Montagna


 

domenica 23 giugno 2019 

Festa del solstizio d’estate al forno del Rif 

– h 11 Ritrovo al forno acceso con visita 

– h 12 Pancia mia fatti capanna! 
focacce golose calde presso il baciass, 
ricaricati la borraccia! 

– h 13 Partenza per il Vallone del rio Galambra, 
Grange della Valle, per la passeggiata Veget-attiva 
“Acque di montagna, acqua del solstizio” alla ricerca 
delle erbe delle ricette della medicina popolare 

– h 18,30 Merenda sinoira col pane appena sfornato e beverini erbacei 
(porta quello che vuoi cuocere 
nel forno!) 

Da sabato 22 giugno attività boschive con bivacco, porta quello che ti 
serve per una notte nel bosco 

Per info: ifioridelmale@autoproduzioni.net 

borgata Rif, frazione Cels, Exilles (TO)

Ad un anno e tre mesi dall’infortunio, nonostante i dolori persistano ed il piede non fletta ancora, ed in attesa dell’ennesima visita fisioterapica programmata per la prossima settimana ho deciso di ricominciare una preparazione fisica come si deve, non che mi sia lasciato troppo andare ma non potendo camminare a dovere è stato difficile mantenere una forma decente.

Approfittando della splendida giornata dopo un periodo di pioggia incessante ho deciso di sfruttare il miglioramento dell’articolazione (soprattutto in termini di resistenza e minor dolore) per riprendere a sgambare come si deve; ho scelto un tratto di bosco affrontato la prima volta 6 anni fa quando arrivai in paese, il programma era quello di salire dritto per dritto nel bosco seguendo le piste degli animali, aggirare una parete rocciosa e recuperare un vecchio sentiero che si trova sopra la stessa, per poi riavviarmi verso casa. (altro…)

In questo periodo i postumi dell’infortunio si fanno sentire quindi qualche giorno fa ho abortito il progetto di giornata e  sono andato al campo base per un pranzetto a base di riso ed erbe spontanee, mi son scofanato quindi un basmati condito con ortiche, germogli di luppolo, alliaria e steli di cipollotto selvatico

Dall’alto in basso: germogli di luppolo, steli di cipollotto, foglie di alliaria e foglie d’ortica

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Pare non ci siano più speranze, la montagna si è tenuta tre grandi alpinisti vecchia maniera, non ho parole, sono stati, Ansjorg e David, due degli uomini di montagna che ho più stimato…ciao ragazzi…

in memoria di David Lama, Hansjörg Auer, Jess Roskelley

Ogni tipo di uscita può avere le sue particolarità e le sue criticità. Se ci avventuriamo fuori sentiero, in zone che non conosciamo, sarà sempre meglio avere con sé tutto ciò che ci potrebbe aiutare a toglierci da eventuali impicci. Con il tempo impareremo di cosa abbiamo bisogno in ogni ambiente che visiteremo, in base alle caratteristiche della zona che stiamo esplorando.

In ogni ambiente comunque conviene sempre avere con sé qualche spanna di cordino, se ci troviamo poi in ambiente boschivo montano anche qualche metro di corda potrebbe sempre essere utile; quando parlo di corda e cordino in determinati contesti mi riferisco ad attrezzature specificatamente pensate per la pratica alpinistica, niente paracord o simili.

Mi è capitato spesso, durante le escursioni, di dover affrontare più o meno brevi tratti di arrampicata, in egual misura mi sono trovato a dover discendere una parete più o meno ripida aiutandomi con una corda. In questo caso è importante conoscere i metodi di calata, i nodi e saper realizzare sistemi di sicurezza per evitare quanto più possibile incidenti. Conoscere le tecniche ed avere il materiale giusto può trasformare una situazione critica in una bella e divertente esperienza.

In questo post voglio illustrare le fasi costruttive di un imbrago di emergenza, potrà essere realizzato sia con un cordino che con uno spezzone di fettuccia; questo imbrago non è comodo o meglio la comodità è direttamente proporzionale allo spessore del cordino che si utilizza (d’altra parte è un ausilio d’emergenza), in ogni caso non scenderei sotto un diametro di 7mm.

COME PROCEDERE (altro…)

L’inverno 2019 sarà ricordato come uno dei più anomali degli ultimi anni con temperature ampiamente sopra la media, poca neve, poca pioggia e tanto vento, una stagione insomma da incubo se in prospettiva pensiamo a quello che vorrà dire affrontare una stagione calda con poca acqua e tanti insetti sopravvissuti al freddo che di fatto non c’è stato.

Febbraio 2019.

Siamo passati dalle uniche giornate di neve seria dell’inverno a temperature già primaverili, non male per il mese più corto e generalmente più freddo dell’anno.

Da un po di tempo stavo accarezzando l’idea di organizzare un campo dove poter passare le giornate d’ozio e magari ogni tanto tenere dei momenti e d’approfondimento su vari temi legati al bosco, si trattasse di rudimenti d’intaglio, riconoscimento e trattamento di erbe spontanee, nodi o quant’altro. (altro…)

Febbraio 2019.

Nevica da giorni ormai, uno strano lucore ammanta ogni cosa, i movimenti delle persone si sono fatti più goffi, così come sono -infagottati nei piumini e nei giacconi- sembrano tanti tassi satolli pronti a tornare alla propria tana.

Dopo un inverno 2017 che inverno non è stato il 2018 ha regalato freddo e neve in abbondanza, il bosco dorme sotto uno spesso piumone bianco che lo culla e lo rigenera in previsione della novella primavera e ogni angolo di montagna o collina pare addobbato appositamente per regalare squarci di stupore e avventure inattese, “sarebbe bello -penso- attraversare quella sella laggiù, è una parte di valle che non conosco, se solo potessi…” ma sono passati solo 6 giorni dall’ultimo intervento alla caviglia, per me quell’inverno avrà l’odore delle corsie di un ospedale, del sudore freddo durante la fisioterapia, della camera di casa e del mio micio. (altro…)

I boschi d’autunno hanno qualcosa di speciale, l’odore del sottobosco umido, il passo ovattato su strati e strati di foglie multicolore, il picchiettare delle foglie che cadono e la nebbiolina che imperla la barba, gli animali affaccendati in cielo, sopra e fra gli alberi, intenti a prepararsi all’inverno.
Certe volte -sempre più spesso- mi sembra proprio che fra noi animali umani “civilizzati” e gli animali non umani selvatici tutto lo scarto sia loro favorevole, immersi in una vita non mediata, priva di ipocrisie, terribile e violenta ma degna del miglior libro che potremo mai leggere.

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I Fiori del Male presentano

Quarta passeggiataVeget-Attiva

Sabato 27 ottobre 2018

Il bosco autunnale

– Libera escursione alla scoperta degli alberi: riconoscimento,
caratteristiche e proprietà
– Ritrovo ore 9,30 (puntuali) al parcheggio del Forte di Exilles dal quale ci sposteremo insieme verso le borgate di Oulx- Pranzo vegetale condiviso- Laboratorio nodi e legature (se lo hai porta uno spezzone di cordino)Ognunx sarà correttamente equipaggiatx (scarponcini, acqua, stoviglie, libri per il riconoscimento/studio, giacca antivento/impermeabile)Posti limitati, info e prenotazioni ifioridelmale@autoproduzioni.net 

Da un po di tempo pensavo di sostituire la mia vecchia e cara amaca, non tanto perché non fosse più in condizione di essere utilizzata anzi, è ancora in forma, ma piuttosto perché essendo priva di zanzariera mal si prestava alla nuova condizione che si è creata in questa porzione di alpi, con le zanzare che sono arrivate ben sopra i 1000 metri, ed essendo io molto appetito da questi “simpatici” insettini mi son dovuto/voluto piegare all’amaca con zanzariera, rigorosamente a basso costo, intorno ai 30 euro (se considerati i prezzi delle parenti più blasonate). (altro…)

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