fuoritraccialogodaapplicareQualche giorno fa (20 marzo 2016), in un sabato dalle temperature primaverili abbiamo deciso di andare a visitare una vecchia (già individuata da Grassi negli anni ’80 come zona da rivalutare dopo essere stata utilizzata come area di allenamento negli anni ’50) nuova area di arrampicata, si tratta delle placche di San Valeriano, tra Borgone e Condove. Il complesso è stato richiodato e ripulito ad Agosto 2015 e si tratta di vie su placche appoggiate dove i piedi la fanno da padrone, la roccia è uno gneis granitoide veramente grippante.

La via che abbiamo scelto si chiama “Valerian Mello” e sale lungo un “fiume” di granito appoggiato dedicato agli amanti incondizionati delle placche o a chi volesse lavorare sulla tecnica di piedi. Oggi l’apertura delle vie tocca obbligatoriamente a me, vista la predilezione per questo tipo di arrampicata.

Le difficoltà risiedono in buona parte nel tipo di arrampicata, come dicevo di placca, in alcune chiodature piuttosto larghe allenanti anche per la testa, e nel bel passaggio di 6B davvero divertente e soddisfacente.

Su questa via le mani hanno poco da lavorare, al contrario dei piedi che comunque possono bearsi di un grip davvero eccellente.

– Il primo tiro è una placca piuttosto appoggiata di quinto grado, piuttosto utile a familiarizzare con il tipo di arrampicata di questa area.

– Il secondo tiro attacca il “fiume”; si parte con una prima sezione piuttosto semplice sul quinto grado che poi verticalizzando un po si attesta sul 6A/6A+ fino ad arrivare ad un paio di passi di 6B che consiglio di affrontare perché davvero belli, in alternativa altrimenti spostandosi a destra il grado si abbatte, ad occhio fino ad un 5B/C.

– Il terzo tiro è una sorta di raccordo, circa 20m, di 5B che porta ad una comoda sosta prima dell’ultimo tiro.

– Il quarto tiro traversa verso sinistra dalla sosta, la linea giusta si riconosce da un paio di spit dipinti in rosso. Di qui risalire la placca di 6A tenendosi leggermente a destra.

In uscita dalla via si nota immediatamente un albero cinto di cordini e fettucce da usare come sosta.

La discesa è obbligatoriamente in doppia, non consiglio di utilizzare l’albero per la prima calata ma avvicinandosi al bordo dello strapiombo, guardando a destra, si noterà subito una bella sosta (che salendo non avevo visto e che credo faccia parte della via accanto) dalla quale cominciare le calate che non saranno troppo agevoli perché le corde si fermeranno su ogni minimo terrazzino, con somma gioia del primo di calata che dovrà “rifarle” più e più volte…gioie e dolori delle placche.

Una volta terminata la giornata arrampicatoria dagli zaini sono saltate fuori focaccine varie, frutta e birre ed i bagordi hanno avuto inizio…da qualche uscita mi sono reso conto che saremo forse tra i pochi arrampicatori che alla domanda “com’è andata” risponderanno quasi sicuramente “abbiamo mangiato un po troppo…”. Non contenti del banchetto abbiamo poi optato per il classico (nostro almeno) Pastis della staffa.

Per gli amanti dei numeri:

Valerian mello 4L – 115 Mt.

6B Max. 6A obbl. – L1 5C, L2 6A+/6B (i passi di 6B sono evitabili spostandosi decisamente a destra), L3 5B, L4 6A

Maggiori info sull’area le trovate qui: http://caprieverticale.jimdo.com/caprie-e-dintorni/placche-di-san-valeriano/