Piantaggine lanceolata

La piantaggine è una delle piante officinali/mangerecce più facile da riconoscere e diffusissima, ha una serie infinita di proprietà ma essendo questo spazio dedicato ai possibili usi in ambiente naturale mi limiterò ad illustrare le caratteristiche “pronto uso”.

Piantaggine maggiore

La piantaggine (sia lanceolata o maggiore) è reperibile un po ovunque, dai prati di pianura a quelli di montagna, a bordo sentiero, sui cigli di mulattiere e strade, nelle crepe dei marciapiedi in città…ovunque. E’ molto facile da reperire e da riconoscere ma se si avesse qualche dubbio potrà bastare strappare una foglia e noteremo immediatamente un certo quantitativo di mucillaggine e dei caratteristici filamenti.

Uso alimentare:
Le foglie giovani (quelle più vecchie sono troppo filamentose, a mio gusto) le cucino o scottate in acqua o ripassate in padella (magari con dell’aglio selvatico o dell’erba cipollina) magari affiancate ad altre spontanee come le foglie del tarassaco o la cicoria, bardana o quel che si trova, insomma, si consuma anche fresca in insalata (sempre ovviamente le foglie giovani e tenere).
I capolini giovani delle infiorescenze possono essere mangiati e hanno un sapore in principio leggermente amaro per lasciare spazio poi ad un sapore di fungo, sono anche detti “funghi dei poveri”. Personalmente questo sapore di fungo…non ce lo sento, ma la mia compagna e molti amici si, come anche alcuni manuali di riconoscimento. Al vostro palato la sentenza. PS: I suddetti capolini sono anche lassativi, quindi regolatevi…

Uso officinale:
Raccogliendo le foglie e schiacciandole in modo da far uscire le mucillaggini potremo lenire il prurito delle punture da insetto o il bruciore delle punture da ortica; entrambe le varietà hanno proprietà antisettiche e cicatrizzanti, oltre che emolienti e lenitive, quindi le foglie possono essere utilizzate anche su graffi ed escoriazioni per disinfettare e cicatrizzare