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Febbraio 2019.

Nevica da giorni ormai, uno strano lucore ammanta ogni cosa, i movimenti delle persone si sono fatti più goffi, così come sono -infagottati nei piumini e nei giacconi- sembrano tanti tassi satolli pronti a tornare alla propria tana.

Dopo un inverno 2017 che inverno non è stato il 2018 ha regalato freddo e neve in abbondanza, il bosco dorme sotto uno spesso piumone bianco che lo culla e lo rigenera in previsione della novella primavera e ogni angolo di montagna o collina pare addobbato appositamente per regalare squarci di stupore e avventure inattese, “sarebbe bello -penso- attraversare quella sella laggiù, è una parte di valle che non conosco, se solo potessi…” ma sono passati solo 6 giorni dall’ultimo intervento alla caviglia, per me quell’inverno avrà l’odore delle corsie di un ospedale, del sudore freddo durante la fisioterapia, della camera di casa e del mio micio. (altro…)

Giusto qualche settimana fa, durante un giretto per i boschi delle alpi, nuovamente sulla via degli stambecchi…

IMG_2230Ci sono molti modi per ripararsi e passare la notte durante un’escursione, dalla tenda al tarp, dalle grotte alle balme, ma sicuramente uno dei metodi più affascinanti e soddisfacenti consiste nel realizzare da sé il proprio bivacco, utilizzando il materiale presente nel luogo dove avremo deciso di fermarci. (altro…)

pioppo1Nella nostra disamina sulle esche naturali adatte ad accendere il fuoco con l’acciarino o metodi primitivi, dopo la corteccia di Betulla passiamo ad un altro materiale sempre derivato da un albero, la sotto corteccia del Pioppo. (altro…)

Oulx- Vazon

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Un tratto di ampia mulattiera verso Vazon

Domenica, complice una giornata di sole dopo vari giorni di pioggia incessante abbiamo deciso di sgranchirci le gambe. L’idea era quella di fare una passeggiata non particolarmente impegnativa, turistica. Abbiamo quindi deciso di Spostarsi in auto verso Oulx, un comune dell’alta Valle di Susa, per poi proseguire a mezzo sentiero, verso Vazon, una delle piccole borgate montane che si trovano da queste parti.

Partenza: Oulx (1100 Mt)

Arrivo: Vazon (1650 Mt)

Dislivello: 550 Mt in salita ed in discesa.

Tempo di percorrenza circa 3,5 ore andata e ritorno, per un totale di 8 Km.

Difficoltà: Nessuna (T) (altro…)

IMG_2075Il nodo paletto, detto anche del muratore o d’anguilla, come tradisce già il nome, viene utilizzato per assicurare una corda ad un paletto, un tronco o un ramo non spigoloso, per legare fascine o pesi da trainare. (altro…)

Uno strumento piuttosto utile in escursione, soprattutto se decidiamo di stare via qualche giorno, è il coltello. Una buona lama può aiutarci in svariate situazioni, si tratti di raccogliere o preparare cibo, preparare legna per il fuoco, costruirsi il necessario per bivaccare. Generalmente se si tratta di un’escursione di un giorno o più converrà avere con sé (io faccio così) due tipi di coltello, un multiuso e un coltello da campo per usi più gravosi.

Questo post sarà dedicato alla recensione del mio multiuso, un classico Victorinox nella sua variante più strong, ovverò lama da 111mm (contro i classici 9).

Il Vic aperto

Il Vic aperto

Il mio buon Vic, con tutti i segni d'uso

Il mio buon Vic, con tutti i segni d’uso

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disegno btullaDurante le escursioni, soprattutto quelle di più giorni, sarà sicuramente necessario accendere un fuoco; per fare ciò dovremo avere, oltre alla legna ovviamente, un’esca da utilizzare come starter per la fiamma. Generalmente sarà una buona idea partire già attrezzati, magari portando con sé dei cotoncini imbevuti di olio di vasellina, ma nel caso non avessimo con noi nessun tipo di innesco dovremo arrangiarci con quel che si trova nel bosco, che in realtà offre molti ottimi combustibili adatti all’uopo a preparare un’ottima esca. (altro…)

Può capitare che un’escursione si prolunghi di qualche ora o di un giorno, oppure che le provviste che portiamo con noi necessitino di essere integrate per vari motivi. In ogni caso saper riconoscere quante più piante selvatiche edibili può risultare decisamente utile. Ovviamente è necessario essere più che sicuri di ciò che stiamo raccogliendo, quindi sarebbe buona pratica essere accompagnati nel riconoscimento e nella raccolta da qualcuno esperto in questa attività, esistono però piante molto facili da riconoscere e da trattare e nel nostro viaggio fra le piante selvatiche commestibili cominciamo proprio con una di queste, ovvero la Carlina, detta anche carciofo di montagna.
La carlina, nelle sue varie specie, è diffusa su tutto l’arco alpino, alcune varietà si possono trovare anche in ambiente subalpino e in generale su tutto il territorio italiano.
Sulle alpi, dov’è stato raccolto l’esemplare in foto,

Carlina raccolta a Settembre sulle alpi

Carlina raccolta a Settembre sulle alpi

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Il manuale del trapper di Mercanti è un interessante compendio di varie tecniche utili nelle attività all’aria aperta, dalla scelta dell’equipaggiamento alle tecniche per accendere il fuoco ai nodi, dalla costruzione di un riparo alla realizzazione di uno zaino, ecc…

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