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Qualche tempo fa ero casualmente incappato in questo tipo di sacchetta mentre cercavo qualche spunto per realizzare dell’oggettistica in legno d’ispirazione norrena.

Il modello prende spunto da un ritrovamento archeologico avvenuto nella città vichinga di Viborg in Danimarca, ritrovamenti simili sono stati effettuati anche in altri insediamenti vichinghi il che mi fa pensare che questa sacchetta fosse un modello piuttosto comune.

Per realizzarla ho utilizzato del faggio per gli elementi linnei, che ho in principio splittato con l’accetta per poi intagliarli a coltello e della stoffa di recupero, nello specifico le gambe e due passanti per la cintura che ho ritagliato da un paio di vecchi pantaloni ormai inutilizzabili.

Come ho proceduto: (altro…)

Solitamente quando sono in giro per boschi non mi lascio mai sfuggire l’occasione di raccogliere qualsiasi cosa possa potenzialmente risultare utile in caso di necessità, si tratti di uno spezzone di spago, corteccia di betulla o quant’altro.

In casa avevo della resina di pino raccolta qualche anno fa durante un giro nei boschi toscani, era da tempo stoccata in un vasetto in attesa di essere utilizzata in qualche modo; l’occasione si è presentata nel momento in cui lavorando dell’olivo ho deciso di raccogliere i trucioli per realizzare una sorta di diavolina diy e soprattutto naturale, senza schifezze dentro.Mi sono quindi dovuto procurare gli strumenti mancanti per la lavorazione del mio panetto infiammabile e nello specifico una lattina di acqua brillante (utile in mille occasioni e già sfruttata qui) e dello spirito.

Ecco come ho proceduto: (altro…)

radicalgraphics---346__272x400Domenica 26 aprile per la rubrica di libere pratiche di vita silvestre, di autoproduzioni montagnine e di autogestione quotidiana, “Niente di nuovo“, abbiamo completato con Danilo la chiacchierata già iniziata a proposito di semi antichi, in particolare di grani, a partire dalla semina fino ad arrivare al pane, in un’ottica di autosostentamento  e di rifiuto della produzione industriale.

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L’imbarazzo della scelta

Da un giro in Val Chisone della scorsa estate sul colle Bourget, avevo riportato un mazzolin di Val Chisoneachillea moscata raccolto ad un’altitudine di circa 2000 m slm, che ho utilizzato per realizzare un liquore, ecco gli ingredienti

achillea moscata

zenzero in polvere

alcool a 95°

zucchero di canna

acqua

Il procedimento è molto semplice, è necessario solo un po’ di tempo: mettete in infusione al buio per un mese e mezzo le infiorescenze di achillea moscata e lo zenzero in dei barattoli di vetro a chiusura ermetica, per le quantità il vostro naso saprà essere il miglior consigliere.

Trascorso tale tempo, procedete al filtraggio attraverso un panno di tessuto naturale non colorato e non trattato con detersivi, dopodichè aggingete lo sciroppo freddato naturalmente che avrete preparato (le proporzioni che ho seguito io sono di circa 0,75 alcool: 1 acqua: 0,5 zucchero. Il risultato sarà poco dolce e molto alcolico, quindi ricalibrate questa proporzione a vostro gusto), mescolate bene bene ed imbottigliate, dopo tre mesi di buio ed asciutto, potrete assaggiare il vostro liquore di achillea moscata e zenzero, dalle spiccate proprietà digestive. (altro…)

MdGconlenticchieL’inverno, salvo indesiderati ritorni di fiamma di gelo, sembra passato, la neve s’è sciolta nell’orto ed ha disvelato i reperti orticoli sopravvissuti, che ben si prestano ad un recupero per la preparazione di un brodo super saporito; in esso, cuoceremo il cosiddetto “muscolo di grano”, che altro non è che un seitan con l’aggiunta di farina di legumi. Questa volta ho usato quella di lenticchie, la precedente quella di soia tostata, cambierà ovviamente la virata del sapore del seitan, ed anche la consistenza.

Andiamo dunque a brodificare!

Ingredienti per il brodo:

acqua

foglie di salvia

zenzero in polvere

cumino

coriandolo macinato (altro…)

Pubblichiamo di seguito un’iniziativa di scambio di semi e saperi che ci sembra molto interessante, ci dispiace molto che però in queste occasioni si parli ancora di sfruttamento degli animali, in ambito rurale in questo caso. Siamo infatti convintx che sia possibile vivere i campi, le coltivazioni e tutte le attività ad essi collegati senza dover opprimere gli animali non umani. Per la liberazione della terra e degli animali, umani e non!

babele-semi-2015

 

 

 

Sommario

 

 

 

Una Babele di Semi, giornata di scambio semi e saperi, Torino

DataOra Inizio 1 Febbraio 2015 Domenica   (Tutto-il-giorno)
Luogo cascina Roccafranca
Contatto ascipiemonte@gmail.com
Descrizione Giornata di semi autoprodotti, marze, bulbi, pasta madre … e saperi
portare un tavolino di 1 metro per gli scambiLABORATORIh 10:00 Le antiche varietà di cereali
h 12:00 Cucinare con i cereali
h 14:00 Presentazione prototipo di attrezzo per trazione animale e dimostrazione con cavallo (in collaborazione con Pro Natura)spazio bimbi e pranzo autogestito condiviso (porta piatto, bicchiere e posate)

 

Sentiamo sempre più spesso parlare di BIODIVERSITA’ agricola, di mangiar sano, no OGM, di sovranità alimentare, di diritto al cibo. I riflettori mediatici cominciano a soffermarsi su un modo rurale che in molti pensavano (speravano?) ormai affondato. Invece no. I contadini ci sono ancora e sono ben intenzionati a tornare ad essere protagonisti di una storia millenaria, quella dell’umanità che per andare avanti deve cibarsi e lo vuole fare senza veleni.

Nell’edizione 2014 della Babele di Semi, anche quest’anno la prima domenica di febbraio ed anche quest’anno presso la bella struttura della Cascina Roccafranca, ci incontriamo all’insegna della biodiversità in una giornata di scambio di nostre autoproduzioni: semi, marze, piantini, bulbi e pasta madre.

Lo scambio di quanto si porta (munirsi di un tavolino) si svolgerà in termini di reciprocità, su piccole quantità, assumendoci così l’impegno per la riproduzione, in loco per favorirne l’adattabilità e la conoscenza delle caratteristiche, anche attraverso le informazioni, compilando la scheda del seme (allegata, riprodurne alcune decine ogni espositore), e delle migliori modalità di coltivazione. Come abbiamo sempre affermato la biodiversità agricola non è rappresentata solo dal materiale da ciò che si riproduce ma anche dalla conoscenza ad essa associata. Il materiale scambiato non è soggetto ad alcun tipo di proprietà intellettuale in quanto in pubblico dominio. Non si tratteranno cioè varietà iscritte ai cataloghi commerciali e tanto la loro riproduzione quanto il loro scambio in modiche quantità non può essere considerato atto commerciale ma piuttosto un diritto universale esercitato dalle comunità.

 

 

IMG_2100Ebbene ieri dopo una passeggiata nei boschi ho avuto un’idea. Durante il tragitto avevo raccolto della corteccia di betulla, c’era una mezza idea di rimanere a bivaccare e quindi mi sarebbe servita -come ho già spiegato in un altro post- per accendere il fuoco…poi però me ne sono tornato a casa e la corteccia è rimasta in tasca…al ché mi è venuta voglia di fare un esperimento; nei paesi nordici la corteccia di betulla è utilizzata per realizzare dal rivestimento di manici al contenitori finanche alle imbarcazioni(!), e chi più ne ha più ne metta…ho quindi deciso di provare a realizzare qualcosa con i pochi pezzetti che avevo riportato dall’escursione. Visto il quantitativo di materiale che possedevo la scelta è caduta sulla realizzazione di un piccolo contenitore portamonete…

Ecco come ho proceduto:

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autoproduzioniOggi continuiamo il percorso delle autoproduzioni, in questo caso gastronomiche: godiamo degli ultimi frutti estivi dell’orto, c’è ancora sulle piante una bella quantità di zucchine trombetta o d’Albenga che dir si voglia, zucchine in cui stanno evidentemente prendendo il sopravvento, visto l’arrivo dell’autunno, le caratteristiche più proprie di una zucca. Infatti alcune polpe delle cucurbitacee sono arancione pallido come non lo erano mai state dal loro primo sviluppo. Inoltre, ci sono più semi, anche se allo stato embrionale, e la carne di zucchina è più filamentosa.

Avevamo già fatto una conserva, in quel caso salata, con le zucchine trombetta, oggi prepariamo la marmellata, per tutti i classici usi della marmellata, quindi per spalmarla su pane o simili, per farcire dolci, per i vegetariani per accompagnare sfiziosamente i formaggi..

Abbiamo utilizzato:

– un chilo (ma anche qualcosina di più) di zucchine trombetta

– 15 foglie di menta acquatica e/o la buccia sminuzzata di un limone non trattato chimicamente

– 500 grammi di zucchero di canna grezzo

Vediamo il procedimento.

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Quest’anno in Valle di Susa è iniziato un progetto, quello di Canapa Valle Susa, per riportare la preziosa e generosa coltura della canapa nei campi: adesso è tempo di raccolta, introduce il progetto e ne parla a “La terra trama..” su Radio Blackout uno dei coltivatori d’alta quota, Ferruccio

 

 

 

 

 

Per approfondire la gli usi della canapa e la sua storia, potete visitare i relativi links. Seguiranno altri post in merito su questo blog. Stay Tuned!

green-lies“Green lies- il volto sporco dell’energia pulita” è un film interessante: ci fa riflettere su quelle che sovente vengono chiamate le fonti verdi, o rinnovabili, per la produzione di energia elettrica.

Vediamo nel film quindi quali devastazioni a territori ed esseri viventi questi grossi impianti energiferi possano portare nei luoghi in cui le multinazionali hanno progettato di implementarli, siano essi per il posizionamento di pale eoliche, per lo sfruttamento geotermico del sottosuolo o per il posizionamento di ettari di pannelli fotovoltaici.

Senza dubbio una riflessione importante che la visione del film ci ha stimolato è proprio sul modello grazie al quale siamo dipendenti, consumatori e consumatrici passivx, passaggio finale di una catena di produzione che porta i profittatori di Terna, Enel Green Power, etc a fare scempio di risorse della terra per mantenere il controllo centralizzato della produzione e la diffusione dell’energia elettrica, chiaramente a tutto vantaggio delle tasche e degli interessi di pochi.

Anche in questo caso, quindi, l’opposizione a questo tipo di modello e di devastazione ambientale e, inoltre, la via dell’autoproduzione diffusa e decentralizzata, rappresentano il sentiero più efficace e soddisfacente per la libertà e l’indipendenza, in questo caso energetiche.

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