Entries tagged with “ricerca”.


TopoCONTRO IL DOMINIO
DELLE BIOTECNOLOGIE

Oggi e domani al Palazzo Besana si tiene il BioInItaly, un evento organizzato ogni anno da Assobiotec, Banca Intesa San Paolo e altri organismi economici/scientifici, che ha lo scopo di mettere in contatto le nuove imprese biotech e nanotech con gli investitori di tutto il mondo.

 

Le biotecnologie si occupano di inserire artificialmente nel codice genetico di piante, animali e microrganismi, geni di altre specie, dando vita ad organismi geneticamente modificati (OGM). Tramite queste tecniche ogni organismo vivente, dalle piante fino all’essere umano, può divenire oggetto di sperimentazione per la ricerca scientifica e quindi nuova merce per soddisfare gli interessi delle multinazionali dell’agri-business e chimico-farmaceutiche. Tra i casi più noti le piante con resistenza agli erbicidi della Monsanto, e i topi modificati geneticamente per sviluppare tumori, per diventare cavie da esperimento per la ricerca sul cancro (l’oncotopo). Quindi non ci stupisce che il comitato scientifico di questa edizione del BioInItaly sia nelle mani di aziende per lo più farmaceutiche come Genzyme, Novartis e l’Istituto Europeo di Oncologia. (altro…)

da http://www.finimondo.org

A proposito di Xylella

 

Il caso Xylella, ovvero il disseccamento rapido degli ulivi in Salento, è sopraggiunto prepotentemente sulle cronache dei quotidiani che ogni giorno spendono paginoni interi; ciò accade in particolar modo da quando è stato nominato un Commissario straordinario a gestire la situazione. Con il Commissario è arrivata anche la gestione dell’emergenza e soluzioni drastiche e irreparabili per sconfiggere il nemico. E il linguaggio non è casuale perché i toni che vengono usati dai media sono quelli di una guerra di trincea. Per debellare questo patogeno è stato emanato un provvedimento esecutivo regionale che imponeva inizialmente di irrorare, per decine di chilometri quadrati, pesticidi e fitofarmaci sia sulle piante malate che su quelle sane, sui muretti a secco e sulla macchia mediterranea. Inoltre, si disponeva l’abbattimento obbligatorio di migliaia di alberi. Fantascienza vera e propria partorita realmente dalla mente geniale di qualche funzionario regionale (o europeo). In molti hanno alzato la voce e ora le misure sembrano ridimensionate, ma non esiste nessuna certezza su ciò che accadrà. Intanto i giornali fanno terrorismo quotidianamente pubblicando foto su foto di alberi ammalati e paventando un velocissimo contagio a causa del batterio Xylella, da frenare il prima possibile e con qualsiasi mezzo, e ovviamente, sponsorizzando uso massiccio di pesticidi e eradicazione. Ancora una volta viene creata un’emergenza e la si gestisce in maniera eccezionale dando tutti i poteri decisionali ad un Commissario che può e deve solo eseguire gli ordini, con le conseguenze che ciò comporta per eseguire il piano: espropriazioni e uso della forza pubblica. Non vi sono discussioni di sorta, ma solo imposizioni, e sanzioni in caso di violazione di queste ultime. Coinvolta nella gestione dell’emergenza sarà la Protezione Civile che ha già dato il suo via libera al piano di eradicazione e irroramento di pesticidi messo a punto dal Commissario straordinario. A chi scrive viene in mente l’uso che dell’emergenza è stato fatto in posti come l’Aquila, dopo il terremoto del 2009, quando il controllo di un’intera popolazione bisognosa di ogni cosa divenne, di fatto, il fine dell’emergenza o meglio un campo di sperimentazione, che si accompagnò alla sospensione giuridica e sociale delle libertà e dei diritti degli sfollati “ospitati” nei campi. La situazione “Xylella” è alquanto differente, ma analogo è l’intento di espropriare abitanti e olivicoltori di qualsiasi possibilità di decisione autonoma anche nell’utilizzo di pratiche di cura non inquinanti e non invasive. Xylella_0Xylella_0_secondapagina

 

Ma, esattamente, di cosa stiamo parlando?

(altro…)

Bannerda http://romperelerighe.noblogs.org

Materiali di lotta contro la guerra e il mondo che la produce

Obiettivo del blog: avvicinare geograficamente e mentalmente il problema della guerra, cuore di questo mondo e della società. Dare al militarismo un nome, un cognome ed un indirizzo come solo modo per spezzare la complicità con i signori dello sfruttamento e della morte e per rompere con la dinamica individuale della servitù volontaria.

“ Rompere le righe”, allora. Il titolo non rinvia soltanto al vecchio slogan antimilitarista a favore della diserzione, ma anche alla necessità di sottrarsi all’inquadramento dei cervelli. Righe ben allineate, infine, sono quelle che ci impediscono di comprendere le conseguenze catastrofiche di una società sempre più in guerra con gli uomini e la natura. Rompere le righe significa allora disertare luoghi, parole e logiche dominanti e cercare testardamente un diverso modo di vivere. Rompere le righe significa anche ripetere quelle piccole banalità di base che il pensiero astratto ignora o nasconde ( ad esempio che sul cemento non cresce niente, oppure che non ha molto senso dichiararsi contro la guerra senza poi fare nulla contro le basi che la rendono possibile …). Come si vede, un percorso di resistenza e di liberazione non privo di incognite e di difficoltà. Un percorso tutto da inventare” (da “Rompere le righe”, n. 7, maggio 2009).

(altro…)

Domenica 11 gennaio all’interno della trasmissione “La terra trama..” su Radio Blackout abbiamo parlato con dei compagni de La Scintilla di Modena prendendo spunto da un’iniziativa che si era svolta lì il 5 dicembre che aveva come argomento il controllo della salute da parte delle industrie farmaceutiche e di quali pratiche possono essere molto più efficaci dei farmaci.

E’ stata l’occasione per allargare un po’ la discussione alle varie nocività che contribuiscono all’esproprio della salute da parte delle scienze, della ricerca, delle aziende produttrici di farmaci e presidi sanitari e per presentare anche i nuovi appuntamenti dello spazio, che saranno a proposito di scuola libertaria, nano-biotecnologie e antipsichiatria. Il programma di gennaio era stato già pubblicato qui

Ascolta i contributi

 

 

 

Plaki_def_DFI.inddDa diversi anni il progresso tecnologico cresce fortemente, apportando nuove nocività quali il nucleare, le nanotecnologie e gli organismi geneticamente modificati. Questi minacciano nell‘immediato la vita sulla terra in diversi modi: attraverso lo sfruttamento delle “materie prime”, lo stoccaggio di enorme materiale radioattivo, la contaminazione irreversibile con nanotecnologie e la manipolazione genetica. Tutte le tecnologie condividono il potenziale di espansione del controllo sul vivente fino a raggiungere una dominazione totale della civiltà e delle sue innumerevoli strutture di potere che alienano quotidianamente le nostre relazioni.

La rivoluzione industriale porta ad un innalzamento della specializzazione e della centralizzazione. La tecnologia genetica rappresenta un nuovo salto qualitativo nello sviluppo del controllo sull‘agricoltura. I brevetti sulle sementi di qualche grande multinazionale spingono l‘agricoltura verso una dipendenza assoluta. Con la distruzione della biodiversità, ogni possibilità di un approvigionamento autonomo è reso impossible, impedendo fondamentalmente una prospettiva verso delle comunità libere e decentralizzate. Non sono solo le multinazionali e gli Stati che ne portano la responsabilità, ma pure tutti coloro che credono alle loro menzogne e sostengono il loro sviluppo.

(altro…)