E via. Dopo una mattinata di lavoro la prima tappa è al recupero di due sodali appena giunti da lontano, l’appuntamento è in un classico parcheggio di un centro commerciale, là dove l’aria calda crea un bavaglio d’afa difficilmente sopportabile o almeno lo è per me, loro arrivano da lidi assai più caldi e sono infatti più a loro agio di me con queste temperature tropicali, oramai usuali anche qui sull’alpe ma alle quali non mi riesco ad abituare.
La seconda tappa prevede una fermata a casa, devo preparare lo zaino, le masserizie sono già accatastate al lato del letto, pochi minuti e ripartiamo alla volta del campo base che ho individuato per questi tre giorni: una bella radura poco sopra i 1400 metri sotto la quale scorre un impetuoso fiume alpino, tutto attorno fragoline di bosco ed imponenti larici. Continua a leggere
















