Archive for Ottobre, 2015

da http://michelottilibero.noblogs.org

BICICLETTATA RUMOROSA ANTISPECISTA, ANTIFASCISTA, ANTISESSISTA E ANTIRAZZISTA il_fullxfull.296388236
PER IL PARCO MICHELOTTI LIBERO – III APPUNTAMENTO!

Sabato 31 ottobre appuntamento alle ore 15, di fronte all’ingresso ex zoo – Parco Michelotti – Partenza ore 15,30.

Quelle sbarre, quei recinti, quei muri rinchiuderanno presto nuovamente animali. Lo sai?
Forse recinti più larghi, muri ammiccanti e decorati a nuovo, sbarre diverse…nuove gabbie.

Se l’idea ti fa orrore, vieni a urlare, volantinare e pedalare con noi!

SAI COSA SUCCEDE AL PARCO MICHELOTTI ? (altro…)

da http://villavegansquat.noblogs.org

 

concerto-25-484x1024

Marco Camenisch è in carcere da più di venti anni per aver attaccato con il sabotaggio l’industria nucleare. Nel flyer-camenisch-212x3002011 non gli è stata accordata la libertà condizionale, come sarebbe invece previsto dalla legge svizzera per chi ha scontato i due terzi della pena. La sua colpa è quella di non aver mai rinnegato le proprie idee e le proprie azioni. Proprio per questo, allo scadere della pena nel 2018, rischia di subire un internamento a durata indeterminata e la diagnosi di criminale.

Noi lo vogliamo libero!

Parleremo della sua situazione e in generale dell’internamento e la psichiatrizzazione del crimine con Piero Tognoli, autore del libro “Achtung Banditen! Marco Camenisch e l’ecologismo radicale”

Al termine dell’incontro una cena benefit per Marco.

Sabato 17 ottobre, dalle ore 18,00

c/o Kascina Autogestita Popolare
Via Ponchia, 8
Bergamo (Quartiere Monterosso)

http://underground.noblogs.org

Come già annunciato nei primi incontri di presentazione del progetto editoriale di Crocenera, oltre al contributo informativo e di discussione attraverso il giornale ed il blog, abbiamo ripetutamente proposto l’eventualità di affiancare una cassa di solidarietà specifica per i prigionieri anarchici, intendendo fornire una base di supporto economico a quanti cadono nelle maglie della repressione e ne sono attivi e coscienti oppositori.
Siamo arrivati al dunque e l’abbiamo aperta.
Gli anarchici hanno iscritta, incisa nella loro carne la refrattarietà a qualsiasi categorizzazione politica, sono antipolitici per natura quindi non dovrebbero definirsi mai prigionieri politici. Nello stesso tempo gli anarchici finiscono in carcere in base a idee, atti, comportamenti che sono il frutto di una presa di coscienza etica, politica, esistenziale. Dolorosa consapevolezza, intellettiva coscienza, gioiosa rivolta o qualsivoglia altra mescolanza di sentire, fare e sapere che sia, è un procedimento naturale che ci porta ad essere informati, attenti, critici su determinati percorsi di lotta e repressione. Siamo anarchici, alieni al concetto di politica, comunque venga declinata, se cadiamo nelle reti del nemico, non ci rivendichiamo come oggetti politici piuttosto come soggetti di una socialità/asocialità altra, di una visione altra dell’esistente. Si cercano alleati, complici, amici, compagni, tra gli altri oppressi dalla macchina del dominio, ma questo non significa né mitizzare, come nella vecchia vulgata comunista, il soggetto di classe, né effettuare maldestri tentativi di entomologia sociale cercando a freddo, dall’alto della propria analisi, come fossero oggetti, gli oppressi di cui si parla, fuori o dentro le carceri che sia.
Siamo ben consapevoli che in questi contesti è piuttosto sgradevole e fraintendibile fare distinzioni, che offrono il fianco a semplificazioni strumentalizzabili sia politicamente che dal punto di vista repressivo, per questo abbiamo preferito specificare chiaramente le discriminanti che abbiamo scelto, per ora.
Una cassa di solidarietà in appoggio ai prigionieri anarchici che naturalmente sorpassa la distinzione fittizia tra prigionieri politici e sociali.
Consapevoli oltretutto dell’ulteriore stretta repressiva frutto degli ultimi aggiornamenti legislativi, che rende più evidente la necessità di utilizzare strumenti che il nemico vorrebbe reprimere.
Ci teniamo ad aggiungere che non vogliamo dare “delimitazioni geografiche” ai prigionieri a cui si cercherà di dar voce e che questa è una cassa di solidarietà diretta a loro, non una cassa di difesa legale e tantomeno uno strumento di supporto legale.
Su queste basi vogliamo iniziare ad attivarci, consci dello sforzo e delle nostre attuali possibilità.
CNA
Per inviare contributi solidali
N° Carta PostePay: 4023 6009 1934 2891
Intestato a Omar Nioi

 

da croceneraanarchica

Testo rivendicativo:

Due obiettivi sono stati attaccati a Città del Messico prima dell’oscurarsi della luna:

– Lunedi 5 Ottobre: Durante la notte, abbiamo messo un ordigno esplosivo artigianale all’ingresso del Istituto di Scienze Nucleare (ICN) dell’UNAM, proprio nel bel mezzo della Città universitaria. Mentre le guardie ascoltavano musica cumbia ,ci siamo mossi furtivamente nell’oscurità e siamo riusciti a lasciare il dispositivo senza problemi.

L’ICN è la culla dei più importanti fisici dell’UNAM e di altre università, che si ostinano a sviluppare e perpetuare la Morte Tecnologica meglio chiamata ‘Scienza Nucleare’.

– Mercoledì 7 Ottobre: Al mattino, abbiamo lasciato un libro-bomba all’ingresso del Centro di Ricerca Computazionale (CIC), diretto verso la comunità del IPN (indirizzato a Gustavo A. Madero). Mentre i poliziotti della Banca e della Polizia industriale erano di guardia l’istituto, abbiamo tranquillamente lasciato l’esplosivo senza fretta.

Il CIC è uno dei più importanti centri del paese specializzati in informatica, ingegneria, l’intelligenza artificiale e tutto ciò che ha a che fare con l’artificialità, nemico giurato della natura selvaggia. Un numero considerevole di aberranti tecno-nerd dal Sistema Nazionale dei Ricercatori (SNI) si nascondono anche all’interno delle sue strutture.

Combattendo al fianco di tutto il selvaggio.
Contro il sistema tecnologico.
Circolo Eco-estremista del terrorismo e sabotaggio.

———————————————————-

Fonte Contrainfo

Traduzione Crocenera

partenza_mezzamaratonada http://senzaritorno.noblogs.org

 

Turin Marathon anticipata di un mesetto rispetto agli scorsi anni, ma per star dietro ad Expo2015 a Torino… si corre!
E si corre anche qui supportati da Air France, quale vettore ufficiale.

Scartata l’ipotesi di un presidio e/o di megafonare, vista la folla e i volumi altissimi dell’impianto che annunciava gli arrivi, posizioni e tempi de* var* concorrent* (tutt* con pettorina regolarmente dotata di chip…), abbiamo optato per un volantinaggio d’urto. Posizionat* a qualche centinaio di metri dall’arrivo e in corrispondenza delle transenne ricoperte dai lunghi striscioni pubblicitari della mortifera compagnia, abbiamo inseguito passanti, spettatori e spettatrici rivelando l’altra faccia di Air France e distribuendo diverse centinaia di volantini della campagna.
Curiosità, indignazione, sbigottimento, sorpresa e anche (e per fortuna) un po’ di rabbia sia per la questione sperimentazione, sia per i rimpatri; ovviamente anche qualche caso di indifferenza o l’immancabile rifiuto ad assorbire informazioni che possano in qualche modo turbare una soleggiata mattinata di una domenica “da maratona”, o in generale della vita stessa.
Quando gli arrivi hanno cominciato ad esser consistenti, ci siamo spostat* verso il traguardo e un altro discreto numero di atlet* è stato premiato con parole e il volantino-verità su cosa Air France/KLM rappresenti in realtà. Apprezzabile il fatto che alcun* abbian ringraziato per esser stati informat*. Chissà se se ne ricorderanno alle prossime occasioni?

Air France, inoltre, sempre a Torino, ha rinnovato anche per quest’annomnky la collaborazione con CinemAmbiente dal 6 all’11 ottobre (posticipato in questo caso di qualche mese sempre per stare ai tempi del carrozzone Expo2015) quale compagnia “sempre vicina al mondo del cinema e sempre più a quello dello sviluppo sostenibile” come si legge nel relativo comunicato stampa.
Come ogni evento istituzionale che “non” si rispetti, Air France non è l’unico soggetto molto discutibile che si prodiga a lavare i panni sporchi attraverso questa kermesse in cui anche validi contenuti cinematografici vengono svuotati di senso dall’ipocrita cornice che li sostiene.

(altro…)

In occasione della settimana di mobilitazione contro le biotecnologie lanciamo un presidio per giovedì 15 ottobre, dalle 13.30 alle 15.30, di fronte al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (via San Vittore 21, Milano) in cui si terrà una serie di conferenze intitolate “Le politiche per le biotecnologie nel settore agroalimentare: dove siamo e dove andiamo ”.

In queste conferenze, patrocinate dalle principali istituzioni dello stato come il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati e la Presidenza del Consiglio, diversi operatori del settore agroalimentare tesseranno le lodi degli OGM e della genetica vegetale proponendo queste nuove tecniche scientifiche come soluzioni per un’agricoltura “sostenibile” e produttiva.

Imposizione di monocolture e pesticidi che uccidono la biodiversità, contaminazione genetica, brevetti su ogni nuova creazione di animali o vegetali ibridi sono alcune delle implicazioni di questo progetto di dominio capitalista. Sappiamo bene quali sono i reali interessi dietro la volontà di diffusione degli OGM, ovvero la sete di profitto dei governi e delle multinazionali della chimica e dell’agricoltura che vogliono imporre un modello unico di agricoltura intensiva e prendere il controllo delle risorse alimentari globali a scapito dell’autonomia delle piccole comunità.

La motivazione pseudo-umanitaria con cui ci vogliono imporre le biotecnologie nel settore agricolo è che gli OGM rappresenterebbero la soluzione di fronte a problemi come la crescita costante della popolazione mondiale, la crescente povertà e l’esaurimento delle terre coltivabili, dovuti a un modello capitalista di produzione e consumo.

(altro…)

APPELLO PER UNA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE CONTRO LE BIOTECNOLOGIE

Dal 12 al 18 ottobre si terrà la European Biotech Week, una settimana in cui sono previsti oltre 100 eventi in tutta Europa – di cui 47 solo in Italia, il Paese con il maggior numero di iniziative – di promozione delle biotecnologie. In città come Roma, Milano, Padova, Torino, Bologna, Teramo, Napoli, Varese, Pisa, Lodi, Brescia, Siena, Firenze, Campobasso, Bari, Catania, Palermo, Pavia si terranno dibattiti, laboratori, porte aperte, premi, mostre e spettacoli per avvicinare il grande pubblico alle biotecnologie nei loro diversi settori di applicazione e fagli credere che queste porteranno a un miglioramento futuro della qualità delle nostre vite e del pianeta.

Fra le iniziative della settimana vi saranno il convegno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle nuove biotecnologie per gli alimenti e la salute a Roma,  il convegno di Bologna sulle biotecnologie industriali, quello a Collereto Giacosa (TO) sulle tecnologie convergenti in ambito farmaceutico con l’interazione tra biotecnologie, nanotecnologie, scienze cognitive e informatica. E ancora un incontro su “biotecnologie ed animali” nella facoltà di Fisiologia dell’università di Bologna, un convegno sulle politiche per le biotecnologie nel settore agroalimentare e un ridicolo “Aperitivo Biotech” al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano, in cui “le famiglie avranno l’opportunità di creare uno spuntino biotech nel laboratorio di biotecnologia e scoprire quanti alimenti biotecnologici sono già sulle nostre tavole”.

Per scaricare il programma completo: sito Assobiotech

(altro…)

riceviamo e diffondiamo, esprimendo la nostra solidarietà agli/alle imputatx

L’udienza d’appello a Firenze del 5 ottobre ha visto un rinvio alla già fissata udienza del 19 ottobre per la mancanza di un perito del pubblico ministero e di un ispettore della digos di Pisa che ha seguito tutta l’indagine.

Sabotaggio antinucleare: dopo 10 anni si ritorna a processo

Nel 2005 a Molina di Quosa (Pisa) un traliccio Terna dell’alta tensione della linea La Spezia-Acciaiolo viene sabotato con due cariche di dinamite, azione che lo ha danneggiato seriamente ma senza farlo cadere.
Nei giorni successivi una lettera anonima, arrivata ad agenzie di stampa e alla redazione pisana del giornale ecologista radicale Terra Selvaggia, motivava il gesto contro i nuovi progetti di ripresa dell’energia nucleare.
Questi progetti non sono stati mai veramente dismessi con il referendum dopo Chernobyl, ma continuano ad essere portati avanti in numerose ricerche e centri sperimentali, come nella facoltà di ingegneria nucleare di Pisa che rappresenta un’eccellenza a livello nazionale. Sempre sullo stesso territorio nel parco naturale di S. Rossore spicca anche il CISAM: reattore nucleare sperimentale e centro di ricerche militari. Recentemente questo impianto ha fatto parlare di se per lo sversamento di acque radioattive nel canale dei navicelli che porta da Pisa al mare. Acque tossiche definite prive di pericoli dalle solite servitù locali Arpat e Asl. Questi veleni intramontabili ricordano invece che dal nucleare non si esce: quello che è stato prodotto, o che è rimasto come scoria, rappresenta l’eredità di una visione di mondo in cui la produzione energetica e il controllo militare si situano sopra qualsiasi cosa, anche se il prezzo è un lascito di un mondo discarica.
In quegli anni, soprattutto in Italia, non esisteva un vero dibattito sull’energia nucleare neanche nei contesti ambientalisti, dove sicuramente su certe questioni l’attenzione era più alta. Sembrava che con il referendum, ma soprattutto con il disastro di Chernobyl, si fossero creati gli anticorpi per difendersi dagli ingegneri dell’atomo. La realtà invece si è posta subito in maniera diversa: se in Bielorussia gli ecosistemi e tutti gli esseri viventi continuano a subire le terribili conseguenze delle radiazioni, qui si è persa la memoria di quello che è avvenuto e continua ad avvenire. Però per i paladini dell’atomo questo non è stato ancora abbastanza, hanno pensato loro di scrivere una nuova memoria instillando prima la paura per un collasso ecologico e quindi sociale, ormai più che evidente; successivamente ha preso piede la creazione di una cieca fiducia nella tecno-scienza e nelle sue soluzioni. In questo nuovo paradigma il così detto disastro nucleare non è più un qualcosa di eccezionale e soprattutto di imprevedibile, ma fa parte di una dimensione in cui la servitù è spacciata per responsabilità. Quella responsabilità che avrebbe dovuto farci capire che, in tempi di perenni crisi e quindi di rischi, certi irrazionali pensieri contro il tecno mondo non solo, non sono accettabili, ma sono terroristici, anzi eco terroristici. Del resto non esiste forse la Green Economy per pensare a quello che resta della natura? E se ancora ci fosse qualche dubbio basta tenere presente che le tecno scienze troveranno una soluzione, perché si tratta sempre ed esclusivamente di problemi tecnici risolvibili con tecnologie appropriate. A Fukuschima del resto è la stata la stessa società responsabile degli impianti che si è adoperata per metterli in sicurezza, essendo l’unica ad avere le tecnologie opportune. È stato trattenuto ufficialmente il mostro radioattivo, ma solo perché la radioattività è invisibile e ha conseguenze non immediate. Questo ha permesso ai tecno scienziati nipponici sostenuti dalle potenti lobby dell’atomo internazionali di mostrare una situazione sotto controllo quando invece il mostro radioattivo già era ben lontano per mare, terra e aria a portare in giro le sue conseguenze mortifere.
Se nel 2005 non vi era attenzione e interesse sul nucleare da parte del pubblico, in sordina si stava già muovendo da diverso tempo la lobby nuclearista capitanata in Italia da Enel che stava investendo fortissimo in tutta una serie di nuovi impianti in Francia e nell’Europa dell’Est, peraltro utilizzando negli impianti le stesse tecnologie di Chernobyl. Il progetto di fondo era quello di riportare l’atomo ancora una volta in Italia con la costruzione di nuove centrali o rimettendo in sesto quelle precedenti.
(altro…)

The 17th of July took place the preliminary hearing against Silvia,
Costa and Billy in Italy. The three have been previously arrested and
jailed for several years in Switzerland, accused of having organized an
act of sabotage against a Nanotech Lab under construction under the name
“Earth Liberation Front Switzerland”.  The 15th Of April 2010 they were
stopped and arrested by Swiss Police who, searching their car, found
explosive devices and leaflets claiming the action.
In Italy they have been now indicted according to the article 110 of the
italian penal code, which is used to punish crimes of association. (altro…)