Tecniche boschive


Una nuova realizzazione di Kuksa, questa volta nella classica Betulla, ho come sempre intagliato prima ad accetta e poi a coltello per proseguire con la bollitura del pezzo in acqua e sale e rifinendo con olio di lino al naturale e cera vegetale. Non essendo dedicata ai boschi mi sono preso qualche licenza estetica…

Work in progress…

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Ogni tipo di uscita può avere le sue particolarità e le sue criticità. Se ci avventuriamo fuori sentiero, in zone che non conosciamo, sarà sempre meglio avere con sé tutto ciò che ci potrebbe aiutare a toglierci da eventuali impicci. Con il tempo impareremo di cosa abbiamo bisogno in ogni ambiente che visiteremo, in base alle caratteristiche della zona che stiamo esplorando.

In ogni ambiente comunque conviene sempre avere con sé qualche spanna di cordino, se ci troviamo poi in ambiente boschivo montano anche qualche metro di corda potrebbe sempre essere utile; quando parlo di corda e cordino in determinati contesti mi riferisco ad attrezzature specificatamente pensate per la pratica alpinistica, niente paracord o simili.

Mi è capitato spesso, durante le escursioni, di dover affrontare più o meno brevi tratti di arrampicata, in egual misura mi sono trovato a dover discendere una parete più o meno ripida aiutandomi con una corda. In questo caso è importante conoscere i metodi di calata, i nodi e saper realizzare sistemi di sicurezza per evitare quanto più possibile incidenti. Conoscere le tecniche ed avere il materiale giusto può trasformare una situazione critica in una bella e divertente esperienza.

In questo post voglio illustrare le fasi costruttive di un imbrago di emergenza, potrà essere realizzato sia con un cordino che con uno spezzone di fettuccia; questo imbrago non è comodo o meglio la comodità è direttamente proporzionale allo spessore del cordino che si utilizza (d’altra parte è un ausilio d’emergenza), in ogni caso non scenderei sotto un diametro di 7mm.

COME PROCEDERE (altro…)

Da un po di tempo sono passato all’utilizzo di uno zaino in tela, precisamente quello utilizzato per molto tempo dalle truppe alpine tedesche; è uno zaino minimale con i pregi e gli incomodi di uno zaino vecchio stile in stoffa.

Come sempre non citerò una marca in particolare, chi fosse interessato al modello può cercarselo o scrivermi in MP per maggiori info.
Perché uno zaino in tela?
In parte perché mi piace l’aspetto vintage, ma ciò non sarebbe certamente bastato a farmi scegliere questo zaino, dopo tutto mi deve accompagnare per boschi e quindi ancor prima dell’estetica deve rispondere ai criteri di resistenza e funzionalità (cosa che tra l’altro fa egregiamente).
Ho optato per le fibre “povere”, naturali, già da qualche anno per quanto riguarda l’abbigliamento e questo perché mi piace poter riuscire a riparare o modificare ciò che indosso in base alle mie esigenze e quindi anche questo zaino risponde a dati prerequisiti, fibra naturale (cotone) e costo veramente contenuto (circa 24 euro) fanno si che le eventuali modifiche o riparazioni possano essere fatte facilmente e a cuor leggero.
Fatte le doverose premesse passiamo a parlare in maniera più approfondita dello zaino, ormai testato da qualche mese.
German BW Jagerrucksack

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Sospendere un contenitore. 
Può capitare, soprattutto durante un campo di più giorni, di dover sospendere dei contenitori o delle taniche cilindriche, ecco quindi un metodo di legatura per creare un imbrago in maniera veloce e semplice. Ad un primo impatto il sistema può risultare complicato ma dopo un minimo di pratica tutto risulterà decisamente facile, provare per credere…
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Eccoci ad una variante del nodo siberiano molto utile nel caso si debba realizzare con le moffole poiché avremo bisogno, sostanzialmente, solo della presa del pollice; se avessimo bisogno di un nodo scorsoio a rapido rilascio e fossimo nella condizione di non poter/voler togliere i guanti per realizzarlo, questa variante del nodo siberiano (o Evenchi) farà al caso nostro.

Come si realizza(Le fasi realizzative sono spiegate nei commenti delle foto): (altro…)

Il nodo galera, o nodo di galera è molto semplice da realizzare e si presta a numerosi utilizzi, è un nodo scorsoio che può diventare un nodo d’arresto se si inserisce nella sua asola un pezzo di legno e se si direziona correttamente la legatura perché il galera scorrerà in un verso e bloccherà dall’altro, il che lo rende molto adatto alla costruzione di scale poiché una volta sistemati i pioli potremo equalizzarli portando entrambi i lati alla giusta altezza; posto sotto sforzo il nodo si serrerà adeguatamente, ma allentata la tensione sarà facile da sciogliere, basterà sfilare il piolo.

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Qualche tempo fa ero casualmente incappato in questo tipo di sacchetta mentre cercavo qualche spunto per realizzare dell’oggettistica in legno d’ispirazione norrena.

Il modello prende spunto da un ritrovamento archeologico avvenuto nella città vichinga di Viborg in Danimarca, ritrovamenti simili sono stati effettuati anche in altri insediamenti vichinghi il che mi fa pensare che questa sacchetta fosse un modello piuttosto comune.

Per realizzarla ho utilizzato del faggio per gli elementi linnei, che ho in principio splittato con l’accetta per poi intagliarli a coltello e della stoffa di recupero, nello specifico le gambe e due passanti per la cintura che ho ritagliato da un paio di vecchi pantaloni ormai inutilizzabili.

Come ho proceduto: (altro…)

Da un po di tempo pensavo di sostituire la mia vecchia e cara amaca, non tanto perché non fosse più in condizione di essere utilizzata anzi, è ancora in forma, ma piuttosto perché essendo priva di zanzariera mal si prestava alla nuova condizione che si è creata in questa porzione di alpi, con le zanzare che sono arrivate ben sopra i 1000 metri, ed essendo io molto appetito da questi “simpatici” insettini mi son dovuto/voluto piegare all’amaca con zanzariera, rigorosamente a basso costo, intorno ai 30 euro (se considerati i prezzi delle parenti più blasonate). (altro…)

Ci sono alcuni progetti che mi ronzano in testa da un po, alcuni ben definiti, alcuni ancora a livello di idea nuda ma accomunati dal fatto di essere relegati nella scatola del “ci penserò” da tempo soppiantati dalla necessità di stare fra boschi e pareti. Poi capita di cadere scalando e di infortunarsi gravemente e che fare dunque in questo periodo scandito dalla noia e i dolori della fisioterapia? Presto detto, il coperchio della scatola salta e cominciano ad uscir fuori le idee. (altro…)

Ci risiamo, ennesima Kuksa in olivo, capienza 100ml, ovviamente intagliata a coltello

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