbraio _ Palanzo (Como)

BEENFIT-ROSPI-WEBda http://alleradici.noblogs.org

BENEFIT PER LA CAMPAGNA DI SALVATAGGIO ROSPI

E RICERCA DI NUOVI VOLONTARI

 

Sabato 21 Febbraio _ ore 20.00

Via Molino 5, Palanzo (Como) 

*** Apericena Vegan a Buffet ( 5 euro bevande escluse)

*** Presentazione delle attività di salvataggio rospi

*** Proiezione video

*** Banchetti con materiale informativo ed autoproduzioni

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IL PROCESSO A BILLY SILVIA COSTA SI AVVICINA: RILANCIAMO LA LOTTA ALLE NOCIVITA’

da http://www.resistenzealnanomondo.org c8be1ad04fa24e9a4bd72128a9c2b602

Sono passati quasi cinque anni dal nostro arresto in Svizzera, quando ad un posto di blocco sul passo dell’Albis, nel Canton Zurigo, venne rinvenuto nell’auto su cui viaggiavamo dell’esplosivo, alcune bombole di gas propano, taniche di benzina e diverse copie di uno scritto rivendicativo a firma Earth Liberation Front Switzerland. Obiettivo dell’attacco rivendicato negli scritti era il “Binning and Rohrer Nanotechology Center”, una struttura allora in costruzione, di proprietà dell’ IBM e in collaborazione con l’ETH, il Politecnico federale di Zurigo.
Il processo si tenne un anno e mezzo dopo il nostro arresto con tre accuse a nostro carico: atti preparatori punibili di incendio intenzionale; occultamento e trasporto di materie esplosive; commercio non autorizzato (importazione) di esplosivi. Le richieste di pena formulate dal procuratore federale Hansjörg Stadler, tra i 3 anni e 4 mesi e i 3 anni e 8 mesi vennero ampiamente accolte dal giudice federale Walter Wütrich, la quale corte confermò tutti i capi d’accusa ad eccezione del traffico (importazione) illecito di esplosivi, accusa dalla quale fummo assolti.
Parallelamente, la procura di Torino aveva da subito dato avvio ad un’indagine a tutto tondo intorno alle cartucce di esplosivo che gli svizzeri ci trovarono addosso, con l’obbiettivo di poterne determinare la provenienza. Ad indagine conclusa, le accuse a nostro carico ipotizzate dal pm Enrico Arnaldi Di Balme, sono pure tre: atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzione e trasporto in luogo pubblico di esplosivi e ricettazione per l’esplosivo, accuse tutte aggravate dalla finalità di terrorismo.

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Materiali di lotta contro la guerra e il mondo che la produce

Bannerda http://romperelerighe.noblogs.org

Materiali di lotta contro la guerra e il mondo che la produce

Obiettivo del blog: avvicinare geograficamente e mentalmente il problema della guerra, cuore di questo mondo e della società. Dare al militarismo un nome, un cognome ed un indirizzo come solo modo per spezzare la complicità con i signori dello sfruttamento e della morte e per rompere con la dinamica individuale della servitù volontaria.

“ Rompere le righe”, allora. Il titolo non rinvia soltanto al vecchio slogan antimilitarista a favore della diserzione, ma anche alla necessità di sottrarsi all’inquadramento dei cervelli. Righe ben allineate, infine, sono quelle che ci impediscono di comprendere le conseguenze catastrofiche di una società sempre più in guerra con gli uomini e la natura. Rompere le righe significa allora disertare luoghi, parole e logiche dominanti e cercare testardamente un diverso modo di vivere. Rompere le righe significa anche ripetere quelle piccole banalità di base che il pensiero astratto ignora o nasconde ( ad esempio che sul cemento non cresce niente, oppure che non ha molto senso dichiararsi contro la guerra senza poi fare nulla contro le basi che la rendono possibile …). Come si vede, un percorso di resistenza e di liberazione non privo di incognite e di difficoltà. Un percorso tutto da inventare” (da “Rompere le righe”, n. 7, maggio 2009).

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Manifesto Queer Vegan: manifestazioni di devianze perturbanti

dalla trasmissione di Radio BlackoutLiberation Front1414745977copertina-QUEER

Martedì 3 febbraio, lunga chiacchierata con Marco Reggio, curatore, insieme a Massimo Filippi, dell’edizione italiana del “Manifesto Queer Vegan” con  prefazione e intervista all’autore Rasmus Rahbek Simonsen incluse. Ortica Editrice, 2014.

Siamo partit* dal fondo, attingendo ad una recensione e ad una relativa risposta, perchè l’analisi di parallelismi e  ponti possibili, spesso esistenti, tra queer e vegan ha inquietato qualche nostalgico dell’Inquisizione.  Previsioni di perversioni e “chaos schizofrenico, fondato su una rivoluzione permanente”. Un po’ ci abbiamo ironizzato, un po’ anche no. Omofobia e vegefobia, senza dimenticare quanto la prima sia per molt* molto più difficile da vivere, restano comunque due avversioni verso qualcosa di scardinante, di destabilizzante. Figuriamoci se coniugate e dove l’omo- , spesso, tende anche ad alimentare la vege-fobia.

Decostruire la norma, negare schemi di esistenza, rifiutare la naturalizzazione dell’eterosessualità e dell’onnivorismo in una critica radicale all’esistente, contrastando anche il reale rischio  che veganesimo e altra sessualità vengano inglobati e appiattiti da un sistema liberale e liberticida per animali umani e non.

85 pagine che vi consigliamo di leggere e se volete anche ascoltare un’interessante chiacchierata con Marco, qui la diretta

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[Torino] Iniziative contro le nanotecnologie a sostegno di Billy, Costa e Silvia

3ggnanotech_1485x105017-19-21 febbraio 2015

Contro le nanotecnologie

Benefit Billy Costa Silvia

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GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2015,  BENEFIT RADIO BLACKOUT

ore 19:00: apericena, distro e mostra sulle nanotecnologie

ore 20:30: Prima proiezione del documentario “Un mondo senza umani?” di Philippe Borrel, produzione francese del 2012, oggi   tradotto in italiano.

Un ampio spaccato su dove sta portando la convergenza delle scienze in una società dalle macchine onnipresenti: interviste a filosofi, a critici e ai maggiori fautori e sostenitori di queste tecno scienze. Non si parla di un ipotetico futuro da “migliorare” e manipolare ma di un presente dove questo è già una realtà.

a seguire:

Dibattito: Dall’ingegneria genetica alle nanotecnologie
Intervento del collettivo resistenzealnanomondo

Un controllo e dominio globale che parte dalla manipolazione dei semi e organismi viventi fino alle modificazioni della materia a livello atomico. Le nanotecnologie si diramano in ogni aspetto della vita e in tutti i settori economici. Chip sempre più veloci, etichette a radiofrequenza (RFID) e nano armi sempre più micidiali… Ecco la Green Economy degli stati e delle multinazionali biotech agro-chimico-farmaceutiche e la società che stanno creando: una dimensione tecnologica disumanizzante dove tutto è tracciato e interconnesso nel grande terminale globale, un biopotere totale sugli interi processi vitali e una distruzione senza precedenti e irreversibile del mondo naturale.

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Infami, politicanti e pompieri!

da httarton4244-5f5bcp://non-fides.fr

martedì 4 febbraio 2015

Tutte le versioni di questo articolo: [français] [italiano]

Abbiamo letto queste poche righe: “Delazioni e compagni di strada“, colle quali alcuni non meglio identificati “compagni con un piede nell’esagono” scrivono, a proposito di Non Fides, che: “è proprio questo sito che ha dato il via all’infelice pratica della delazione nel movimento no-tav”. Ciò, a detta loro, a causa del testo “Il nemico interno in Val Susa“.


Bon, tanto per cominciare, la palma di chi per primo ha pubblicato questo testo, purtroppo non spetta a noi. Quella ennesima denuncia delle pratiche autoritarie dell’Askatasuna ha girato via mail, è stata pubblicata anonimamente su Indymedia Grenoble ed anche altrove, prima che su Non Fides. Tra l’altro, un “autonomo torinese” rispondeva alle critiche contenute in quel testo, attribuendole ad un altro dei siti che l’hanno pubblicato. Capiamo che tutta la cosca dell’Autonomia-Contropotere torinese sia incazzata a causa della figura meschina fatta con la delazione via il sito notav.info, ma suvvia, almeno mettetevi d’accordo fra di voi…

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