Acilia – Comunicato delle Case Vecchie Occupate sulla minaccia di sgombero

da informa-azione.info

riceviamo e diffondiamo:

Questa mattina gli sbirri di zona sono venuti a notificarci la misura di sequestro preventivo dei casali che abbiamo occupato a Dragoncello, zona aciliaantisgmbAcilia, nella periferia sud di Roma. Questa misura implica lo sgombero preventivo della zona, quindi dei  casali e terreni circostanti che abbiamo anch’essi occupato per recuperarli all’abbandono e per evitare che la zona continuasse ad essere inquinata dai rifiuti di ogni genere che sono stati scaricati da anni, in particolare dentro ad un frutteto dove crescono alberi dentro frigoriferi e plastica.
Lo sgombero è motivato dalla fittizia messa in sicurezza degli edifici imposta dal comune di Roma ai proprietari che difendono insistentemente la loro proprietà di fatto abbandonata da anni e che vogliono che continui ad esserlo.
Sappiamo che in questo modo possono abbreviare i tempi per mandarci via, considerando che non è neanche cominciato il processo per gli/le identificatx come occupantx.
Cercheremo comunque di impedire lo sgombero delle Case vecchie occupate e vogliamo ribadire che è giusto prendersi gli spazi inutilizzati in città, in campagna e ovunque!

Le case vecchie resistono!

Ricordiamo l’iniziativa anti-sgombero di venerdì 6 marzo

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Conoscerli per isolarli, 4a puntata: neofascisti nel movimento NoMuos

dalla trasmissione Liberation Front di Radio Blackout

 

apartitico

Martedì 24 febbraio: quarta puntata del sipario dedicato a “conoscerli per isolarli“.

Grazie al lavoro del collettivo antispecisti antifascisti Antispefa continuano gli approfondimenti e le schede informative sulle destre nei movimenti animalisti ed ecologisti. Nello specifico, martedì abbiamo dato la parola ad un compagno siciliano che ci ha fornito qualche aggiornamento e ha fatto un po’ di cronistoria delle mosse delle destre all’interno della lotta al Muos e di come subdolamente e/o apertamente, abbiano cercato e cerchino di cavalcare un movimento che però, nel combattere il Muos, cerca anche di contrastare logiche di nocività e liberticide, di dominio, di controllo, di confine, di guerra e che, di conseguenza, con i nuovi e vecchi rigurgiti fascisti e con chi fa loro da sponda, non può e non vuole aver nulla da spartire.

Sempre un grazie ad antispefa e al compagno antifascista e antispecista per la diretta telefonica dalla Sicilia.

Vi invitiamo a leggere la cronologia e ad ascoltare il contributo audio.

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[Rho – Milano] Due giornate contro il MiFur e l’industria della pelliccia

GLI ANIMALI NON SONO MERCE
PROTESTE CONTRO IL MIFUR E L’INDUSTRIA DELLA PELLICCIA
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L’industria della pelliccia, la cui filiera sempre più globale è al servizio della moda, della vanità e del consumismo della cultura bianco-occidentale, da secoli tortura e massacra milioni di animali allevati o catturati per la loro pelliccia. Animali selvatici come volpi e visoni vengono imprigionati e stipati in minuscole gabbie di allevamenti intensivi. Spesso non trovano rassegnazione e continuano a cercare una via di fuga, mordendo e grattando le sbarre delle loro celle. I visoni, per esempio, colgono l’occasione e corrono verso la libertà senza esitazione quando delle persone, in loro solidarietà, decidono di aprire le gabbie.

Dal 3 al 6 marzo 2015 alla fiera di Rho (Mi) si terrà l’annuale “Salone Internazionale della pellicceria e della pelle-Mifur” dove si riuniranno molte delle persone che più lucrano su quest’industria (stilisti, commercianti di pellicce, allevatori, ecc). Per loro gli animali sono solo cose e i loro corpi vengono trasformati in soldi: roviniamo la festa agli assassini e urliamogli in faccia cosa pensiamo del loro sporco lavoro!

venerdì 6 marzo
, dalle 14 protesta contro il Mifur davanti ai cancelli della fiera di Rho, ingresso Est (RHO-FIERA M1)

sabato 7 marzo, presidi davanti alle pelliccerie a Milano:

dalle 15: Eivissa, via Melzo 34 (PORTA VENEZIA M1)
dalle 16: Simonetta Ravizza, via Montenapoleone 1 (SAN BABILA M1)
dalle 17: Pikenz, corso Matteotti 1/⁠a (SAN BABILA M1)
dalle 18: Chierichetti, via San Giovanni sul Muro 9 (CADORNA M1 -⁠ M2)

Liberazione animale è liberazione da ogni forma di oppressione. Non tolleriamo nessun comportamento o attitudine fascista, transfobica, sessista, razzista e omofoba.

La lepre, per la liberazione animale, umana e della terra.

lalepre.noblogs.org

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Dai muri di Lugano: Marco libero

2c9mUn modo semplice per ricordare chi è ancora prigioniero.

 

Da media di regime

Spuntano nuove scritte per liberare Marco Camenisch

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Sabotaggi in Trentino

Trento – Attaccata filiale BTB contro TAV e repressione

Secondo “l’Adige” a Trento nella notte tra venerdì e sabato scorsi una filiale BTB sarebbe stata danneggiata: vetri rotti e sportelli bancomat manomessi con mazze e martelli, vernice, scritte contro il TAV e <<la “sorveglianza speciale” a cui sono sottoposti alcuni detenuti anarchici all’interno del carcere di Ferrara>>


Trentino – Tranciati cavi di ripetitori Rai

Apprendiamo dai giornali locali del 23 febbraio che nella zona del Tesino (Trentino) qualche ignoto, giorni prima, ha sabotato due ripetitori Rai, probabilmente tranciando i cavi. Il sabotaggio ha perturbato le trasmissioni televisive.

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Gianluca Iacovacci e Francesco Porcu trasferiti in AS2 a Ferrara

da crocenera.org

26 febbraio 2015 -I prigionieri anarchici Francesco Porcu e Gianluca Iacovacci sono stati trasferiti dalla sezione AS2  di Alessandria a quella di Ferrara,concentrando così tutti i prigionieri anarchici  in regime di alta sicurezza nel carcere emiliano.

Porcu Francesco

Iacovacci Gianluca

Alberti Lucio

Mazzarelli Graziano

Sala Francesco

Antonacci Adriano

Cospito Alfredo

Gai Nicola

Fabiani Michele

Casa Circondariale, via Arginone 327 – 44122 Ferrara

 

 

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Critica radicale: La leggenda della valle che non c’è (da Avalanche)

Pubblichiamo il nostro contributo uscito sul numero 4 di Avalanche:

La leggenda della valle che non c’è

Non è semplice sintetizzare in un articolo la questione valsusina ed il ruolo che gli anarchici – alcuni – si sono “ritagliati” al suo interno, la faccenda è molto ampia ed articolata, ci limiteremo quindi a dare la nostra chiave di lettura su certe dinamiche che abbiamo potuto osservare in alcuni anni di permanenza nella famigerata “valle che resiste”. In primis necessita mettere in luce quello che è il modus operandi che i detentori della linea politica di movimento hanno impostato/imposto e che portano avanti, con buona pace degli anarchici/notav.

Partiamo dalla conclusione: in Val di Susa sussistono reali possibilità di rivolta, in essere o in potenza, che possano mirare all’abbattimento delle logiche di dominio quali le conosciamo e con le quali come anarchici confliggiamo quotidianamente? La risposta è no. In Val di Susa lo scenario è quello classico della lotta di cortile che si sostanzia su un territorio certo ampio ma che risente appunto di tutti i limiti dei movimenti «non nel mio giardino». Come abbiamo più volte avuto la possibilità di notare, il movimento valsusino nella sua grande maggioranza non è interessato alle lotte che si svolgono lontano dei suoi confini e se ne trattano lo fanno solo o per strumentalizzazione politica o per una questione di empatia superficiale e tutta “religiosa” che non è quindi interessata a rilevare similitudini e differenze dei conflitti in atto e di trarne un ragionamento generale di critica ed attacco al potere, che infatti non viene rifiutato né messo in discussione ma del quale si chiede sostanzialmente una gestione più “equa”.

Sul piano strettamente locale la cosa si fa ben evidente nei momenti di consultazioni elettorali, sia nazionali, ma in maggior misura – ovviamente – in quelle comunali, quando l’oligarchia di movimento, la stessa che si consulta e stabilisce le linee d’azione in riunioni ristrette prima delle farse decisionali dei cosiddetti “coordinamenti dei comitati” (1), momenti di riunione spacciati per assemblee decisionali orizzontali ma che hanno più il gusto di una comunicazione dei pochi ai molti sulle eventuali azioni da intraprendere, si affanna nella corsa a ricoprire incarichi istituzionali. Inizia così il grande valzer delle oscene alleanze, concupiscenze ed intrallazzi al fine dell’ottenimento del voto, con lo scopo di accrescere la propria popolarità personale e per cercare di conquistare il governo di alcuni comuni interessati dal passaggio dell’Alta Velocità o delle infrastrutture ad essa collegate, per avere la propria briciola di potere ed andarla a far pesare nei colloqui con i supposti nemici dell’organizzazione statale.


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Iniziativa contro la THT ad Eygliers sabato 14 marzo 2015

Flyer A5THT

CADUTA DI TENSIONE!

sabato 14 marzo 2015

alla Sala delle Feste di Eygliers

 

h 17,30 proiezione di film

h 18,30 assemblea di Valle

h 21,00 concerto

Queyras Brothers & Sisters

canzoni di festa

+ DJ Leo

 

ma anche couscous bio+bar

infokiosque

 

per informare ed essere informatx notht05@riseup.net

 

Prezzo libero

Serata organizzata dai collettivi anti-THT della Valle in collaborazione con Rions de Soleil

 

 

 

 

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Guarda che luna

Ita0506a_1da finimondo.org

«Se un uomo passeggia nei boschi metà di ogni sua giornata — per il solo piacere di farlo — corre il rischio di essere considerato un fannullone. Ma se spende l’intera giornata come uno speculatore, tagliando quegli stessi alberi e spogliando la terra prima del tempo, allora è considerato un cittadino industrioso e intraprendente»
Henry David Thoreau
A quanto pare ci sono individui che continuano a passeggiare lungo i binari in mezzo alla notte — per il solo piacere di farlo. È accaduto di nuovo, prima nei pressi di Roma, poi in quelli di Venezia. Ma più che fannulloni, costoro corrono il rischio di essere considerati dei provocatori. Sì, perché lasciano bottiglie incendiarie nei pozzetti della linea ferroviaria dell’Alta Velocità. Che però non bruciano giacché nessun fuoco ha illuminato l’oscurità, in entrambi i casi. C’è chi parla di bassa imperizia, chi di alta strumentalizzazione, chi di avvertimento dal basso o dall’alto. C’è chi — prima di esprimersi — guarda il calendario e conta i giorni che separarono tali piccoli gesti da grandi appuntamenti. Se i giorni sono tanti, ciò significherebbe una cosa; ma se i giorni sono pochi, ne significherebbe un’altra. È chiaro, ovvio, lampante, oggettivo.
Mah, se lo dicono loro…
Confessiamo la nostra ignoranza in materia. Non sappiamo chi sia stato. Inoltre, non essendo né inquirenti né capipopolo, non ci interessa nemmeno appurare se sia stato un aspirante sabotatore o un obbediente soldatino. Non ne abbiamo di queste curiosità. Sappiamo solo che se questi individui spendessero l’intera giornata come un politicante, speculando su quegli stessi binari e passeggiando nel tempo più opportuno, magari a braccetto di funzionari di Stato, allora sarebbero considerati cittadini responsabili e intraprendenti. Perché non bisogna guardare alla luna, bisogna stare con i piedi per terra e guardare dove si cammina, se non si vuole scivolare in… in… in…
E questo che cos’è? Toh, guarda, un tappo di bottiglia…
(25/2/15)
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28 febbraio 2015 ore 18 a Cagliari per la presentazione del calendario delle esercitazioni 2015

da https://nobordersard.wordpress.com 28-febbraio-2015

Con più di due mesi di ritardo, da poco, i militari hanno reso pubblico il calendario delle esercitazioni per il primo semestre del 2015. I giornali hanno parlato di diminuzione del bombardamento sulla Sardegna ma non è vero. Basta consultare velocemente il calendario (lo trovate nei post di Gennaio) per rendersi conto che in tutti i poligoni sardi non c’è un attimo di tregua. Si alternano esercitazioni di ogni tipo, aeree, navali, anfibie e terrestri, esercitazioni congiunte fra vari stati e molto altro ancora.

Vediamoci sabato alle 18.00 a SA DOMU in Via Lamarmora 126, Cagliari,  per parlarne e per organizzare un’opposizione a tutto questo.

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