Taglio e intaglio (Woodcraft)


Ci sono alcuni progetti che mi ronzano in testa da un po, alcuni ben definiti, alcuni ancora a livello di idea nuda ma accomunati dal fatto di essere relegati nella scatola del “ci penserò” da tempo soppiantati dalla necessità di stare fra boschi e pareti. Poi capita di cadere scalando e di infortunarsi gravemente e che fare dunque in questo periodo scandito dalla noia e i dolori della fisioterapia? Presto detto, il coperchio della scatola salta e cominciano ad uscir fuori le idee. (altro…)

Ci risiamo, ennesima Kuksa in olivo, capienza 100ml, ovviamente intagliata a coltello

Ennesima Kuksa ma questa volta in olivo e non nella classica Betulla

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Poco da dire, lavorare il legno d’olivo è un piacere, permette un modellato notevole e le venature sono splendide, di seguito un nuovo lavoretto, e ce n’è già un altro in cantiere…

Un’amica mi ha regalato del bel legno di olivo proveniente dall’oliveto di una sua conoscente in liguria; dopo un annetto di stagionatura ho cominciato a sfruttarne il magnifico legno. Questa forchetta è il primo pezzo che ho realizzato, sempre e strettamente solo con l’uso dei miei coltellini:

ennesima tazza/salsiera “Pavone” in betulla, questa volta ho deciso di elaborare un poco di più le forme senza pregiudicare l’utilizzo pratico. Si chiama pavone perché lo spunto per le forme l’ho preso proprio da questo splendido animale e intanto si intaglia, e intaglia…

Ed eccoci all’ennesima Kuksa, questa volta di una capienza più importante, trattiamo infatti di 150ml, quindi la più grande che ho realizzato fino ad ora.

L’ho realizzata seguendo il procedimento canonico illustrato QUI utilizzando però, per scavare l’incavo, il mio nuovo Mora 162, prossimamente aggiornerò il post anche con le foto delle altre tazze. A presto!

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La Kuksa è una tradizionale tazza delle popolazioni Sami ed è realizzata sfruttando i nodi della Betulla

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Da un po pensavo di realizzarne una, poi fra una cosa ed un’altra il progetto era rimasto tale, ma in queste settimane il pallino  è tornato… (altro…)

IMG_2960Come si dice, da cosa nasce cosa. Ieri mentre aspettavo che il meccanico mi sostituisse il radiatore bucato della macchina (acc…*!#!!) ho deciso di cercare un boschetto dove passare le ore di attesa. Trovato il posto giusto ho attaccato l’amaca e mi son rilassato al fresco…venticello, un ruscelletto, che manca? Nulla. Visto che c’ero ho anche deciso di recuperare un pezzo di nocciolo per intagliare un bastone. Trovato, tagliato e preso.
Stamani non avendo da fare nulla mi son messo a scortecciare il bastone per farlo asciugare (è legno fresco) e mi sono ritrovato con un bel mucchio di corteccia bella flessibile…al ché la scintilla e ho deciso di provare a realizzare una piccola gerla, ci pensavo da un po ma non conoscendo la procedura precisa non mi ero ancora azzardato. Ora avendo il materiale mi sono detto: “proviamo, più o meno un’idea di come procedere ce l’ho” e mi son messo ad intrecciare, sopra, sotto, sopra sotto, sopra sotto fino ad arrivare a dover chiudere il bordo senza sapere come diavolo fare. Un giro in rete e in un secondo la soluzione, mi metto quindi ad arricciare sottili strisce di corteccia e il gerlino è finito. Ho poi aggiunto un anellino per appenderlo. In realtà non avendo la base in legno come procedimento assomiglia più al cestello toscano che alla gerla, ma come primo esperimento son soddisfatto…in realtà il risultato finale fa abbastanza schifo, è tutto storto, ma appunto mi sono fatto un idea della procedura, oltretutto se si ha un minimo di manualità e di pazienza la realizzazione è molto semplice e tranquillamente realizzabile in escursione, non ci vuole nemmeno tantissimo. Ma bando alle chiacchere ecco qualche foto del gerlino/scarrafone:

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