Entries tagged with “Arrampicata”.


IMG_4600Mia prima volta in Valle Orco, uno dei luoghi storici del “nuovo mattino” dell’alpinismo italiano e dell’arrampicata trad del bel paese.

In una giornata velata di Luglio abbiamo deciso di salire una via storica aperta dal “principe” Motti, Kosterlitz, Manera, Bianco e Morello alla torre d’Aimonin nel lontano 1973, mi riferisco al “pesce d’aprile”, via famosa per la bellezza dell’itinerario ma forse ancor più per l’aneddoto che portò alla scelta del nome. Vale la pena parlarne… (altro…)

Nulla è scontato, nemmeno questa affermazione…e se non sempre le buoneIMG_3634 intenzioni sortiscono gli esisti sperati è altresì vero che ogni tanto per scalare una parete non si debba partire necessariamente dalla sua base; chi frequentasse, avesse frequentato o solo avesse sentito parlare del Verdon capirà a cosa mi sto riferendo, per gli altri invece ci vorrà un attimo di pazienza.

l fine settimana appena trascorso (26.03.2016) con il solito team a tre ci siamo recati per l’ennesima volta in direzione Caprie, per poi proseguire verso Campambiardo. Abbandonata l’auto nei pressi delle prime abitazioni abbiamo quindi preso un sentiero evidente che si inoltra nel bosco, dobbiamo seguire i segni blu, così ci dice la relazione, fino all’ ”attacco” della via che abbiamo scelto per la giornata. Ci inoltriamo nel bosco di castagni seguendo un muretto a secco, il sentiero è molto bello e le indicazioni sono evidenti; ogni tanto -a ricordarci che queste zone sono state negli anni il teatro prediletto degli attori del “nuovo mattino”- su qualche roccia si trovano vergati alcuni Aiku di Gian Carlo Grassi. Il sentiero mi piace proprio, il bosco sembra uscito da una favola silvestre e da un momento all’altro mi aspetto che salti fuori qualche folletto. Poco alla volta il bosco si dirada per lasciare spazio a cespugli di Ginepro, rosa canina e biancospino, appaiono quindi le prime rocce, in lontananza si vede Rocca Nera ed il ricordo torna alla bella salita di alcune settimane fa. (altro…)

fuoritraccialogodaapplicareQualche giorno fa (20 marzo 2016), in un sabato dalle temperature primaverili abbiamo deciso di andare a visitare una vecchia (già individuata da Grassi negli anni ’80 come zona da rivalutare dopo essere stata utilizzata come area di allenamento negli anni ’50) nuova area di arrampicata, si tratta delle placche di San Valeriano, tra Borgone e Condove. Il complesso è stato richiodato e ripulito ad Agosto 2015 e si tratta di vie su placche appoggiate dove i piedi la fanno da padrone, la roccia è uno gneis granitoide veramente grippante. (altro…)

fuoritraccialogodaapplicareQualche giorno dopo la salita della Parete nera di Caprie è stata la volta del Diedro della Dulfer a Rocca Penna, Borgone alto; questa volta eravamo in tre e abbiamo optato per una via quasi tutta in fessura e su lame eccettuato il terzo tiro su una bella placca. (altro…)

fuoritraccialogodaapplicareGiusto qualche giorno prima delle nevicate di questi giorni siamo riusciti a farci un paio di uscite d’arrampicata, in quattro giorni quindi ci siamo sparati un paio di vie classiche della bassa valle di Susa.

Sabato 20 Febbraio, in una bella giornata primaverile da 17 gradi che non lasciava certo presagire i 50cm di neve che sono caduti negli ultimi giorni del mese ci siamo recati a Caprie direzione Rocca Nera, con l’intento di salire la via della parete nera, classica via aperta nel lontano 1980 da Manera/meneghin. (altro…)

Ogni tipo di uscita può avere le sue particolarità e le sue criticità. Se ci avventuriamo fuori sentiero, in zone che non conosciamo, sarà sempre meglio avere con sé tutto ciò che ci potrebbe aiutare a toglierci da eventuali impicci. Con il tempo impareremo di cosa abbiamo bisogno in ogni ambiente che visiteremo, in base alle caratteristiche della zona che stiamo esplorando.

In ogni ambiente comunque conviene sempre avere con sé qualche metro di cordino, se ci troviamo poi in ambiente boschivo montano anche qualche metro di corda potrebbe sempre essere utile.

Mi è capitato spesso, durante le escursioni, di dover affrontare più o meno brevi tratti di arrampicata, in egual misura mi sono trovato a dover discendere una parete più o meno ripida aiutandomi con una corda. In questo caso è importante conoscere i metodi di calata, i nodi e saper realizzare sistemi di sicurezza per evitare quanto più possibile incidenti. Conoscere le tecniche ed avere il materiale giusto può trasformare una situazione critica in una bella e divertente esperienza.

In questo post voglio illustrare le fasi costruttive di un imbrago di emergenza, potrà essere realizzato sia con un cordino che con uno spezzone di fettuccia.

COME PROCEDERE

(altro…)

Ieri ho visitato un bel settore nell’immensa area arrampicabile di Caprie, si tratta delle “paretine”, una piccola area scoperta e chiodata da Grassi negli anni 80 e successivamente abbandonata fino a quest’inverno, dove alcuni volenterosi hanno riattrezzato i tiri e ripulito l’area. La roccia è il classico buon serpentino di Caprie, rugoso e con abbondanza di tacchette a volte taglienti. La bassissima quota, l’esposizione a sud, la struttura che per sua morfologia risulta ben riparata dai venti, rendono la falesia ottimamente frequentabile nelle mezze stagioni e nelle assolate giornate invernali.

Di seguito il PDF con le relazioni delle vie e l’accesso, direttamente dal sito di AltoX.it: LE PARETINE.PDF

Caldwell e Jorgeson in cima a El Cap

15 Gennaio 2015

Dopo 19 giorni spesi in parete per un sogno durato invece sette anni, Tommy e Kevin possono riabbracciare parenti ed amici ed assaporare quella sensazione di gioia e soddisfazione a lunga trattenuta. Otto anni fa, Caldwell inizia a macinare l’idea: sogna una impresa su una via che già sa sarà durissima. Compie i primi timidi tentativi e fa qualche breve filmato Nel 2009 Jorgeson, visionandoli, lo contatta per sapere se vuole un partner. Un primo tentativo serio si ha nel 2010 quando il meteo interrompe ogni possibilità di salita. Nel 2011 e nel 2013, due infortuni rispettivamente a Jorgeson e Caldwell li fermeranno nuovamente. Intanto cambia la strategia: la stagione migliore diventa l’inverno, troppo caldo negli altri periodi dell’anno per tenere le piccole prese taglienti dei tiri più duri, delle vere lame di rasoi che metteranno poi Kevin in seria difficoltà anche in questo tentativo.

Ieri l’arrivo della notizia che la via è stata completata, interamente in libera da entrambi. Un altro pezzo di storia è stato scritto, un pezzo importante: la via di Caldwell e Jorgeson è la via più difficile al mondo.

fonte climbing.com

Da Infoboulder:

James Webb realizza la prima ripetizione di “Defying Gravity“, boulder di 8C aperto nel 2013 da Daniel Woods a Thunder Ridge.

“Yess! Felt so nice to connect with that first move. Such a heinous jump from one glassy rail to the next. What a strange problem…. and putting it all together may be one of the lowest percentage things i’ve ever done.”.

Negli ultimi 12 mesi James ha salito ben 5 8C, 25 8B+ e 36 8B, tre dei quali flash.

Due anni fa ci lasciava Patrick Edlinger, un grandissimo climber e alpinista, che ha contribuito alla nascita ed allo sviluppo di un nuovo modo di affrontare pareti e montagne. Lo ricordiamo con questo bel video girato molti anni fa in Verdon.