Volantino diffuso al presidio tenutosi a Ferrara il 14 marzo 2015  machorkacervo

Uniti contro la repressione a sostegno dei prigionieri politici in lotta in Italia e nel mondo!

Nel carcere di Ferrara l’azione repressiva dello Stato ha voluto ulteriormente colpire la resistenza e la volontà quotidiana di lottare dei compagni anarchici lì rinchiusi, un’azione repressiva incentrata sulla strategia punitiva dell’isolamento. I compagni stanno dimostrando di sapere resistere e reagire anche a questi ultimi attacchi infami da parte dello Stato. I compagni in carcere stanno già facendo molto, così come stanno resistendo da anni decine e decine di rivoluzionari prigionieri in altre carceri in Italia. Sta a noi sostenerli e sviluppare la lotta fuori.
La strategia repressiva incentrata sui regimi detentivi di isolamento non riguarda solo l’Italia, ma ha colpito e colpisce i compagni prigionieri di tanti altri Paesi, in Europa e non solo. Ovunque questa strategia deve scontrarsi con la risposta determinata dei rivoluzionari prigionieri. Uno degli esempi più recenti è quello che sta succedendo in Grecia. Proprio in Grecia il 30 dicembre 2014 sono incominciati i trasferimenti di alcuni rivoluzionari prigionieri nella prigione di Tipo C di Domokos. Questo tipo di prigioni sono state istituite dalla Stato greco con la riforma penitenziaria del luglio 2014. Le caratteristiche principali di questo regime detentivo consistono nell’isolamento, in pesanti limitazioni dei colloqui e delle telefonate, nella censura alla posta, nell’eliminazione dei permessi esterni e nella permanenza dentro il carcere di forze di polizia con poteri speciali. Questo trattamento è finalizzato all’annientamento e alla differenziazione dei detenuti politici. In risposta a questo attacco, che è parte di una strategia di controrivoluzione preventiva contro il movimento rivoluzionario, nei mesi scorsi si sono svolte grosse mobilitazioni dentro e fuori le carceri.
Dal 2 marzo in varie prigioni della Grecia nove rivoluzionari prigionieri, tra cui alcuni militanti dell’Organizzazione Lotta Rivoluzionaria, dell’Organizzazione 17Novembre e 5 membri della “Rete dei Combattenti Prigionieri” (DAK), hanno iniziato uno sciopero della fame come forma di lotta finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • Abolizione degli artt. 187 e 187a del Codice Penale (rispettivamente reato di associazione a delinquere e 270bis per l’Italia).
  • Abolizione della legge del cappuccio (legge contro il travisamento).
  • Abolizione delle prigioni di Tipo C.
  • Abolizione del prelievo forzato del DNA.
  • Liberazione di Saavas Xiros, militante dell’Organizzazione 17Novembre.

Negli stessi giorni hanno incominciato lo sciopero della fame anche dieci rivoluzionari prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco (CCF), per reagire all’operazione repressiva condotta dallo Stato contro alcuni loro familiari accusati di aver tentato di organizzare un piano d’evasione dalla prigione di Koridallos. (altro…)