Arrampicata


Pare non ci siano più speranze, la montagna si è tenuta tre grandi alpinisti vecchia maniera, non ho parole, sono stati, Ansjorg e David, due degli uomini di montagna che ho più stimato…ciao ragazzi…

in memoria di David Lama, Hansjörg Auer, Jess Roskelley

Ogni tipo di uscita può avere le sue particolarità e le sue criticità. Se ci avventuriamo fuori sentiero, in zone che non conosciamo, sarà sempre meglio avere con sé tutto ciò che ci potrebbe aiutare a toglierci da eventuali impicci. Con il tempo impareremo di cosa abbiamo bisogno in ogni ambiente che visiteremo, in base alle caratteristiche della zona che stiamo esplorando.

In ogni ambiente comunque conviene sempre avere con sé qualche spanna di cordino, se ci troviamo poi in ambiente boschivo montano anche qualche metro di corda potrebbe sempre essere utile; quando parlo di corda e cordino in determinati contesti mi riferisco ad attrezzature specificatamente pensate per la pratica alpinistica, niente paracord o simili.

Mi è capitato spesso, durante le escursioni, di dover affrontare più o meno brevi tratti di arrampicata, in egual misura mi sono trovato a dover discendere una parete più o meno ripida aiutandomi con una corda. In questo caso è importante conoscere i metodi di calata, i nodi e saper realizzare sistemi di sicurezza per evitare quanto più possibile incidenti. Conoscere le tecniche ed avere il materiale giusto può trasformare una situazione critica in una bella e divertente esperienza.

In questo post voglio illustrare le fasi costruttive di un imbrago di emergenza, potrà essere realizzato sia con un cordino che con uno spezzone di fettuccia; questo imbrago non è comodo o meglio la comodità è direttamente proporzionale allo spessore del cordino che si utilizza (d’altra parte è un ausilio d’emergenza), in ogni caso non scenderei sotto un diametro di 7mm.

COME PROCEDERE (altro…)

Qualche giorno fa ho visitato la trad Area (solo il primo settore a dire il vero) di Rocciarè, vicino ad Ostana. (altro…)

IMG_4600Mia prima volta in Valle Orco, uno dei luoghi storici del “nuovo mattino” dell’alpinismo italiano e dell’arrampicata trad del bel paese.

In una giornata velata di Luglio abbiamo deciso di salire una via storica aperta dal “principe” Motti, Kosterlitz, Manera, Bianco e Morello alla torre d’Aimonin nel lontano 1973, mi riferisco al “pesce d’aprile”, via famosa per la bellezza dell’itinerario ma forse ancor più per l’aneddoto che portò alla scelta del nome. Vale la pena parlarne… (altro…)

Nulla è scontato, nemmeno questa affermazione…e se non sempre le buoneIMG_3634 intenzioni sortiscono gli esisti sperati è altresì vero che ogni tanto per scalare una parete non si debba partire necessariamente dalla sua base; chi frequentasse, avesse frequentato o solo avesse sentito parlare del Verdon capirà a cosa mi sto riferendo, per gli altri invece ci vorrà un attimo di pazienza.

l fine settimana appena trascorso (26.03.2016) con il solito team a tre ci siamo recati per l’ennesima volta in direzione Caprie, per poi proseguire verso Campambiardo. Abbandonata l’auto nei pressi delle prime abitazioni abbiamo quindi preso un sentiero evidente che si inoltra nel bosco, dobbiamo seguire i segni blu, così ci dice la relazione, fino all’ ”attacco” della via che abbiamo scelto per la giornata. Ci inoltriamo nel bosco di castagni seguendo un muretto a secco, il sentiero è molto bello e le indicazioni sono evidenti; ogni tanto -a ricordarci che queste zone sono state negli anni il teatro prediletto degli attori del “nuovo mattino”- su qualche roccia si trovano vergati alcuni Aiku di Gian Carlo Grassi. Il sentiero mi piace proprio, il bosco sembra uscito da una favola silvestre e da un momento all’altro mi aspetto che salti fuori qualche folletto. Poco alla volta il bosco si dirada per lasciare spazio a cespugli di Ginepro, rosa canina e biancospino, appaiono quindi le prime rocce, in lontananza si vede Rocca Nera ed il ricordo torna alla bella salita di alcune settimane fa. (altro…)

fuoritraccialogodaapplicareQualche giorno fa (20 marzo 2016), in un sabato dalle temperature primaverili abbiamo deciso di andare a visitare una vecchia (già individuata da Grassi negli anni ’80 come zona da rivalutare dopo essere stata utilizzata come area di allenamento negli anni ’50) nuova area di arrampicata, si tratta delle placche di San Valeriano, tra Borgone e Condove. Il complesso è stato richiodato e ripulito ad Agosto 2015 e si tratta di vie su placche appoggiate dove i piedi la fanno da padrone, la roccia è uno gneis granitoide veramente grippante. (altro…)

fuoritraccialogodaapplicareQualche giorno dopo la salita della Parete nera di Caprie è stata la volta del Diedro della Dulfer a Rocca Penna, Borgone alto; questa volta eravamo in tre e abbiamo optato per una via quasi tutta in fessura e su lame eccettuato il terzo tiro su una bella placca. (altro…)

fuoritraccialogodaapplicareGiusto qualche giorno prima delle nevicate di questi giorni siamo riusciti a farci un paio di uscite d’arrampicata, in quattro giorni quindi ci siamo sparati un paio di vie classiche della bassa valle di Susa.

Sabato 20 Febbraio, in una bella giornata primaverile da 17 gradi che non lasciava certo presagire i 50cm di neve che sono caduti negli ultimi giorni del mese ci siamo recati a Caprie direzione Rocca Nera, con l’intento di salire la via della parete nera, classica via aperta nel lontano 1980 da Manera/meneghin. (altro…)

Ieri ho visitato un bel settore nell’immensa area arrampicabile di Caprie, si tratta delle “paretine”, una piccola area scoperta e chiodata da Grassi negli anni 80 e successivamente abbandonata fino a quest’inverno, dove alcuni volenterosi hanno riattrezzato i tiri e ripulito l’area. La roccia è il classico buon serpentino di Caprie, rugoso e con abbondanza di tacchette a volte taglienti. La bassissima quota, l’esposizione a sud, la struttura che per sua morfologia risulta ben riparata dai venti, rendono la falesia ottimamente frequentabile nelle mezze stagioni e nelle assolate giornate invernali.

Di seguito il PDF con le relazioni delle vie e l’accesso, direttamente dal sito di AltoX.it: LE PARETINE.PDF

Un docufilm -in due parti-  sullo scempio apuano, ma anche sulle bellezze di queste fantastiche montagne…

Pagina successiva »