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In vista di una giornata contro le nocività che si terrà a Lecce sabato 12 dicembre 2015, abbiamo parlato in diretta telefonica all’interno della trasmissione “La terra trama..” con una compagna del posto.

Le questioni affrontate sono state le varie manifestazioni nocive del sistema nel territorio, Xylella, TAP, TAV etc, e le modalità di portare avanti la lotta al dominio e allo stesso tempo la solidarietà ai/alle compagnx sotto processo o in carcere.

Qui si puo’ ascoltare l’audio della diretta

 

oppure scaricalo qui Lecce_giornatanocività_LTT_6dicembre2015

da http://www.croceneranarchica.org/

 

Haymarket-riot

Testo rivendicativo:

La mattina del 1°maggio, abbiamo compito un attentato incendiario contro la Camera dell’Edilizia dell’ dell’Uruguay (CCU).Anche se i danni sono stati minori di quanto avessimo sperato, abbiamo avuto la soddisfazione di vedere che l’attacco è stato efficace. Tuttavia, il potere ancora una volta, ha mantenuto il silenzio. Questa non è la prima volta che accade e siamo convinti che questo sia ovviamente intenzionale.

Considerata questa situazione, abbiamo deciso di rendere pubblico il nostro attacco e chiamare tutti i compagni della regione a fare lo stesso per risvegliare la diffusione della rivolta.

Siamo fiduciosi/e che le ragioni del nostro attacco non abbiano bisogno di essere spiegate, ma nel caso in cui ci fosse il bisogno, ecco qui le ragioni fondamentali :la Camera dell’edilizia è la corporazione che è al centro di grandi società del l’industria della costruzione, una delle principali industrie della regione e cavallo di battaglia principale dello sviluppo urbano. Possiamo dire che le aziende legate a questo settore sono grandi sfruttatrici, sia delle persone che dei territori, per cui qualsiasi attacco contro quest’industria o i suoi promotori è un duro colpo per il sistema di dominio capitalistico.

Per l’insurrezione permanente e l’anarchia!

Cellula insorgente Haymarket
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Fonte contrainfo 
Traduzione Crocenera

da radioblackout.org

Resistenze, microchip e d.a.r.p.a.: puntata del 15.04.15

chip-212x300Qualche estratto da una puntata che è partita da una visione allargata di resistenza e del concetto di libertà, per poi passare attraverso alcune rilessioni sulla microchippatura ispirate dalla visione del documentario “mouton 2.0″, per concludersi con una lettura su cosa sia DARPA.

Ascolta qui

Elettricità e dominio: puntata del 28.04.15

Estratti da una puntata attraversata dall’elettricità e alcune delle sue peggiori applicazioni. Dall’elettroshock ai macelli, dalla sperimentazione su animale umano e non, dal controllo sociale al dominio totale.

Ascolta qui

Turisten terroristen: puntata del 12.05.15

Letture da “Turisten Terroristen”, opuscolo pubblicato recentemente e da cui abbiamo attinto a piene mani per considerazioni varie.

“Come un Safari. A Firenze, ma potrebbe essere Venezia, New York, San Cristobal, Venaus: ambiziosamente l’oggetto di quest’invettiva è il Turismo come Forma Mentale, un’attitudine terroristisca condivisa dal Globus e dal Lonely Planet, un terrorismo che è il riflesso condizionato del Terrorismo di chi rinchiude o bombarda, e poco importa se lo faccia in nome di una Frontiera, di una Religione o di uno Stile di vita, che non è vita, ma semplicemente denaro. Contro il Turismo, con ogni mezzo necessario.”

Cercatelo nelle migliori distro. Da non perdere.

Ascolta qui

 

 

 

 

Riceviamo e diffondiamo il testo del volantino diffuso a Torino nel corso del presidio-corteo di giovedì 23 aprile 2015, data di inizio per i processi contro i prigionieri No Tav Lucio, Graziano, Francesco e contro Costa, Silvia e Billy:

CONTRO IL LORO MONDO, TUTTE LE NOSTRE LOTTE

Oggi a Torino due azioni di sabotaggio finiscono in tribunale: l’attacco al cantiere di Chiomonte che vede imputati Lucio,
Francesco e Graziano, ed il tentato sabotaggio ad una sede di ricerca nanotecnologica dell’IBM in Svizzera, per cui sono
accusati Costantino, Silvia e Billy.

Poco ci importa delle scadenze dettate dalla repressione, se non come occasione per rilanciare la solidarietà alle lotte e alle pratiche portate avanti dai compagni e dalle compagne sotto processo.
Uscendo dalla sterile liturgia e dai codici delle aule di tribunale, preferiamo sottolineare ciò che accomuna lo slancio di chi sceglie di agire in prima persona, senza delegare l’urgenza di resistere alle nocività che attraversano l’esistente, con o senza un movimento alle spalle.

Territori devastati da una linea ferroviaria, da tralicci ad alta tensione, da centrali nucleari, da basi militari, da gasdotti e altri simili progetti, sono i fenomeni più visibili di una trasformazione e mercificazione dell’esistente che, in modo meno percettibile nell’immediato, sta penetrando nelle basi stesse delle comunità umane, degli ecosistemi e della materia.
In Val di Susa stanno cercando manu militari di antropizzare e capitalizzare una valle. In un altrove diffuso tra centri di ricerca pubblici e privati, poli universitari e attori economici multinazionali, si antropizzano, capitalizzano e brevettano le basi stesse dell’esistente, a livello genetico e atomico.

Il capitalismo, che storicamente ha dominato i corpi e la materia attraverso le relazioni di potere, ora li pervade per mezzo delle cosiddette scienze convergenti: biotecnologie, nanotecnologie, neuroscienze, informatica e robotica.
A fronte di ciò, il valore di queste azioni di sabotaggio si esplicita, oltre che nel loro effetto immediato, anche nel riportare ad una dimensione concreta e tangibile un nemico che appare come storico e immanente.

Sta ad ognuno ed ognuna di noi individuare, nelle diverse lotte e fronti conflittuali quotidiani, le diverse manifestazioni di queste strategie del nemico: la crescente pervasività del controllo negli spazi urbani, la traduzione degli individui in algoritmi biometrici e codici genetici, il disciplinamento neurochimico dei corpi e delle menti, la tecnologizzazione delle frontiere, l’urbanizzazione violenta e l’avvelenamento degli spazi naturali, l’omologazione del vivente in ogni sua forma.

Contro il loro mondo, tutte le nostre lotte, solidarietà a Lucio, Francesco, Graziano, Silvia, Costa e Billy.

Per la resistenza diffusa.

alcuni nemici e nemiche della megamacchina

 

da crocenera.org images-7

Testo rivendicativo:

Giorno dopo giorno,di minuto in minuto, il potere si mantiene e riproduce, nelle relazioni sociali di tutti quelli che accettano questo ordine basato sull’esercizio dell’autorità, il dominio e lo sfruttamento, ed anche in ognuna delle istituzioni, imprese e meccanismi che permettono il suo normale sviluppo, senza dimenticare mai l’azione volontaria dei dignitari del potere ed i loro complici: impresari, politici, polizia e cittadini difensori del potere e lo sforzo per la sottomissione per far si che l’ordine stabilito si mantenga e funzioni.

Quando si decide di affrontare l’autorità in tutte le sue forme ed espressioni, la lotta per la liberazione totale deve riguardare tutti quelli  che sono i diversi scenari sotto i quali il potere esegue il suo dominio. La nostra lotta non è parziale, ma intera, perché lottare per la libertà totale implica lottare anche contro lo Stato, il capitale, lo specismo, le gerarchie, la specializzazione e le varie espressioni dell’autoritarismo.

E nonostante gli sforzi dello Stato cileno per eliminare le idee e pratiche di rivolta, l’attacco diretto dei gruppi di azione anarchica continua.

All’alba del 7 di aprile abbiamo attaccato gli uffici amministrativi dell’impresa della carne Ganadera RIo Bueono S.A., interessata alla reclusione e mattanza di animali nelle sue prigioni lavorative per la commercializzazione come merce per un intenso consumo umano. Lo abbiamo fatto con un ordigno incendiario e un meccanismo di ritardo che funzionò senza problemi danneggiando parte della facciata dell’edificio.

I motivi sono chiari e tanti. Quando decidiamo di lottare per la liberazione lo facciamo lottando in maniera integrale e totale, senza gerarchizzare le specie. Per questo non possiamo rimanere passivi davanti al meccanismo specista ed assassino che rappresenta questa impresa, non possiamo rimanere passivi di fronte alla reclusione, isolamento e morte di centinaia di animali.

La nostra lotta è antispecista perché è innanzitutto antiautoritaria, è per la nostra liberazione, quella della terra e degli animali.

I simboli e le strutture del potere si trovano dapertutto, ed è uno stimolo ad osare e fare il salto all’offensiva, mettendo in pratica le nostre idee e i valori di liberazione, le nostre conoscenze ed il nostro ingegno nella guerra.

E siccome intendiamo la lotta come un atto multiforme e non gerarchizziamo i mezzi e gli strumenti che usiamo, facciamo una chiamata alla moltiplicazione delle azioni di attacco diretto. Lo facciamo con umiltà ma anche con la certezza che la proposta anarchica dell’attacco autonomo attraverso gruppi di individui affini organizzati in maniera orizzontale è possibile, reale e sempre attuale e necessaria.

Rivendichiamo anche questa azione come parte della proposta organizzativa per l’azione della Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI-FRI), perché condividiamo gli obiettivi che questa espone: Attacco Anarchico Autonomo, sempre in azione e libero da gerarchie e specializzazioni; Internazionalismo, perché la prassi antiautoritaria non riconosce barriere, Stati né nazioni, collegandoci con altre volontà in rivolta nel mondo; e Solidarietà, perché non dimentichiamo i nostri compagni detenuti nelle prigioni del potere.

Questa azione la poniamo all’interno del Progetto Fenice, per dare nuovi impulsi all’azione violenta antiautoritaria in questo territorio dominato dallo stato del Cile, come un modo per affrontare la repressione e dimostrare che l’attacco anarchico continua ad essere vivo e non si arrenderà.

Attualmente, il potere globale cerca di rafforzare il suo dominio, evolvendosi nel suo operare repressivo con un agire sempre più totalitario. Con le sue operazioni repressive il potere ha come obiettivo il porre sotto l’ampia e diffusa idea di “terrorismo” i compagni anarchici e rivoluzionari. Ugualmente, gli ambienti solidali sono colpiti per punire l’appoggio ai prigionieri ed isolare ancora di più chi si trova dietro le sbarre. Le ultime operazioni repressive in Spagna, la reclusione dei familiari dei compagni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco in Grecia, sono un esempio di tutto questo, così come lo è la recente detenzione di Enrique Guzmán, amico solidale del compagno Juan Flores e a cui il potere tenta di accusare per l’attacco contro un commissariato. Anche l’accanimento mediatico si mostra come un’altra espressione della repressione statale, come si è visto nel caso di Juan Pino e Natalia Collao, acusati di aver incendiato un autobus di trasporto pubblico e che oggi hanno bisogno della nostra solidarietà.

Forza e solidarietà con i compagni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco in Grecia e tutti i prigionieri in lotta in questo territorio.
Un abbraccio a Nicola Gai, Alfredo Cospito e tutti gli anarchici detenuti in Italia.
Saluto complice a Mario e Carlos Lòpez, compagni del Messico ora in cladestinità.
Solidarietà con Monica Caballero, Francisco Solar e gli anarchici detenuti in Spagna.
Salute eterna per il prigioniero Mumia Abu-Jamail che resiste in lotta negli Stati Uniti.

Affetto e solidarietà a Natalie Casanova, Juan Flores, Guillermo Dùran, Juan Aliste Vega, Freddy Fuentevilla, Marcelo Villaroel, Carlos Gutierrez, Hans Niemeyer e Tamara Sol Vergara.
Che la chiamata alle giornate di agitazione dal 10 al 20 aprile dia frutti nell’azione multiforme.

Oggi è il giorno di passare all’offensiva
Per rompere la paura e le comodità
Per moltiplicare gli attacchi contro il potere.

Cellula Anarchica di Attacco Incendiario “Fuoco e Coscienza”
Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale (Cile)
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Fonte e traduzione: RadioAzione

da http://machorka.espivblogs.net its

 

Qualche settimana fa è stato pubblicato il libro: “Che si illumini la notte! Genesi, sviluppo e diffusione della Tendenza Informale Anarchica”, dove è presente una intervista alle Individualità tendenti allo Selvaggio, da parte nostra vogliamo (di nuovo) esprimere il nostro totale ringraziamento a chi ha reso possibile la diffusione delle nostre parole in questa forma. Recentemente, rileggendo l’intervista, I.T.S. ha deciso di apportare alcune modifiche (anche se minime) al testo originale inviato il 28 Aprile 2012, e che diffondiamo di seguito.

Individualità tendenti al Selvaggio, Chicomoztoc, Messico
24 Gennaio 2014

  1. Quando sono nate le Individualità tendenti al Selvaggio (I.T.S.), che ideali le motivano come gruppo d’affinità e che strategie hanno scelto di seguire per dar seguito a questo progetto antagonista?

La prima cosa che I.T.S. vuole fare prima di iniziare a rispondere a questa intervista, è dire che non condividiamo molte delle idee che confluiranno in questo libro, vediamo una possibilità di poter esplicare su un piano più attuale le nostre idee ed è ciò che stiamo facendo. Non vogliamo osservare militanze con nessuno, le nostre idee sono solo nostre, però dato che le abbiamo rese pubbliche, è necessario che si capiscano nella loro totalità (o gran parte di essa), anche se pare vi sia molta confusione, rispetto a vari temi (incluse le critiche fatte riguardo ai nostri comunicati) che o non sono comprensibili per il lettore o non vogliono essere accettati/capiti.

Anche se non siamo anarchici, ringraziamo questa pubblicazione acrata per lo spazio.

Detto ciò, iniziamo l’intervista:

Individualità tendenti al Selvaggio (I.T.S.) si forma agli inizi del 2011, ed è motivata da un ragionamento che abbiamo fatto durante un lento processo di conoscenza, domande e rifiuto di tutto ciò che ingloba la sinistra e la civilizzazione, mettendo a frutto quanto detto sopra abbiamo ritenuto necessario realizzare un attacco diretto al Sistema Tecnoindustriale. Pensiamo che la lotta contro di esso non si pone solo nel voler abbandonare la Civilizzazione per tornare alla Naturalezza, o nel rifiutare i valori del sistema, ma anche nell’attaccarlo. (altro…)

da http://www.resistenzealnanomondo.org

 

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da https://lalepre.noblogs.org NANO-BIOINITALY-1024x724

Lunedì 13 aprile dalle 16.00 alle 18.30
presidio controinformativo e di protesta
davanti al Museo della Scienza e della Tecnologia
via S. Vittore 21, Milano
per contrastare la loro idea di (nano)mondo

Il 13 aprile 2015 si terrà l’evento: “Esplora il nano mondo:dialoghi sulle nanotecnologie“, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci. Esperti e ricercatori vogliono creare un dialogo con cittadini e studenti per avvicinarli al “meraviglioso” mondo delle nanotecnologie, così come in passato hanno usato tecniche simili per cercare di convincerci della bontà del nucleare, delle biotecnologie e di altre nocività. Un’operazione di propaganda mirata che cercherà, sotto forma di gioco, di mostrare gli apparenti vantaggi di alcune delle applicazioni delle nanotecnologie, ma di certo non ci mostrerà l’ideologia di dominio che sottende il mondo bio/nanotecnologico: meccanizzazione degli organismi viventi e della natura, contaminazione irreversibile, imprevedibilità delle conseguenze, uso delle nanotecnologie per fini militari e di controllo sociale, imposizione dall’alto di un mondo sempre più artificializzato e sottomesso alle logiche di mercato. La dittatura tecnoscientifica sul pianeta ha già prodotto abbastanza disastri, non ci stiamo ad essere cavie delle loro manipolazioni create in laboratorio e poi diffuse in maniera autoritaria nel mondo, visto dagli scienziati come un laboratorio a cielo aperto… Le nanoparticelle sono già ampiamente diffuse in molti prodotti di uso comune, disseminate nel cibo, nell’aria, nell’acqua e nei terreni, droni e microchip controllano ogni nostro movimento restringendo sempre più il campo della nostra libertà personale. Ora vogliono convincerci che si tratti soltanto di un gioco da osservare con curiosità sotto la lente di un microscopio, ma le conseguenze di tutto ciò le subiremo e le stiamo già subendo noi, gli animali e il pianeta su cui viviamo.

Martedì 21 Aprile presidio contro il BioInItaly dalle 14.00
di fronte a Palazzo Besana, Piazza Belgioioso 1, Milano

Le biotecnologie si occupano di inserire artificialmente nel codice genetico di piante, animali e microrganismi, geni di altre specie, dando vita ad organismi geneticamente modificati (OGM). Quello che governi, ricercatori e multinazionali stanno cercando di fare è di prendere il controllo dell’intero patrimonio genetico di piante, animali e umani, creare degli ibridi, brevettarli, e poi rivenderli per motivi economici e/o politici.
Il Bioinitaly è un incontro di due giorni in cui le imprese nano e biotecnologiche si presentano a investitori di tutto il mondo interessati a finanziarle per ottenere ingenti profitti. Tra le organizzatrici Banca Intesa San Paolo, già tristemente famosa per aver finanziato progetti nocivi per gli ecosistemi quali i treni ad alta velocità e Expo2015.
Un evento di questo tipo rende palese la stretta collaborazione tra economia e scienza. Non sorprende che le tecniche di manipolazione genetica siano state inizialmente create e finanziate dalle multinazionali americane del settore chimico, agricolo e farmaceutico; tutt’oggi sono proprio questi grossi gruppi industriali che fanno a gara per immettere sul mercato sempre nuovi prodotti industriali, agricoli e farmaceutici transgenici. La filantropia di cui queste aziende si fanno scudo per giustificare la diffusione di sempre nuove applicazioni biotech (come i presunti benefici degli OGM o dei farmaci sull’ambiente o sulla salute umana, le biotecnologie “verdi” ecc.) non è che una menzogna che mira a nascondere i loro reali interessi economici, palesati da un evento come il BioInItaly. Le biotecnologie rispecchiano perfettamente l’ideologia del sistema tecnoindustriale in cui viviamo, un sistema che vuole imporre un controllo sempre più stretto sulle nostre vite e che diffondendo nocività riesce a trarre profitto perfino dalle soluzioni ai danni che esso stesso ha creato, in un circolo senza fine di nocività-malattia-cura-nuove nocività.

Per info: lalepre@canaglie.org – www.lalepre.noblogs.org

da https://liberselvadec.noblogs.org

Ci volevano seppellire ma

 dimenticavano che siamo semi

da  un manifesto solidale

Il discorso della crisi economica continua ad essere la forma per giustificare e legittimare ogni pratica di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sugli altri animali e sulla Terra.

Consideriamo la presenza e l’apertura di allevamenti di visoni come una delle manifestazioni evidenti di una crisi ben più profonda che sconvolge le relazioni sociali e politiche di ogni essere vivente.

Se il territorio delle province di Bergamo e di Cremona ne è particolarmente esposto, le logiche di dominio e le più diverse forme di prevaricazione si possono rintracciare in tutti i territori.

Per questi motivi sentiamo l’esigenza di coinvolgervi e, insieme, dare vita a nuove pratiche ed esperienze che puntino ad una riappropriazione di metodi autogestionari di lotta perché questa sia veramente diffusa, condivisa e costruita dalla base. Coinvolgervi è un modo, per noi, di opporci alla diffusione di pratiche e discorsi animalisti ambigui che fanno dello spettacolo del dolore, della delega, del pietismo e dell’apoliticità il “nuovo discorso” sull’animale.

Discorso che, di fatto, si allontana dal senso profondo e radicale della liberazione animale che è, invece, una continua riflessione e azione politica per scardinare ogni pratica di dominio.

(altro…)

da http://www.100celleaperte.org

Ciclo di incontri e presentazioni  liberilibri2
su consumo critico e antispecismo.
Riflessioni e chiacchiere con gli Autori
su chi e cosa mangiamo.

Primo appuntamento:
domenica 8 Marzo 

h_18 Il mistero (solubile) dello zucchero assassino
di Giuseppe Aiello

a seguire
CENA bio CRUDISTA VeGaN

“Il mistero (solubile) dello zucchero assassino”.
Una storia di cibo, dominio, denaro e scienza…o di alcune più o meno ragionevoli motivazioni per estromettere il saccarosio e diverse altre schifezze dalla vostra alimentazione.

Giuseppe Aiello è nato a Ischia nel 1964 e vive a Napoli. Dotato di una spiccata vocazione per la carriera di libero pensatore gli hanno presto spiegato che questa richiede genitori abbienti o almeno un paio di appartamenti di proprietà da affittare a studentesse fuori sede o a extracomunitari. Provenendo viceversa da famiglia scolarizzata e generosa – ma rigorosamente proletaria – ha dovuto organizzarsi diversamente.


Dopo la laurea in scienze geologiche, ha svolto diverse attività (e nessuna professione) tra le quali quelle di guida museale, musicista di strada, professore universitario (calma, solo effimeri contratti), costruttore di tammorre, insegnante di taiji quan, venditore di libri e, soprattutto, micropaleontologo. È infatti coautore di una trentina di pubblicazioni scientifiche di nessun interesse per chi non sia uno specialista. Per il resto scrive pochissimi articoli, tra i quali ancora meritevoli di un’occhiata: La comprensibile esistenza di una musica inaccettabile (1997) sulla nuova musica napoletana, e Malatesta e il satiro (2004) una breve analisi di un versante poco considerato del pensiero di Errico Malatesta, entrambi disponibili su:sviluppozero.noblogs.org

prossimi appuntamenti

– Lorenzo Guadagnucci. Restiamo Animali
Lavora al Quotidiano Nazionale (Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno) dal 1990.
Durante il G8 di Genova del 2001 si trovò all’interno della scuola Diaz al momento dell’irruzione della polizia. Fu pestato e trattenuto in stato d’arresto per due giorni all’ospedale Galliera. Su questa vicenda ha scritto un libro, Noi della Diaz (Berti-Altreconomia) pubblicato nel 2002 (e ristampato nel 2008), e un altro con Vittorio Agnoletto, uscito nel 2011: L’eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova (Feltrinelli). E Restiamo Animali. La sua esperienza al G8 lo ha immediatamente avvicinato alla questione degli animali.

Abstract: in questo libro spiega come “la scelta vegana non è che la premessa, forse la condizione per ciò che davvero conta, ossia l’impegno per costruire una società più giusta. ‘Restiamo animali’, diciamo a noi stessi, perché siamo coscienti d’essere ospiti – e non dominatori – del pianeta Terra, compagni di viaggio di tutti gli altri viventi, ai quali dobbiamo rispetto. Non stiamo parlando di diete, né di precetti di natura religiosa, ma di una prospettiva di cambiamento culturale e politico. Il cuore dell’animalismo, direi meglio dell’antispecismo, è qui. È una lotta contro l’ingiustizia”.

– Massimo Filippi, per “Crimini in tempo di pace”. 
Insegna Neurologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele e si occupa da anni della questione animale da un punto di vista filosofico e politico.

Abstract: “Un gatto (o forse una gatta) sta spiccando un balzo per uscire dalla stanza in cui si trova. Questa stanza è il nostro mondo che, sotto la superficie apparentemente confortevole, ragionevole e levigata, nasconde il lato oscuro dell’oppressione e dello sterminio di miliardi di animali e di umani. Lo stesso gatto – insieme a Laika e Foucault, Pietro il Rosso e Derrida, Giu e Deleuze – si aggira furtivo tra queste pagine per aprirci gli occhi sulla follia e l’orrore della normalità (mattatoi, laboratori e campi di sterminio), per farci riconoscere il fondamento vivente delle architetture del dominio, per guidarci nel pericoloso attraversamento di frontiere ritenute invalicabili, e per mostrarci l’insostenibilità della differenza che abbiamo instaurato tra «l’Umano» e «l’Animale». Dopo averci trascinati nel flusso della vita, Angelo – così si chiama l’enigmatico gatto che, con passione, ci ha esposti all’indescrivibile sofferenza di tutti i senza nome – svanirà lentamente, lasciandoci con il suo sorriso sulla soglia da cui è possibile intravvedere la luce della liberazione.”