La raccolta da spontaneo, a patto di conoscere le piante s’intende, non necessita di particolari sforzi o materiali, ma se questo è in generale vero, ci sono casi nei quali alcune attrezzature sono necessarie come pale resistenti nel caso di raccolta di radici a fittone particolarmente coriacee come ad esempio quelle della Bardana, o l’estrazione della linfa di Betulla, che richiede punteruoli, tubicini e bottiglie; in questi ultimi casi avremo con noi il necessario per la raccolta, il che vorrà dire che la giornata sarà dedicata ad una raccolta specifica e che quindi avremo con noi tutto il necessario per operare.
Quelli appena citati sono tutti strumenti facilmente trasportabili in zaino ma la questione cambia qualora dovessimo raccogliere materiali posti ad una certa altezza dal suolo che per essere asportati necessiteranno di strumenti adeguati posti verosimilmente all’estremità di un lungo manico. Esistono attrezzi specifici per le potature aeree manuali quali cesoie e seghetti dal manico estensibile, utili in giardino ma scomodi ed ingombranti da portare con se, ma se ne avessimo bisogno? Beh, in questo caso dovremo armarci di fantasia ed un minimo di manualità.
Recentemente, come chi segue il blog sa, sono alla ricerca di un particolare fungo della Betulla, il Chaga, che ho scoperto essere raro, almeno qui dalle mie parti, e crescente piuttosto in alto sulle piante infestate; qualche tempo fa per raccoglierne un po’ m’ingegnai con il fido coltellino pieghevole trasformandolo in un seghetto dal lungo manico, il tutto funzionò alla perfezione ma la paura di spezzare la lama a causa della leva che si veniva a creare nel sistema approntato, mi convinse a pensare ad un metodo alternativo di raccolta.
Qualche giorno fa, uscito con il medesimo scopo, ho inserito nello zaino la lama di un seghetto acquistato alla Lidl con l’idea, in caso di necessità, di applicarlo in cima ad un bastone creando un attrezzo adatto alla raccolta aerea. La lama non pesa nulla e non ingombra, il copri-lama in plastica previene ogni danneggiamento accidentale dello zaino o del suo contenuto.
Presentatasi l’occasione non è stato difficile capire come approntare il manico al seghetto ed il risultato è stato funzionale e vincente. Vediamo come ho proceduto.
Materiali:
– Cordino,
– una delle lame del seghetto multi-lama Lidl, acquistabile anche separatamente dal corpo sega, per pochi euro.
Come ho proceduto.
Una volta individuato un ramo a terra, abbastanza solido e dal diametro pari alla base della lama, ho creato un innesto per la stessa in maniera tale che avesse abbastanza appoggio da risultare stabile una volta fissata con il cordino; sul fondo dell’innesto ho creato una tacca di circa 5mm nella quale inserire la base della lama in modo da ottenere ancora più stabilità.
Inserita la lama è giunto il momento di legare la stessa ed il ramo assieme evitando che i denti del tagliente danneggino il cordino; per far ciò è bastato ricavare un solco su un rametto di misura adeguata da usare come copri-lama.
Applicato il legnetto sui denti della sega ho proceduto alla legatura, partendo da basso sul ramo con un nodo paletto per chiudere poi la legatura con un nodo barcaiolo.
L’attrezzo così ricavato è risultato bello solido e maneggevole, fattore che mi ha permesso di asportare una buona porzione di fungo posto piuttosto in alto.
Una volta terminato il lavoro ho smontato il tutto e via, in pochi minuti ero nuovamente in marcia.
Questo è quanto, buoni boschi e ricordate: “La salute è in voi”.






