Storia di lotte e liberazioni


Domenica 4 febbraio a Torino presso Cascina Roccafranca si è svolta l’edizione 2018 de “Una Babele di semi” (qui il programma), manifestazione incentrata sullo scambio libero di semi; e fin qui nulla di male, tutt’altro. Il problema sono stati i relatori e le relatrici invitatx dall’organizzazione a parlare delle popolazioni di mais nelle conferenze della giornata: studiosx peroranti la causa degli OGM di nuova e vecchia generazione, nonostante la manifestazione si dicesse contro -appunto- le bio e nanotecnologie.

Già lo scorso anno le conferenze a margine dello scambio avevano tracciato il sentiero che quest’anno si è fatto ancora più palese, quello della collaborazione tra Rete Semi Rurali ed il CREA (consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) al fine di realizzare una sinergia tra laboratorii e campi insomma, tutto il contrario di ciò che un libero ed orizzontale scambio di semi autoprodotti vorrebbe e dovrebbe significare, quello dell’autodeterminazione fuori delle logiche del dominio.

Per questo Domenica 4 febbraio ci siamo recatx a Cascina Roccafranca ad informare x partecipanti della deriva che ormai ha preso “Una Babele di semi” e di chi avrebbero ascoltato durante i convegni, visto che l’organizzazione sulla locandina aveva subdolamente omesso la provenienza dei relatori.

Di seguito il testo del volantino distribuito. (altro…)

visoni1La notte del 31 dicembre siamo entrati dentro l’allevamento dell’azienda agricola Master a Capergnanica [CR].

La nostra intenzione era ben chiara: liberare i visoni rinchiusi e distruggere le gabbie e le attrezzature. Una volta fatto un varco nella rete abbiamo tagliato alcuni cavi in forte tensione elettrica, per impedire l’accesso e ferire, e tagliato l’allarme a filo. Abbiamo raggiunto il palo dove suonava la sirena di allarme per distruggerla. (altro…)

Fonte: hambachforest.blogsport.de

hambach1Il 22 Gennaio nella prima mattinata, RWE è riuscita ad accedere all’area della foresta occupata da noi, con la protezione del proprio servizio di sicurezza. Hanno iniziato i lavori di scavo nell’area di un ponte vicino a Morschenich.

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“Bioindustry Park Silvano Fumero S.p.A. è il parco scientifico e tecnologico con sede a Colleretto Giacosa, vicino a Ivrea (TO) che, fin dalla sua creazione nel 1998, svolge la funzione di integratore di sistema per lo sviluppo delle Scienze della Vita in Piemonte.

Il Parco è nato su iniziativa della Regione Piemonte, attraverso i fondi strutturali dell’Unione Europea, per il rilancio di un territorio (il Canavese), che a fine anni novanta era caratterizzato da una profonda crisi del settore industriale. L’investimento complessivo iniziale è stato di circa 52 milioni di Euro.

Sorto con la denominazione Bioindustry Park del Canavese (BiPCa), nel 2009 ha cambiato nome in ricordo del suo ideatore e fondatore – Silvano Fumero – manager e scienziato prematuramente scomparso nel 2008, che ha avuto un ruolo fondamentale nel stimolare un processo di aggregazione dei consensi e di condivisione di un percorso strategico.

Bioindustry Park ha una sede secondaria a Napoli in via Mezzocannone 16.”

(dal loro sito ufficiale)

 

Pubblichiamo per la rubrica “Storie di lotte e liberazioni” uno scritto di circa una decina di anni fa a proposito della critica a tale parco di necrotecnologie

 

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