Pubblichiamo di seguito un comunicato firmato da anarchici e anarchiche di Trento e Rovereto a proposito degli articoli e dei fatti seguiti ai sabotaggi della linea ferroviaria ad Alta Velocità a Firenze e Bologna di fine dicembre 2014.
Cogliamo l’occasione per ribadire da questo blog che il campo, le analisi e le posizioni dex redattx di Finimondo sulla questione sono da noi completamente condivisi, per rileggere i vari contributi vedere qui e qui
Straccetti di benzina, stracci politici e delazione
Non essendo particolarmente internettari, abbiamo letto diversi giorni dopo la loro pubblicazione l’articolo redazionale I burabacio uscito sul sito notav.info e il comunicato, pubblicato sullo stesso sito, del magistrato Imposimato a proposito dei recenti sabotaggi avvenuti contro l’Alta Velocità in Italia. Mentre stavamo ragionando di scrivere una critica ai contenuti del primo articolo e al fatto stesso di pubblicare una presa di posizione su cosa fanno o non fanno i no tav da parte di un magistrato (e nemmemo uno qualsiasi, bensì un PM responsabile di aver seppellito sotto anni di galere decine di rivoluzionari), abbiamo saputo che la prima versione de I burabacio (prontamente sostituita, senza dirlo, cercando in tal modo di cancellare le tracce) era ben peggiore. Ci sarebbe piaciuto che le nostre critiche circolassero anche in Valsusa in modo diretto (a voce e su carta), poco interessati come siamo ai “dibattiti” virtuali tra militanti e componenti politiche. Ma la faccenda è così grave da spingerci alla forma-tempo del comunicato in internet, con tutti i suoi limiti.
Nella prima versione de I burabacio, la redazione di notav.info indica i redattori del sito finimondo.org come coloro che “fino a qualche annetto fa usavano i loro petardoni postali che qualche rintocco facevano, ora usano qualche straccetto di benzina inneggiando alla rabbia generale…” (la seconda versione diventa “andavano in estasi per i petardoni postali … e ora per qualche straccetto di benzina …”).
Indicare pubblicamente degli individui quali autori di determinati reati è, a casa nostra, delazione, pratica indegna per chiunque si consideri rivoluzionario o anche solo genericamente “compagno”. Quando si criticano (o si dileggiano) delle pratiche di azione diretta, c’è la polemica, anche dura, anche aspra. Quando si afferma che Tizio o Caio hanno compiuto questo o quel sabotaggio, si fa qualcosa che è semplicemente inaccettabile. “Delazione” non è parola che usiamo alla leggera, ma con quel peso e con quella precisione che scavano fossati tra chi accetta e chi rifiuta un tale modo di fare.
E siccome in queste faccende la precisione è fondamentale, va detto che di quell’articolo sono responsabili i redattori di notav.info (cioè alcuni militanti del centro sociale Askatasuna e del comitato di lotta popolare di Bussoleno), certo non un generico e inesistente “Signor Movimento No Tav”. Ci sono decine e decine di compagni (e non) che nella lotta valsusina contro il TAV hanno messo idee, impegno e cuore, che non si sono mai dissociati da alcuna pratica di attacco al potere e che non hanno mai indicato nessuno – né direttamente né indirettamente – alla polizia.



EL CHALTEN, Argentina – In cima al Cerro Torre dalla via dei Ragni da solo e slegato: questo Markus Pucher l’aveva già fatto l’anno scorso, in una giornata di bel tempo, durante la quale altri alpinisti si trovavano sulla via. L’elemento che mancava quella volta e che invece c’era pochi giorni fa, quando ha ripetuto la stessa salita, erano le condizioni meteo proibitive, ovvero una forte bufera. Rolando Garibotti, il primo a dare la notizia sul suo sito Pataclimb, ha descritto l’impresa come un’epopea. Abbiamo chiesto all’alpinista e Guida alpina austriaca qualche chiarimento: come mai, per esempio, non abbia deciso di tornare indietro come hanno fatto altri quel giorno. “Io non sono gli altri – ci ha risposto -, volevo vedere di persona quali erano le condizioni e dove potevo arrivare”. 