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Hambi_ABC_cropped-IMG_82503Domenica 15 novembre abbiamo ospitato in diretta telefonica all’interno della trasmissione “La terra trama..” su Radio Blackout l’intervento di qualcuno che è in questo momento in Germania a sostenere la lotta contro l’estrazione di lignite nella foresta di Hambach.

E’ nuovamente in corso da più di un mese la resistenza contro il taglio degli alberi per l’espansione della cava di carbone, stagione di taglio che si protrarrà fino quasi a primavera. In corso ed in programma sono già diversi gli appuntamenti per chi volesse andare ad opporsi concretamente alla violenza di RWE, la società elettrica tedesca che sfrutta tale miniera, delle sue guardie di sicurezza e degli sbirri teutonici a difesa del profitto privato. Contro varii obiettivi e con azioni dirette di diverso genere vengono messe in campo varie iniziative da chi si oppone alla devastazione dell’ambiente e dei suoi viventi, e a causa di ciò già in passato si sono registrati nel campo di lotta sgomberi, arresti e processi; attualmente ci sono tre persone in carcere.

Sul sito della Croce Nera Anarchica della Renania, informazioni, indirizzi delle carceri e l’appello alla solidarietà internazionale con i prigionierx

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Hambach

tradotto da http://notht05.noblogs.org tht1

 

Perché non vogliamo la THT, il turismo ed il loro mondo?

La val de Durance prende il nome dal suo fiume, qualche volta capriccioso, che attraversa gran parte della regione PACA (Provence-Alpes-Côte d’Azur).

Questa valle è una via di comunicazione antica ed importante, dal colle del Moncenisio segna il confine con l’Italia, sbocca nel Rhone fino ad Avignone. Porta aperta verso il sud, il clima secco dagli accenti mediterranei domina largamente l’alta valle (da Tallard a Briançon) circondata da alte vette.

E’ in questo contesto geografico delle Alpi francesi che dall’inizio del ventesimo secolo lo sviluppo massiccio dell’utilizzo dei corsi d’acqua ha avuto inizio. La necessità dello sfruttamento dell’acqua per la produzione di energia elettrica per alimentare le fabbriche come quella di Argentière-la-Bessée comincia nel 1909 (stabilimento Pechiney chiuso nel 1987).

Contestualmente comincia anche lo sfruttamento dell’area come centro climatico/turistico, basti ricordare la gara sciistica del Monginevro del 1907. Con il declino delle industrie, il turismo diviene la fonte di reddito principale.

La regione de l’ Hautes-Alpes conta 142.000 abitanti e la capacità d’accoglienza di 387.000 posti letto (1). Ciò vuol dire che la zona si è orientata verso il settore del tempo libero, che rappresenta fino al 75% delle attività della zona del Queyras ed il 50% nel Brianconnese. Il PIL del dipartimento è dovuto per l’80% al turismo.

Il progetto della THT (Linea ad altissima tensione) è legato ufficialmente a questa economia turistica. Necessità data da un lato dal rinnovamento di una linea elettrica obsoleta, dall’altro dalle previsioni d’aumento di consumo che dovrebbero esserci nella regione.

Se un traliccio ne nasconde un altro, anche il dibattito sulla THT serve sovente per camuffare altri interessi economici riguardo lo sfruttamento del suolo. Nel 2007 nella regione circa 9100 persone dipendevano dall’industria del turismo. E’ un fatto, il turismo nella zona è essenziale, se ne può parlare, ma criticarlo e metterlo in discussione sembra fuori da ogni logica. Malgrado tutto ci sono ancora elementi e temi per alimentare il dibattito su questo tema.

L’attività turistica è sempre rimessa in questione dagli attori del mercato, eternamente insoddisfatti riguardo a vendite, alloggi, qualità dei trasporti, quando i problemi non sono imputati al maltempo. (altro…)

da http://bencivenga15occupato.noblogs.org

 

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Hobophobic + Genocidio Chimico + Krysto + Inganno Mc

Libera Comunanza

Via Valle del Forno 26, Contrada Barattelle

63074

San Benedetto Del Tronto

AP

da http://freccia.noblogs.org

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6 marzo. A Pineto (Te) è esplosa la condotta principale del metano a Mutignano, con fiamme alte una decina di metri. Tre abitazioni vicine alla conduttura danneggiata da due tralicci dell’Enel crollati a causa di uno smottamento sono state seriamente danneggiate. Il metanodotto è esploso intorno alle otto di stamattina. A causa di una frana sono prima crollati i tralicci che hanno rotto per una lunghezza di diversi metri la condotta del gas principale Cellino Attanasio-Bussi della Snam. C’è stata un’esplosione e il boato si è sentito su tutta la costa da Roseto a Silvi, le fiamme erano alte circa 10-15 metri. Affianco al luogo dell’esplosione c’erano tre abitazioni con delle famiglie all’interno. I tre edifici sono stati distrtutti e le famiglie sono stati evacuate. Otto persone sono state portate al pronto soccorso di Atri, alcuni sotto shock e altri con ustioni lievi. L’incidente ha causato l’interruzione della fornitura del gas ad Atri. Il vento ha spostato le fiamme verso la collina, se fosse stato verso sud, dove sono le abitazioni sarebbe stata una strage, dicono alcuni testimoni. Basta violentare i territori dove viviamo, con opere distruttive che nessuno, se non le grandi società di produzione e distribuzione di idrocarburi ed energia elettrica, vuole!

A proposito dello sfruttamento delle sabbie bituminose per ricavarne petrolio da vaste aree del Canada, con costi ambientali altissimi, segnaliamo questo documentario che dura circa tre quarti d’ora, senza parole, che parla con la durezza delle immagini dello scempio ambientale in corso

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da finimondo.org

«Così come nelle scienze della natura ogni questione è subordinata al compito di comprendere la totalità della natura, ogni progresso della tecnologia è al servizio dello scopo generale: accrescere la capacità dell’umanità di trasformare la natura. Il valore di questo scopo è altrettanto poco contestabile del valore della conoscenza della natura per la scienza. I due scopi confluiscono nella formula ormai banale, senza cui non ci sarebbe progresso della scienza: il sapere è potere»
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Così parlava Werner Heisenberg, premio Nobel, un padre fondatore della fisica atomica, nonché scienziato al servizio del nazismo. Non esiste più un progresso scientifico, tecnologico, al di fuori dei laboratori del potere. La scienza non è al servizio dell’Umanità, del Sapere, della Felicità. È al servizio del dominio. Il suo scopo è quello di rafforzarlo, potenziarlo, proteggerlo, espanderlo. Nient’altro. Ciò spiega la difficoltà in cui ci si imbatte ogni qualvolta si intenda contrastare un progetto istituzionale di carattere scientifico. Che dire quando l’interrogativo che viene posto è già falsato in partenza?
Prendiamo la questione dell’Alta Velocità, ad esempio. Ancora di recente non è mancato chi ha tirato le orecchie ad entrambe le parti – fautori e nemici dei treni super veloci – ricordando loro l’inanità delle rispettive retoriche, una basata sulla necessità del Progresso e l’altra sulla difesa della Natura. L’invito loro rivolto è quello di attenersi alla «realtà delle cose» ed a null’altro. E quale sarebbe questa «realtà delle cose» se non una «migliore circolazione delle merci»?
Ecco il punto. Quando questo ordine sociale viene considerato la premessa naturale per ogni ulteriore considerazione, va da sé che qualsiasi riflessione non possa uscire dalla ragione di Stato. Ogni pensiero che non voglia irreggimentarsi viene messo al bando, decretato impresentabile, al punto da renderlo perfino inimmaginabile. Eppure, non dovrebbe essere così difficile comprendere che l’essere umano ha certamente bisogno di nutrirsi o di ripararsi, ma ciò non comporta lavorare in cambio di un salario che permetta di pagare un affitto e di acquistare merci in un supermercato. L’inevitabile ed umana esigenza di dissetarsi non è un inevitabile ed umano bisogno di bevande gassate.

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Nella puntata della trasmissione di Radio Blackout “La terra trama..” abbiamo parlato con Massimo del Teatro Pinelli Occupato per farci raccontare le devastazioni in corso o progettate per il territorio messinese, si parla di elettrodotti, raffinerie, inceneritori di Combustibile Solido Secondario (CSS). Abbiamo colto l’occasione per fare qualche riflessione sugli interessi principali del dominio oggi in Sicilia (e non solo), che sembrano essere migranti e immondizia, oltre ad aver affrontato l’argomento della colonizzazione mai terminata della Sicilia, regione trasformatasi però adesso anche in agente colonizzatore grazie ad impianti per import/export di guerra, risorse della terra, persone.

Per info http://www.no-ram.org/

Ascolta l’intervista

Domenica 14 dicembre nella trasmissione di Radio Blackout “La terra trama..” abbiamo parlato con un compagno francese a proposito di una mobilitazione che si è svolta sabato 13 a Embrun per dire no alle centrali nucleari, alle linee ad altissima tensione che dovrebbero portare l’energia da esse prodotta e al mondo che necessita di tale distruzione e sfruttamento della terra e dei suoi viventi.

E’ stata anche l’occasione per parlare di altre nocività presenti od incombenti in quei territori, come ad esempio la centrale a biomasse di Gardanne in cui vogliono bruciare 1 000 000 di tonnellate di legna per ricavarne energia.

Ascolta l’intervista a Raymond

da http://machorka.espivblogs.net

Venerdì 12 alle 18:30 chiacchierata al CSO La Enredadera (C / Anastasio Herrero n ° 9, Madrid) sulla lotta che si sta sviluppando in difesa della foresta di Hambach, in Germania, e contro la miniera a cielo aperto nella regione del Reno. Sin-título-1

La chiacchierata sarà tenuta da un compagno che era presente nella foresta, e parlerà della storia di questa lotta dal suo inizio fino ad oggi, esaminerà la situazione attuale e discuterà dei recenti episodi di repressione.

L’idea è di continuare a diffondere la consapevolezza delle nocività di questo sistema e dei suoi sviluppi su larga scala, e le diverse forme di combatterle.

http://hambachforest.blogsport.de/