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Nulla è scontato, nemmeno questa affermazione…e se non sempre le buoneIMG_3634 intenzioni sortiscono gli esisti sperati è altresì vero che ogni tanto per scalare una parete non si debba partire necessariamente dalla sua base; chi frequentasse, avesse frequentato o solo avesse sentito parlare del Verdon capirà a cosa mi sto riferendo, per gli altri invece ci vorrà un attimo di pazienza.

l fine settimana appena trascorso (26.03.2016) con il solito team a tre ci siamo recati per l’ennesima volta in direzione Caprie, per poi proseguire verso Campambiardo. Abbandonata l’auto nei pressi delle prime abitazioni abbiamo quindi preso un sentiero evidente che si inoltra nel bosco, dobbiamo seguire i segni blu, così ci dice la relazione, fino all’ ”attacco” della via che abbiamo scelto per la giornata. Ci inoltriamo nel bosco di castagni seguendo un muretto a secco, il sentiero è molto bello e le indicazioni sono evidenti; ogni tanto -a ricordarci che queste zone sono state negli anni il teatro prediletto degli attori del “nuovo mattino”- su qualche roccia si trovano vergati alcuni Aiku di Gian Carlo Grassi. Il sentiero mi piace proprio, il bosco sembra uscito da una favola silvestre e da un momento all’altro mi aspetto che salti fuori qualche folletto. Poco alla volta il bosco si dirada per lasciare spazio a cespugli di Ginepro, rosa canina e biancospino, appaiono quindi le prime rocce, in lontananza si vede Rocca Nera ed il ricordo torna alla bella salita di alcune settimane fa. (altro…)

fuoritraccialogodaapplicareGiusto qualche giorno prima delle nevicate di questi giorni siamo riusciti a farci un paio di uscite d’arrampicata, in quattro giorni quindi ci siamo sparati un paio di vie classiche della bassa valle di Susa.

Sabato 20 Febbraio, in una bella giornata primaverile da 17 gradi che non lasciava certo presagire i 50cm di neve che sono caduti negli ultimi giorni del mese ci siamo recati a Caprie direzione Rocca Nera, con l’intento di salire la via della parete nera, classica via aperta nel lontano 1980 da Manera/meneghin. (altro…)

Ieri ho visitato un bel settore nell’immensa area arrampicabile di Caprie, si tratta delle “paretine”, una piccola area scoperta e chiodata da Grassi negli anni 80 e successivamente abbandonata fino a quest’inverno, dove alcuni volenterosi hanno riattrezzato i tiri e ripulito l’area. La roccia è il classico buon serpentino di Caprie, rugoso e con abbondanza di tacchette a volte taglienti. La bassissima quota, l’esposizione a sud, la struttura che per sua morfologia risulta ben riparata dai venti, rendono la falesia ottimamente frequentabile nelle mezze stagioni e nelle assolate giornate invernali.

Di seguito il PDF con le relazioni delle vie e l’accesso, direttamente dal sito di AltoX.it: LE PARETINE.PDF