Nella nostra disamina sulle esche naturali adatte ad accendere il fuoco con l’acciarino o metodi primitivi, dopo la corteccia di Betulla passiamo ad un altro materiale sempre derivato da un albero, la sotto corteccia del Pioppo. Continua a leggere→
Ecco un metodo personale ma funzionante per spaccare la legna avendo a disposizione solo un’accetta da 800g. Mi sono duvuto ingegnare per ridurre la fatica dello spacco e nel contempo riuscire a tagliare anche sezioni di tronco di notevoli dimensioni, se rapportate allo strumento di taglio.
L’accetta di per sé sarebbe del tutto insufficiente, quindi la affianco con una mazzetta realizzata lavorando un pezzo di tronchetto con un ramo. Con questa, facendo batoning, ovvero picchiando sul dorso dell’ascia che diventa così una sorta di cuneo, spacco la legna. Ma con una sezione di tronco bella grossa non è così facile, c’è quindi la necessità di indebolire il ciocco per renderlo lavorabile. Come fare?
Ecco una nuova realizzazione, una spatola da cucina con fori, ottima per lavorare con soffritti e zuppe. Questa volta in fondo al manico ho realizzato un intarsio a forma di pugno; è la prima volta che faccio qualcosa di simile e ne sono soddisfatto. Per questa realizzazione ho utilizzato:
– Accetta Bacho da 800g, è servita per tagliare il pezzo da lavorare e per le sgrossature dove non necessitava troppa precisione, in più l’ho utilizzata anche a mò di pialla per dare l’inclinazione alla spatola. Continua a leggere→
MANIFESTAZIONE“PER LA FINE DEL CIRCO CON ANIMALI” Perché la libertàe la dignitàdi altri animali sono piùpreziose del divertimento di alcuni e del profitto dialtri.
Sabato20 dicembre 2014, ore 18
Glorieta de MardeCristal.
da http://underground.noblogs.org
Per dare gravità ai pensieri, aggrappandoli alla carta.
Per dare forma ai moti dell’animo.
Per strappare all’oblio visi, gesti e parole.
Perché un libro può salvare da ogni isolamento.
Perché la rivolta vive di iniezioni d’inchiostro,
di idee da ardere.
Perché ci accomuna essere clandestini
e tali vogliono essere i nostri scritti.
Per proteggerli dal mercato
che tutto fagocita, rigetta e svilisce.
Per non finire impalati su uno scaffale mondadori.
Qui il programma completo della due giorni.
Segnaliamo in particolare
19,00: Presentazione dell’opuscolo “Nessuna faccia buona, pulita e giusta a Expo 2015. Dossier su Slow Food, Coop Italia e Eately”. A cura di Farro & Fuoco.
Nella puntata di martedì 11 novembre abbiamo dato particolare spazio al primo di una serie di approfondimenti sulla presenza delle destre nell’ecologismo e nell’animalismo e non solo. Una diretta con una compagna di Antispefa, un collettivo che, tra altre tematiche interessanti, cura una mappa antifa (in continuo aggiornamento e a cui sarebbe bene collaborare) con uno specifico riferimento anche alle lotte sopracitate.
Il tentativo destroide di insinuarsi nelle lotte sociali, il suo appropriarsi di simboli e slogan, camuffandosi e cercando di far breccia mescolando le carte, è presente e tangibile da tempo anche nel movimento di liberazione animale. Al fine di conoscere, smascherare e combattere determinate realtà, sono in fase di pubblicazione alcune schede di approfondimento curate dal collettivo.
Grazie alle compagne e ai compagni di Antispefa rilanciamo il secondo appuntamento con una diretta su questo tema alla puntata di martedì 9 dicembre.
Qui il contributo audio su nazional-anarchismo, resistenza nazionale e autonomi nazionalisti.
Segue comunicato del Soccorso Rosso Svizzero sul nuovo rifiuto di liberazione per Marco Camenisch:
Il Tribunale federale nega a Marco Camenisch la libertà
Dopo oltre un anno di riflessioni, il Tribunale federale di Losanna ha rifiutato di concedere la libertà condizionale a Marco, basandosi (come fatto dai precedenti funzionari) su un principio politico secondo cui, non si dissociandosi Marco dalla sua posizione politica, la libertà condizionale gli va negata. La Corte suprema della Svizzera ribadisce pure la posizione politica per non farlo uscire di prigione.
Diamo un rapido sguardo alla storia delle istanze presentate, perché Marco potesse ottenere la libertà condizionale:
Da maggio 2012 Marco poteva essere liberato con la condizionale avendo già scontato i 2/3 della pena. Una domanda, presentata all’Ufficio per l’amministrazione penitenziaria di Zurigo, veniva respinta il 13 aprile 2012. Contro tale decisione veniva opposto il ricorso, rifiutato anzitutto dalla “Direzione per la giustizia e gli interni del cantone Zurigo”, prima che il “Tribunale per l’amministrazione cantonale” approvasse il ricorso e rimandasse il caso all’Ufficio per l’amministrazione penitenziaria posto in Feldstrasse a Zurigo. Si arriva nuovamente a un’audizione di Marco, ma nel febbraio 2013 gli viene impedita l’uscita uscire dal carcere con la condizionale. La motivazione addotta è ancora di denuncia della sua “violenza cronica e concezione del mondo che promuove la delinquenza”, il cui senso va ben inteso e pone l’accento sul perché a Marco è negata la libertà. Sarebbe stato meglio (anche più breve) che i funzionari avessero potuto scrivere semplicemente che Marco rimane un rivoluzionario anarchico.
Domenica 14 dicembre nella trasmissione di Radio Blackout “La terra trama..” abbiamo parlato con un compagno francese a proposito di una mobilitazione che si è svolta sabato 13 a Embrun per dire no alle centrali nucleari, alle linee ad altissima tensione che dovrebbero portare l’energia da esse prodotta e al mondo che necessita di tale distruzione e sfruttamento della terra e dei suoi viventi.
E’ stata anche l’occasione per parlare di altre nocività presenti od incombenti in quei territori, come ad esempio la centrale a biomasse di Gardanne in cui vogliono bruciare 1 000 000 di tonnellate di legna per ricavarne energia.
Poche settimane fa alcuni e alcune attivist* antispecist* si sono recat* davanti un mattatoio di toronto, in Canada e hanno tentato di bloccare i camion della morte davanti l’entrata del macello.
Seppur bloccando i camion solo stando seduti davanti l’entrata, sono stati brutalmente repressi, con violenza da parte della polizia canadese e arrestati.
Mentre gli e le attivist* venivano trascinat* via (alcun* pres* per i capelli e trascinat*), i lavoratori dell’allevamento ridevano e gioivano della brutale violenza repressiva messa in atto dalla polizia.
In solidarietà e complicità agli e alle attivist* che han dovuto subire un atto repressivo così forte, e solo per essersi seduti davanti un cancello.
In solidarietà a tutt* i/le liberatori/trici, gli e le attivist* arrestat* rinchiusi nelle galere di stato, per la loro liberazione immediata.
Consci del fatto che è ora di andare davanti i lager a dire basta all’olocausto animale, per ricordare al mondo che mentre noi ridiamo, ci innamoriamo, viviamo e cerchiamo la libertà, nelle periferie di ogni paese e città si consumano crimini degni del peggior regime nazista.
I mattatoi sono lager, è cambiata la vittima ma non ci siamo mai liberati dal nazismo, e non ci libereremo mai finché l’ultimo macello non sarà stato demolito.
PER LA LIBERAZIONE ANIMALE, UMANA E DELLA TERRA!
PER L’ECOLOGISMO RADICALE!