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Giusto qualche settimana fa, durante un giretto per i boschi delle alpi, nuovamente sulla via degli stambecchi…

IMG_2733“…E’ un mercoledì di sole come spero ce ne siano tanti”, questo mi ero detto per evitare i sensi di colpa dettati dallo sprecare una giornata di bel tempo stando in casa a fare altro e quindi giù via ad intagliare, progettare uscite -che nel mio caso vuol dire né più né meno fantasticare avventure come i bimbi- e fare qualche lavoretto in casa. Ogni tanto guardo gli scarponi.

Passa così la mattinata senza che abbia fatto poi molto, gli scarponi sono sempre li, ma paiono più grandi, più ingombranti. Pranzo, faccio i piatti, i soliti scarponi sembrano crescere ancora, diventare quasi una presenza opprimente, alla fine realizzo, non sono loro, non è loro la colpa di questa strana sensazione ma dello spreco che sto facendo di una giornata che sta fuggendo verso sera e che mi avrebbe potuto portare chissà dove.

Cerco così un compromesso fra l’orario e la necessità di uscire, indosso gli scarponi che d’un tratto tornano ad essere quelli di sempre prendo lo zaino e, quasi senza motivo, la macchinetta fotografica.

Mi avvio quindi per una strada bianca che passa sopra le case, chiamata ironicamente da alcuni la tangenziale nord, l’idea è quella di arrivare alle reti para-massi che proteggono la borgata centrale del paese per raccogliere un rametto di rosmarino autoctono di queste parti, che dicono essere molto aromatico; l’idea è quella di trapiantarlo nell’orto e l’unica pianta selvatica pare aver deciso di crescere proprio li dove l’uomo ha posto questi retini fuori misura per arginare i potenziali danni portati dalla montagna che scende a valle. (altro…)