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Da un po di tempo sono passato all’utilizzo di uno zaino in tela, precisamente quello utilizzato per molto tempo dalle truppe alpine tedesche; è uno zaino minimale con i pregi e gli incomodi di uno zaino vecchio stile in stoffa.

Come sempre non citerò una marca in particolare, chi fosse interessato al modello può cercarselo o scrivermi in MP per maggiori info.
Perché uno zaino in tela?
In parte perché mi piace l’aspetto vintage, ma ciò non sarebbe certamente bastato a farmi scegliere questo zaino, dopo tutto mi deve accompagnare per boschi e quindi ancor prima dell’estetica deve rispondere ai criteri di resistenza e funzionalità (cosa che tra l’altro fa egregiamente).
Ho optato per le fibre “povere”, naturali, già da qualche anno per quanto riguarda l’abbigliamento e questo perché mi piace poter riuscire a riparare o modificare ciò che indosso in base alle mie esigenze e quindi anche questo zaino risponde a dati prerequisiti, fibra naturale (cotone) e costo veramente contenuto (circa 24 euro) fanno si che le eventuali modifiche o riparazioni possano essere fatte facilmente e a cuor leggero.
Fatte le doverose premesse passiamo a parlare in maniera più approfondita dello zaino, ormai testato da qualche mese.
German BW Jagerrucksack

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Sospendere un contenitore. 
Può capitare, soprattutto durante un campo di più giorni, di dover sospendere dei contenitori o delle taniche cilindriche, ecco quindi un metodo di legatura per creare un imbrago in maniera veloce e semplice. Ad un primo impatto il sistema può risultare complicato ma dopo un minimo di pratica tutto risulterà decisamente facile, provare per credere…
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Eccoci ad una variante del nodo siberiano molto utile nel caso si debba realizzare con le moffole poiché avremo bisogno, sostanzialmente, solo della presa del pollice; se avessimo bisogno di un nodo scorsoio a rapido rilascio e fossimo nella condizione di non poter/voler togliere i guanti per realizzarlo, questa variante del nodo siberiano (o Evenchi) farà al caso nostro.

Come si realizza(Le fasi realizzative sono spiegate nei commenti delle foto): (altro…)

Il nodo galera, o nodo di galera è molto semplice da realizzare e si presta a numerosi utilizzi, è un nodo scorsoio che può diventare un nodo d’arresto se si inserisce nella sua asola un pezzo di legno e se si direziona correttamente la legatura perché il galera scorrerà in un verso e bloccherà dall’altro, il che lo rende molto adatto alla costruzione di scale poiché una volta sistemati i pioli potremo equalizzarli portando entrambi i lati alla giusta altezza; posto sotto sforzo il nodo si serrerà adeguatamente, ma allentata la tensione sarà facile da sciogliere, basterà sfilare il piolo.

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La Rosa canina è una pianta della famiglia delle rosacee ed è appunto una tipologia di rosa spontanea presente un po su tutto il territorio italiano, si trova ai margini dei boschi ma anche nelle radure boschive; essendo l’antenata delle rose coltivate sarà piuttosto facile da riconoscere anche ad un occhio poco esperto.

La pianta ha caratteristiche arbustive ma in determinate condizioni le piante più vecchie potranno avere un portamento da alberello. I suoi rami, essendo una rosa, sono coperti da spine piuttosto aggressive e resistenti, a forma di dente di cane, le sue foglie hanno forma ellittica con il margine seghettato. I frutti, che poi sono quelli che in questa sede ci interessano, sono generalmente ovoidali di un bel rosso acceso, i fiori, molto belli, fioriscono da maggio a luglio e sono di un rosa pallido con gli stami gialli. (altro…)

Qualche tempo fa ero casualmente incappato in questo tipo di sacchetta mentre cercavo qualche spunto per realizzare dell’oggettistica in legno d’ispirazione norrena.

Il modello prende spunto da un ritrovamento archeologico avvenuto nella città vichinga di Viborg in Danimarca, ritrovamenti simili sono stati effettuati anche in altri insediamenti vichinghi il che mi fa pensare che questa sacchetta fosse un modello piuttosto comune.

Per realizzarla ho utilizzato del faggio per gli elementi linnei, che ho in principio splittato con l’accetta per poi intagliarli a coltello e della stoffa di recupero, nello specifico le gambe e due passanti per la cintura che ho ritagliato da un paio di vecchi pantaloni ormai inutilizzabili.

Come ho proceduto: (altro…)

L’amaranto comune (Amarantus retroflexus) è, come dice il nome una pianta molto comune nei prati, sui terreni ghiaiosi, sui greti dei fiumi, nei…ovunque! E’ un’invasiva particolarmente invisa a chiunque abbia un’orto e viene sovente estirpata con risultati nulli.

Come pianta è originaria delle americhe ma ormai è endemica anche da noi e cresce come detto quasi ovunque fino circa ai 1000 mt di altitudine. (altro…)

Da un po di tempo pensavo di sostituire la mia vecchia e cara amaca, non tanto perché non fosse più in condizione di essere utilizzata anzi, è ancora in forma, ma piuttosto perché essendo priva di zanzariera mal si prestava alla nuova condizione che si è creata in questa porzione di alpi, con le zanzare che sono arrivate ben sopra i 1000 metri, ed essendo io molto appetito da questi “simpatici” insettini mi son dovuto/voluto piegare all’amaca con zanzariera, rigorosamente a basso costo, intorno ai 30 euro (se considerati i prezzi delle parenti più blasonate). (altro…)

Farinello (chenopodium album), è parente alla lontana dello spinacio ed è una pianta piacevole da mangiare, si consumano foglie e fusti sbollentati o ripassati; è una pianta comunissima e si trova in prati, campi incolti o come infestante negli orti ma è talmente curiosa da riuscire acrescere un po ovunque, qualche tempo fa girando per Torino ne ho visto un esemplare far capolino da una crepa su un marciapiede…

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L’erba cipollina (Allium schoenoprasum) è piuttosto diffusa sia in appennino che sulle alpi, le foglie sono cilindriche e cave, piuttosto morbide al tatto, si possono raccogliere e consumare fresche in insalata, sono difficili da confondere poiché una volta raccolte emanano un discreto odore misto tra cipolla ed aglio (altro…)