Entries tagged with “prigionieri anarchici”.


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dal collettivo anarchico Nero/Verde http://mavroprasino.espivblogs.net/

Osman Evcan [ndt: Osman Evcan è un prigioniero anarchico vegano, si trova detenuto in Turchia nella prigione di alta sicurezza numero 1 a Kocaeli. Aveva già messo in atto uno sciopero della fame nel giugno del 2015 per avere accesso al cibo vegano ed aveva ottenuto di poterlo ricevere dall’esterno del carcere, adesso l’amministrazione della prigione ha arbitrariamente revocato questa possibilità ed Osman ha ricominciato lo sciopero della fame il 10 novembre 2015] e Hasan Çınar [ndt: compagno di cella di Osman, nonostante i gravi problemi di salute allo stomaco, ha iniziato il primo dicembre 2015 lo sciopero della fame in solidarietà con Osman] hanno ottenuto la vittoria grazie alla lotta determinata che hanno messo in atto nelle loro vite contro lo stato all’interno delle spesse mura della prigione dove sono rinchiusi. Osman e Hasan hanno ottenuto quello che avevano richiesto durante questo duro periodo. IMG_1423Osman Evcan ha terminato il suo indefinito sciopero della fame durato 39 giorni contro le intimidazioni e le politiche di sterminio contro i prigionieri in carcere e di nuovo ci ha dimostrato che come lui è giusto raccogliere l’appello a lottare.
(altro…)

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Apprendiamo che come previsto dalle recenti revisioni delle misure coercitive nei suoi confronti, il prigioniero Marco Camenisch è stato trasferito nel carcere “semi-aperto” di Saxerriet (Cantone di San Gallo).

Per scrivergli:

Marco Camenisch

POSTFACH 1
9466 Salez
Switzerland – CH

Libertà per Marco!

da Croce Nera Anarchica

Venerdì 30 ottobre è stato liberato dalla sezione di alta sorveglianza del carcere di Ferrara Michele Fabiani, in fine pena per la condanna  ad 1 anno e 4 mesi(residuo di pena della condanna in cassazione a 3 anni e 2 mesi per 270 bis) per la cosiddetta operazione Brushwood del 2007.

 

 

 

Come già annunciato nei primi incontri di presentazione del progetto editoriale di Crocenera, oltre al contributo informativo e di discussione attraverso il giornale ed il blog, abbiamo ripetutamente proposto l’eventualità di affiancare una cassa di solidarietà specifica per i prigionieri anarchici, intendendo fornire una base di supporto economico a quanti cadono nelle maglie della repressione e ne sono attivi e coscienti oppositori.
Siamo arrivati al dunque e l’abbiamo aperta.
Gli anarchici hanno iscritta, incisa nella loro carne la refrattarietà a qualsiasi categorizzazione politica, sono antipolitici per natura quindi non dovrebbero definirsi mai prigionieri politici. Nello stesso tempo gli anarchici finiscono in carcere in base a idee, atti, comportamenti che sono il frutto di una presa di coscienza etica, politica, esistenziale. Dolorosa consapevolezza, intellettiva coscienza, gioiosa rivolta o qualsivoglia altra mescolanza di sentire, fare e sapere che sia, è un procedimento naturale che ci porta ad essere informati, attenti, critici su determinati percorsi di lotta e repressione. Siamo anarchici, alieni al concetto di politica, comunque venga declinata, se cadiamo nelle reti del nemico, non ci rivendichiamo come oggetti politici piuttosto come soggetti di una socialità/asocialità altra, di una visione altra dell’esistente. Si cercano alleati, complici, amici, compagni, tra gli altri oppressi dalla macchina del dominio, ma questo non significa né mitizzare, come nella vecchia vulgata comunista, il soggetto di classe, né effettuare maldestri tentativi di entomologia sociale cercando a freddo, dall’alto della propria analisi, come fossero oggetti, gli oppressi di cui si parla, fuori o dentro le carceri che sia.
Siamo ben consapevoli che in questi contesti è piuttosto sgradevole e fraintendibile fare distinzioni, che offrono il fianco a semplificazioni strumentalizzabili sia politicamente che dal punto di vista repressivo, per questo abbiamo preferito specificare chiaramente le discriminanti che abbiamo scelto, per ora.
Una cassa di solidarietà in appoggio ai prigionieri anarchici che naturalmente sorpassa la distinzione fittizia tra prigionieri politici e sociali.
Consapevoli oltretutto dell’ulteriore stretta repressiva frutto degli ultimi aggiornamenti legislativi, che rende più evidente la necessità di utilizzare strumenti che il nemico vorrebbe reprimere.
Ci teniamo ad aggiungere che non vogliamo dare “delimitazioni geografiche” ai prigionieri a cui si cercherà di dar voce e che questa è una cassa di solidarietà diretta a loro, non una cassa di difesa legale e tantomeno uno strumento di supporto legale.
Su queste basi vogliamo iniziare ad attivarci, consci dello sforzo e delle nostre attuali possibilità.
CNA
Per inviare contributi solidali
N° Carta PostePay: 4023 6009 1934 2891
Intestato a Omar Nioi

 

da informa-azione.info

 

Riceviamo e diffondiamo un aggiornamento dal prigioniero ecologista radicale Marco Camenisch in merito alla sua non-liberazione:

28 settembre 2015: 7° aggiornamento no liberazione

Nella “riunione n. 3 di coordinamento dell’esecuzione della pena” del 27 luglio 2015 c’è stata “l’audizione legale” del sottoscritto. Presenti: l’ennesimo nuovo “responsabile” e un’addetta alla verbalizzazione del DAP ZH; l’assistente sociale, una praticante e la responsabile per l’esecuzione penale (tipo vicedirettrice) del carcere di Bostadel; il mio legale. Ero presente perché sembravano soddisfatte le mie premesse: delle proposte reali per una “discesa” a prescindere dalle folli “raccomandazioni-ROS” del servizio forense-psichiatrico del DAP. Mi presentarono, infatti,  la copia della risposta più o meno positiva del carcere “semiaperto” Saxerriet (cantone di San Gallo), al quale il DAP aveva chiesto di “ospitarmi” per un percorso di “discesa”.
Una riserva del Saxerriet era la mancante consultazione della “commissione specialista della CH Nordest”. Queste “commissioni” (4 in tutto) di recente istituzione (nel generale “giro di vite” della “giustizia”) sono composte da direttori di carceri, PM, psichiatri, psicologi, ecc. e si riuniscono periodicamente per valutare i casi di “discese” e “liberazioni condizionali” previste dai vari DAP cantonali per detenutx stigmatizzatx con la “pericolosità sociale”. Poi emettono per ogni “caso” le proprie “raccomandazioni” spesso e volentieri negative, che non sono vincolanti ma quasi sempre seguite dai DAP.
La commissione in causa dovrebbe riunirsi inizio ottobre 2015 per poi forse già nella stesso mese comunicare le proprie “raccomandazioni”.
Con esposto del 24 agosto, il DAP-ZH chiede a tale commissione

“…una presa di posizione sulla questione, se per il detenuto mc… le aperture nell’esecuzione della pena (insomma, ora “alleggerimenti”, ora “aperture”…) prospettate in suddetta riunione di coordinamento… del 27 luglio 2015, vale a dire:

-Trasferimento nella sezione chiusa/di transito del penale Saxerriet
-Spostamento nella sezione aperta del penale Saxerriet
-Dalla sezione aperta del penale Saxerriet: -vari permessi relazionali con scorta
-permessi relazionali senza scorta
-Lavoro esterno
-Abitazione e lavoro all’esterno
-Liberazione condizionale (1° trimestre 2018) (sic!!) (altro…)

da http://www.autistici.org/cna

Da ieri , 16 giugno 2015, Gianluca Iacovacci si trova agli arresti domiciliari.Il compagno era stato arrestato a per una serie di sabotaggi nella zona dei Castelli Romani, di cui aveva rivendicato la responsabilità.La condanna in primo grado a 6 anni era stata ridotta in appello a 3 anni, dopo che era caduta l’accusa di terrorismo.

APPELLO AD INIZIATIVE INTERNAZIONALI DI SOLIDARIETA’ marco-624x881
MARCO LIBERO !
Noi – Soccorso Rosso Svizzero e Soccorso Rosso Internazionale – lanciamo un appello ad
iniziative di solidarietà verso Marco Camenisch, da tenersi fra il 20-22 giugno 2015.
Marco é incarcerato senza interruzione dal 1991, prima in Italia, poi in Svizzera. Marco é un
rivoluzionario eco-anarchico irriducibile, con una storia politica che rimonta agli anni ’70.
E’ stato incarcerato una prima volta per delle azioni esplosive contro degli elettrodotti, ma riusci
ad evadere. Dopo anni di vita clandestina, é stato arrestato in Italia nel 1991, in seguito ad un
controllo per strada da parte di sbirri, ed è rimasto incarcerato laggiü fino al 2002.
In seguito è stato estradato in Svizzera dove doveva ancora finire di scontare la condanna per il
suo primo processo, subirne un altro se mpre per attacchi esplosivi ad elettrodotti, e ancora essere
processato per la morte di una guardia di frontiera. Accusa, quest’ultima, da lui sempre respinta.
Marco non ha rinunciato alla propria identità politica durante questi 24 anni di carcere, comunica
con numerose persone attraverso il mondo, partecipa ad iniziative politiche, supportando cosi il
processo rivoluzionario al di là delle sbarre della prigione. Cio’ che é malvisto da parte delle
autorità preposte ad un eventuale allentamento delle sue condizioni di restrizione. Gli rifiutano
cosi il minimo passo verso la liberazione, sostenendo che “ la sua posizione alimenta la
delinquenza”. Piü chiaramente : non puo’ uscire di prigione perchè è anarchico. Argomento
ricorrente sia da parte dell’ufficio giudiziario competente, che dei tribunali chiamati
periodicamente a decidere sulla questione. (altro…)

j11_heart_poster-663x1024tradotto da http://en.contrainfo.espiv.net

 

L’appello per l’11 giugno di quest’anno, Giornata Internazionale di Solidarietà con Marius Mason, Eric McDavid & tutti i prigionieri anarchici a lungo termine, è intitolato “Transizione: la lotta non è finita …”.

Dai un’occhiata qui, e invia le informazioni sugli eventi J11, i materiali e gli eventuali report alla mail june11th [at] riseup.net ed alla mail supportmariusmason [at] riseup.net.

Si prega di stampare e distribuire la nuova zine su Marius, la Green Scare e J11: formato di stampa | lettura online.

È inoltre possibile condividere: flyer di supporto a Marius ed il poster “Hallo Family”.

 

 

Qui il poster in pdf  j11_heart_final

Nel poster si legge:

Il mio corpo è intrappolato qui,
ma il mio cuore è con voi ancora a combattere là fuori …
-Marius Mason

Marius Mason sta attualmente scontando 22 anni di carcere per atti di sabotaggio che hanno come obiettivo le forze del capitalismo che distruggono l’ambiente. Ogni anno l’11 di giugno, abbiamo dedicato del tempo per portare l’attenzione ai nostri compagni più a lungo imprigionati, tra cui Marius ed altri, al fine di mantenere le loro storie sulle nostre labbra ed i loro nomi sui muri. Facciamo questo per sventare il sinistro progetto da parte dello Stato di cancellare i compagni dalle nostre vite, dai nostri movimenti e dai nostri ricordi.

Mentre la lotta si intensifica nelle strade e dietro le mura della prigione, ricordiamo i nostri compagni che scontano lunghe pene. Lottiamo per la nostra libertà, per la loro, e per tutti quelli rinchiusi nelle gabbie.

Alimentiamo il fuoco della rivolta nata per le strade di Ferguson, Santiago, Montreal e Oakland. Diffondiamo il ribollire senza requie nelle prigioni di Alabama, Grecia, Ohio, e Belgio. E? la conclusione positiva di queste rivolte – rivoluzione globale – che farà meglio ritornare i nostri amici e compagni imprigionati nelle nostre braccia.

Solidarietà con Marius Mason, Eric McDavid ed a tutti i prigionieri anarchici a lungo termine.

June11.org

 

 

da crocenaranarchica.org

Una cellula cilena della Federazione Anarchica (FAI) Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale (IRF) che si fa chiamare Grupo Kapibara, ha rilasciato un comunicato di rivendicazione di un attacco incendiario contro una sottostazione del fornitore di energia elettrica Chilectra a Santiago il 06.05.15.

Secondo il comunicato un dispositivo incendiario temporizzato contenente 1,2 litri di benzina e 400 g di polistirene è stato posto in una stanza all’interno della sottostazione. Il meccanismo di sincronizzazione è stato impostato per attivarsi mezz’ora dopo il posizionamento del dispositivo, ma per motivi sconosciuti l’attivazione non si è verificata se non diverse ore più tardi.

Il comunicato afferma che l’azione è stata effettuata al fine di sferrare un colpo distruttivo contro il sistema tecno-industriale in difesa della Madre Terra. Il comunicato contiene anche espressioni di solidarietà con il prigioniero anarchico nichilista Spyros Mandylas in Grecia, i compagni Nataly, Juan e Guillermo in sciopero della fame in Cile e i compagni Sol, Tato e Javier, imprigionati anch’essi in Cile. Citato anche l’anarchico Punky Mauri che morì nel 2009, durante il tentativo di mettere una bomba alla scuola delle guardie carcerarie a Santiago del Cile.

Fonte Insurrection news(via 325 no state)
Traduzione Crocenera

da http://informa-azione.info

Prigionieri – Cade l’accusa di terrorismo contro Gianluca e Adriano

riceviamo e diffondiamo:

La sentenza del processo di appello contro Gianluca e Adriano ha annullato l’accusa di terrorismo. I due compagni anarchici, in carcere sotto regime di Alta Sicurezza 2 dal 19 settembre 2013, erano accusati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine
democratico, oltre che di incendio, furto aggravato in concorso,
deturpamento e imbrattamento di cose altrui: concetti giuridici e strumenti repressivi per sanzionare le 13 azioni di cui sono stati ritenuti responsabili.

Permangono le accuse per i reati specifici, ma essendo caduta quella di terrorismo Adriano è stato scarcerato, mentre Gianluca resta ancora in carcere.