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Fonte Contrainfo   excav-occ

Il conflitto contro RWE nella Foresta di Hambach si è intensificato di giorno in giorno dall’inizio dell’anno.

Molti individui che abbracciano diverse tattiche hanno lavorato duro per portare la minaccia anarchica alla miniera.

Alcuni elementi di rifiuto pratico da parte degli occupanti includono:

La continua ostruzione con barricate delle strade usate dai veicoli della sicurezza e di lavoro, oltre al danneggiamento strutturale dei ponti che essi usano con picconi e fuoco;
Tree-spiking [consiste nel piantare dei cunei di metallo nel tronco degli alberi per danneggiare gli strumenti utilizzati per tagliarli soprattutto in segheria; ndt] e il posizionamento di “congegni esplosivi improvvisati” nelle aree minacciate della foresta, oltre ad altre barricate, piattaforme e altre difese più addentro nella foresta;
L’incendio quasi quotidiano di apparecchiature tecnologiche di RWE come stazioni di pompaggio, come tralicci radio e trasformatori elettrici;
Il sabotaggio di infrastrutture per il trasporto del carbone, come corto-circuitare le linee elettriche che corrono sopra i binari e l’incendio di componenti elettrici lungo la ferrovia;
Numerosi attacchi con sassi, fionde fuochi d’artificio e molotov contro le sicurezza privata della miniera, sia in imboscate alle loro pattuglie sia in scontri diretti al check-in. Molti di questi attacchi sono stati portati avanti ora come vendetta per il tentato omicidio e il ferimento con successivo imprigionamento di un compagno il 21 Gennaio;

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da Croce Nera Anarchica

Fonte Contrainfo

Nella notte del 31 Dicembre abbiamo portato avanti 3 azioni di incendio e sabotaggio contro la miniera a cielo aperto di lignite gestita da RWE nella Foresta di Hambach.

Abbiamo posizionato delle bande chiodate fatte in casa sulla strada usata dalla sicurezza della miniera per infastidirli e distrarli mentre appiccavamo il fuoco a varie matasse di cavi ed alcune centraline lungo il percorso delle rotaie del treno usato per trasportare il carbone marrone dalla miniera alla vicina centrale elettrica, fermando i treni per qualche tempo.

Poi abbiamo incendiato un’antenna per le comunicazioni sul limitare della miniera ed abbiamo assistito da lontano mentre l’intera struttura andava a fuoco e continuava a bruciare per oltre un’ora.

E infine dopo mezzanotte abbiamo attaccato ancora, mettendo altre bande chiodate sulla strada della sicurezza più vicina al loro complesso. Poi abbiamo incendiato una barricata di copertoni e ciocchi di legno per attirare la sicurezza nella trappola prima di ritirarci ancora nella foresta al suono dei fuochi d’artificio.

Con l’utilizzo di bande chiodate fatte in casa (tavole di legno con grossi chiodi) mandiamo un abbraccio ribelle e caloroso alla compagna anarchica imprigionata Emma Sheppard nell’anniversario del suo arresto.

Abbiamo portato questi attacchi in solidarietà con la resistenza all’espansione della miniera all’interno della Foresta di Hambach.

Forza e coraggio a tutti i combattenti anarchici, dentro e fuori.

Felice Dicembre Nero

– Alcuni Anarchici

da Croce Nera Anarchica

 

Reggio Emilia: ALF libera 1000 lepri da allevamento

 

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Il 16 dicembre 2015 è giunta al quotidiano bolognese Il Resto del Carlino una lettera di rivendicazione dell’ ALF dell’azione di liberazione di 1000 lepri nell’allevamento Casa Boschi di Canossa (RE):animali allevati per essere destinati al “ripopolamento faunistico” per l’attività venatoriarivendicazione-liberazione-lepri-2015

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da Croce Nera Anarchica

IL 28 ottobre, attorno all’una di notte è andato in fiamme un centro di ricerca della Monsanto, nei pressi di Rennes (Ille-et-Vilaine),nel comune di La Mézière. Risultano distrutti circa cento metri quadri di uffici, il resto si è salvato in seguito all’intervento dei pompieri.Secondo gli inquirenti si tratta di un incendio doloso visto che risultano due differenti punti di innesco.La multinazionale americana Monsanto,nota per la sua commercializzazione di mais OGM a livello internazionale, in territorio francese, commercializza mais e colza convenzionali destinati all’alimentazione animale, oltre all’erbicida Roundup.

Per maggiori informazioni Attaque

da crocenera.org incendio-linea-6-600x641

Cile: attentato incendiario contro cantiere della metropolitana di Santiago- Capybara group/Fai/Fri

Testo rivendicativo
:

“Piccole azioni contro il sistema non sono importanti solo nella misura in cui contribuiscono alla distruzione del sistema, ma anche nella misura in cui esse contribuiscono alla formazione di individui che sono liberi, preparati, consci delle loro capacità e limiti, coraggio e in grado di lottare per quello che vogliono “(Antitechnology 2009)
Rivendichiamo la responsabilità per l’attacco incendiario contro il cantiere della futura linea 6 della metropolitana di Santiago, il 7 aprile, abbiamo attaccato un rappresentante del progresso tecnologico sociale con un ordigno incendiario ad attivazione chimica.
Le conseguenze dannose dell’espansione tecno-industriale non saranno tollerate senza la risposta necessaria, camminiamo sorvegliando attentamente i vostri magazzini, supermercati, aree di espansione urbana, il degrado della natura selvaggia nelle sue più con le unghie e con i denti ciò che resta da difendere e noi stessi.
Mandiamo i nostri cordiali saluti a Natalia Collado e Javier Pino.
Forza ai compagni in sciopero della fame Juan Flores, Nataly Casanova e Guillermo Durán.
Contro la civiltà! Per la difesa di tutto quello che abbiamo perso!
Gruppo Capybara FAI-FRI
……………………..
Fonte CONTRAINFO ENGLISH
TRADUZIONE CROCENERA

 

Riceviamo e diffondiamo:

Abbiamo appreso con gioia dai media locali che nella notte del 16 febbraio una molotov è stata lanciata all’interno delle mura della caserma Battisti di Trento, colpendo e incendiando un camion militare lì parcheggiato. Nella caserma Battisti è alloggiato il “secondo reggimento guastatori alpino”, reparto “d’elitè” del corpo armata alpino, inquadrato all’interno della brigata “Julia”.
Vogliamo ricordare, con questo breve scritto, le responsabilità immense che hanno questi assassini in divisa in tutte le guerre e nei massacri del militarismo di casa nostra nell’ultimo secolo. Il secondo reggimento guastatori alpino è stato impiegato due volte nell’occupazione militare dell’Afghanistan (nel 2010 e nel 2013), nell’occupazione della Bosnia-Erzegovina (dal 1998 al 2004), nei massacri compiuti dall’esercito italiano in Somalia a metà degli anni ’90, in Mozambico e nella terza invasione dell’Albania nel 1993 con “ l’operazione Pellicano”.
Non è retorico né ridondante, secondo noi, ricordare che il “medagliere” di questa unità scelta dell’esercito italiano è grondante di sangue, essendosi schifosamente “distinto” nella repressione della resistenza contadina nel mezzogiorno d’Italia subito dopo l’unità d’Italia, nella colonizzazione dell’ Eritrea e della Libia e nella guerra anti-partigiana nei Balcani durante il secondo conflitto mondiale.

La redazione di Romperelerighe

“Ispirati dalle tante azioni di sabotaggio anticaccia avvenute in Olanda, Germania, Inghilterra e altri paesi, il 31 gennaio abbiamo deciso di festeggiare la chiusura della stagione di caccia facendo una sorpresa a una decina di questi schifosi assassini: mentre erano impegnati a uccidere animali nelle campagne del Lazio abbiamo bucato le gomme delle loro macchine.”

Fonte

da crocenera.org

La Plata,gennaio 2015 Argentina_lab_Dec14

“Il progresso e la scienza si sono dichiarati nemici della natura e della libertà, gestiti da chi detiene il potere e vuole mantenerlo ad ogni costo. Un parte fondamentale del suo sviluppo è la separazione degli umani dal resto della natura ed una delle pratiche per generare tale sviluppo è l’imprigionamento e l’utilizzo degli animali. Abbiamo deciso di iniziare una feroce campagna contro la sperimentazione animale in particolare all’Università Nazionale di La Plata, dove vengono condotti esperimenti su gatti, porcellini d’india ed altri animali. Per far ciò abbiamo ritenuto necessari e strategici sia il fuoco che la violenza, che comunque rimangono nulla se comparati a ciò che loro infliggono agli animali non umani, che rapiscono e sui quali conducono esperimenti,
Non fermeremo l’incendio, le intimidazioni o qualunque mezzo sia necessario, per far sì che la sperimentazione animale non sia sicura né praticabile.
Per fornirne la prova, abbiamo liberato ogni gatto, ogni porcellino d’india e topo in una delle strutture di ricerca all’Università Nazionale di La Plata, e poi dato fuoco alla struttura.
Questa non rimarrà un’azione isolata, continueremo finché non realizzeranno che ogni azione ha una conseguenza. Non ci fermeremo finché lo sfruttamento non avrà termine.
Incoraggiamo lo stalking, le intimidazioni e la distruzione di questi sfruttatori di animali e di tutti gli altri.
Buon anno nuovo aguzzini!”
fonte BITEBACK
traduzione CROCENERA

da finimondo.org

 

36633641bee46c7f3eb234d1c445335cb15b9702_mIl Tav è ovunque, purtroppo. La Valsusa no, per fortuna. Chi vuole opporsi al Tav lo può fare dappertutto; non occorre che vada in Piemonte. Non è necessario che parta e torni insieme a sindaci, non è necessario che condivida polenta con parlamentari, non è necessario che applauda magistrati. Non è necessario che diventi politiglotta per comunicare con animali politici vari all’interno dello zoo assembleare. Lo può fare da solo, o con chi vuole. Con chi ama e stima, non con chi tollera e sopporta. Dove e quando vuole, non nei luoghi e nelle scadenze segnate sull’agenda militante. Basta un po’ di immaginazione e di determinazione.
Il Tav è ovunque, e lo è da molti anni ormai. E da molti anni e dappertutto è anche la possibilità di colpirlo. Come infatti è avvenuto, negli anni, un po’ in tutta Italia. E come sta accadendo ancora oggi. Oggi più di ieri? Chi può dirlo? Di sicuro oggi i media stanno dando grande risalto a queste notizie, a differenza di ieri. Il che può aumentare le probabilità di generalizzazione. Meglio così. Ma avendo chiaro che la significatività di un atto non è data dal suo share televisivo, né dalla sua condivisione (to share, appunto) cittadina. Altrimenti dovremmo essere grati ad un Erri De Luca per aver pubblicamente sostenuto la necessità del sabotaggio, ed agli stessi giudici del Tribunale di Torino per non averlo condannato lo scorso 17 dicembre come atto di terrorismo. Come se fosse merito loro il ritorno del sabotaggio, quel sabotaggio che nel corso degli ultimi anni era stato scomunicato e rimosso da tanti, troppi sovversivi a corrente alternata.
Il Tav è ovunque e sabotarlo è facile e alla portata di tutti gli ardiri e gli ardori. Ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni ne è l’ennesima riprova. Come già accaduto più volte in passato, basta un rintocco per provocare un riverbero che potrebbe a sua volta tramutarsi in stormo. Riverbero a distanza, non contagio diretto. Ispirazione individuale, non complotto collettivo. Fantasia singolare, non strategia comune. È quanto potrebbe accadere nel prossimo periodo, facendo finalmente uscire la lotta contro il Tav dai ristretti confini di una civile vallata per estenderla ad un paese caotico. E se non è la rivendicazione specifica di una lotta che deve diffondersi ma la sua modalità, ebbene, che questo sia: che sia il sabotaggio a diffondersi ovunque, non la legittimità della politica. Che sia tutta questa società a venire bloccata, non solo un treno troppo costoso e nocivo.
E quando questa corrente cesserà di essere continua per ritornare ad essere alternata, quando i media ripristineranno il mussoliniano silenzio sui fatti accaduti, quando il calcolo della politica riprenderà il sopravvento sull’eccesso della rabbia, anche allora, come sempre, basterà un po’ di immaginazione e di determinazione.
Ed un altro, nuovo rintocco.

da anarchicipistoiesi.noblogs.org

“FIRENZE – SEGNALI DI FUMO SOLIDALI CON CHIARA,NICCOLO’,CLAUDIO,MATTIA. NELLA NOTTE TRA IL 15 E IL 16/12 INCENDIATO BANCOMAT CRF-INTESA IN PIAZZA GUALFREDOTTO. CON AMORE E RABBIA. FUOCO ALLE GALERE!”

Una bottiglia con all’interno della benzina, inesplosa, è stata rinvenuta la mattina del 21 dicembre all’uscita della galleria San Donato della linea ferroviaria ad alta velocità Firenze-Roma, nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze). Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il ritrovamento è avvenuto dopo che alle 5 un incendio, forse provocato da un’altra bottiglia incendiaria, aveva danneggiato un pozzetto di cavi elettrici, poco distante. Sarebbe stato il personale di Trenitalia a segnalare il piccolo incendio.