Archive for dicembre, 2014

da finimondo.org

Dicembre è un mese birichino. Comincia come tutti gli altri ma poi, inutile nasconderlo, assume un’aria frizzantina tutta particolare. È il mese delle festività, dei doni, il mese di Natale e dell’ultimo dell’anno. Il mese in cui tutti sono un po’ più buoni. Dai, siamo a Natale. È nato Gesù il caritatevole, ricordate? Massì, nella stalla proletaria, il figlio di Dio-padrone riscaldato dal bue-popolo e dall’asino-ignoranza… Non sentite anche voi l’irresistibile bisogno d’essere più buoni? Chissà che non sia anche per questo che lo scorso 17 dicembre il Tribunale di Torino ha respinto l’aggravante di «terrorismo» nel condannare i quattro compagni sabotatori No Tav. Perché siamo a Natale, e bisogna essere più buoni. fc14971857712b597afb0c380f8a17fd946eeeb5_m

Ecco perché quando alcuni giorni dopo si sono verificati alcuni sabotaggi contro il Tav, a Firenze e a Bologna, perfino il premier Babbeo Renzi ha parlato di sabotaggio. Non ha parlato di terrorismo, esasperando gli animi, no no, lo ha detto chiaro e tondo: è sabotaggio. Ma perché lui è stato anche lupetto, e siamo a Natale, e bisogna essere più buoni. Del resto, fosse stato davvero terrorismo, i treni sarebbero saltati in aria come accadde in quel brutto Natale di trent’anni fa. Che poi, qualcuno la butta lì, questi sabotaggi saranno autocostruiti e autoprodotti dal basso oppure costruiti e prodotti dall’alto? Boh, chissà se ce lo dirà la Befana.
Intanto è Natale, e bisogna essere più buoni. I mass media infatti per un giorno hanno dato risalto persino ad un nostro articolo, «A stormo!». Devono averlo fatto perché sono buoni, sì, buoni a nulla in cerca di scoop. Per fare un regalo al loro direttore e ai questurini? Per obbedire ad una certa Ragione di Stato, mettere al bando il No Stato cattivo e mettere in riga il No Tav buono? Chissà. Ma è Natale, bisogna capirli. Auguri, auguri!
E questo è niente. Perché – non ci crederete mai, davvero – sapete chi si è ricordato di noi per farci un bel regalo? Ma sì, sì, lui, proprio lui, il Capo-Popolo, la Bocca della Protesta, lo Stratega della Lotta, il Comitato Centrale della Rivoluzione… che emozione… il Signor Movimento No Tav!!! 

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IL giornalaccio Repubblica, nella declinazione torinese, ci informa che il tribunale, alla luce della sentenza dei 4, ha annullato l’accusa di terrorismo anche per Graziano, Lucio e Francesco. Aspettiamo news più approfondite…

Nella puntata della trasmissione di Radio Blackout “La terra trama..” abbiamo parlato con Massimo del Teatro Pinelli Occupato per farci raccontare le devastazioni in corso o progettate per il territorio messinese, si parla di elettrodotti, raffinerie, inceneritori di Combustibile Solido Secondario (CSS). Abbiamo colto l’occasione per fare qualche riflessione sugli interessi principali del dominio oggi in Sicilia (e non solo), che sembrano essere migranti e immondizia, oltre ad aver affrontato l’argomento della colonizzazione mai terminata della Sicilia, regione trasformatasi però adesso anche in agente colonizzatore grazie ad impianti per import/export di guerra, risorse della terra, persone.

Per info http://www.no-ram.org/

Ascolta l’intervista

da finimondo.org

 

Sono passati diversi anni da quando andavano a caccia di rivoluzionari nelle metropoli del paese, insieme. Uno scorrazzava a Torino, l’altro a Roma. Servitori dello Stato, portavano al loro padrone le teste mozzate di chi osava attaccarlo e morderlo. Era il loro lavoro e il loro dovere, ma un po’ anche la loro passione: inseguire le tracce, braccare, stanare, impallinare. Quanti trionfi nello sterminare quel branco di lupi feroci che avevano la pretesa di vivere nella libertà della foresta anziché nello zoo della città! fdb5afcd043d04872b20df9259ddc99ea2839ea0_m
Poi, estinta o quasi quella fauna così pericolosa, le loro strade si sono divise. Hanno continuato a frequentarsi, naturalmente, ad addestrare assieme altri cacciatori, più giovani ed inesperti, ma insomma… sapete com’è, gli anni passano per tutti.
Uno di loro, quello di Torino, è rimasto tutta la vita al servizio dello Stato per proteggerne il regno. Ma la sua fine carriera è risultata assai ingloriosa. La sua ultima preda non era un sopravvissuto branco di temibili lupi, trattandosi questa volta di animali ben più docili, anch’essi usi a muoversi in massa. Irritati per il progetto statale di devastare quel po’ di verde che circonda la loro cuccia, abbaiano e ringhiano di continuo ma non sono di certo intenzionati a sbranare padroni e loro guardia-caccia. Nella loro veemente insistenza di legittime rivendicazioni, questi animali potranno infliggere qualche ferita ma, insomma, che sarà mai? Però nella sua ultima battuta contro di loro prima della pensione, il cacciatore di Torino si è fatto prendere un po’ la mano, ci ha messo tutta la foga della sua gioventù. Ma ha un tantino esagerato, infatti il suo stesso padrone Stato ha da poco sconfessato il suo operato. Non scodinzolare non va bene e saltare addosso è reato, va da sé. Ma non confondiamo unghie che graffiano con zanne che squartano. Per far rientrare le prime basta uno schiaffone, per tranciare le seconde ci vuole la mannaia. Giudizio questo poco apprezzato, non solo dal cacciatore, ma anche da tutti quei servitori secondo cui una piccola disobbedienza è pur sempre premessa di una grande rivolta.
L’altro, quello di Roma, ha da tempo lasciato il servizio operativo sul campo per darsi a gioie ben più frivole, fra cui quelle televisive. E a lui, l’ultima preda del collega piemontese non è affatto antipatica, anzi, tutt’altro! Gli è così simpatica da prenderne pubblicamente le difese, da andarla a trovare, da rassicurarla. Bravi animali da branco, così si fa, mostrate un po’ di dignità, che tanto lo so che in fondo siete buoni e non vi ribellereste mai per davvero al nostro comune padrone, lo Stato. Quel padrone che, lo confesso, si circonda talvolta di servitori inetti, stupidi e cattivi. Colpa loro se le cose vanno male, se la catena è stretta, la ciotola è vuota e l’aiuola attorno alla vostra cuccia è in pericolo. Abbaiate e ringhiate, bravi, così ne attirate l’attenzione e lui porrà rimedio. L’animale in questione, che non è scemo, sa bene che le carezze di Imposimatix da Roma sono un ottimo rimedio contro le sberle di Casellik da Torino. Per cui davanti a questo celebre amico cacciatore, assassino in passato di parecchi altri animali, scodinzola felice.

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IMG_2246Come detto la pasta sfoglia ci ha dopato, l’accensione della stufa e la possibilità di utilizzare il forno ci da la possibilità di cucinare cose impossibili in estate, non avendo forno elettrico o a gas.

Abbiamo già parlato della torta di spinaci e tofu, che però in realtà era stata preceduta da un’altrettanto ottima torta salata di broccoli e patate. (altro…)

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In questi giorni ci stiamo dopando di pasta sfoglia e torte salate…Ieri sera ad esempio ce ne siamo pappata una a base di spinaci e tofu. La realizzazione, utilizzando -lo ammetto- un paio di prodotti da supermercato -nello specifico la pasta e il tofu- è piuttosto veloce, ovviamente i tempi si allungherebbero se decidessimo di preparare tutto in casa. Ma veniamo alla ricetta… (altro…)

da radioblackout.org

In un’epoca dove ogni cosa viene venduta per “migliorare la qualità della vita”, dove ogni azione è spacciata per il bene dell’umanità e della terra tutta, nell’età delle smart cities e degli immancabili smart borders, la tecnologia bio, nano e biometrica fa sempre più affari e sempre più ne farà.  Sicurezza e comodità, per il nostro bene, ovviamente. security-150x150

L’allevamento umano è ormai decisamente troppo vasto da gestire, i recinti si fan stretti, le guerre di un tempo non son più redditizie, anche i virus dan da pensare; tocca mettere sempre più ordine e soprattutto saperlo vendere bene, ancor meglio se è il popolo a chiederlo.

Biometria: governi, sicurezza e difesa, banche e finanza, salute, commercio, utilizzo residenziale, trasporti, un giro di milioni di milioni senza esclusione di continenti e finanziamenti a go-go per acquisire sempre più dati, memorizzarli, con tecnologie sempre più raffinate e… secondo la scienza, meno invasive. Da Alphonse Bertillon di strada se ne è fatta, anche nella testa della gente abbagliata e stordita dalla tecnologia benevola.

Impronte digtali, dna, geometria della mano e del volto, conformazione della retina e dell’iride, timbro e tonalità di voce, mappatura delle vene della mano e delle vene oculari. Algoritmi, pezzi di corpi ammassati in data bases, per un controllo totale. Sempre più totale.

Qui un’estratto della puntata, ma ne riparleremo presto.

 

Apprendiamo da  http://hambachforest.blogsport.de che il 20 dicembre anche l’altro prigioniero della foresta di Hambach Felix è stato liberato, era l’ultimo compagno in prigione.

Tutti e tutte libere!

 

 

da http://hambachforest.blogsport.de

 

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Giorni d’azione “Giù le mani gli alberi” ed un evento più interessante nella foresta perché: l’educatore della foresta Michael Zobel (Aachen) sta preparando una passeggiata post natalizia nel bosco per domenica 28 dicembre nella foresta di Hambach per le ore 12.

Passeggiata: 28.12.2014 alle ore 12
Giorni d’azione: 30.12-01.01.2015: 27.02-01.03: 27.03.-29.03

Giù le mani gli alberi! – Flyer mobilitazione/ A5, bianco e nero
Kein_Baum_fllt_en [qui traduzione del pdf]

Films dall’inizio delle azioni “Giù le mani dagli alberi”/skillsharing camp ottobre 2014 film-skillsharing-camp-10-2014

da finimondo.org

 

36633641bee46c7f3eb234d1c445335cb15b9702_mIl Tav è ovunque, purtroppo. La Valsusa no, per fortuna. Chi vuole opporsi al Tav lo può fare dappertutto; non occorre che vada in Piemonte. Non è necessario che parta e torni insieme a sindaci, non è necessario che condivida polenta con parlamentari, non è necessario che applauda magistrati. Non è necessario che diventi politiglotta per comunicare con animali politici vari all’interno dello zoo assembleare. Lo può fare da solo, o con chi vuole. Con chi ama e stima, non con chi tollera e sopporta. Dove e quando vuole, non nei luoghi e nelle scadenze segnate sull’agenda militante. Basta un po’ di immaginazione e di determinazione.
Il Tav è ovunque, e lo è da molti anni ormai. E da molti anni e dappertutto è anche la possibilità di colpirlo. Come infatti è avvenuto, negli anni, un po’ in tutta Italia. E come sta accadendo ancora oggi. Oggi più di ieri? Chi può dirlo? Di sicuro oggi i media stanno dando grande risalto a queste notizie, a differenza di ieri. Il che può aumentare le probabilità di generalizzazione. Meglio così. Ma avendo chiaro che la significatività di un atto non è data dal suo share televisivo, né dalla sua condivisione (to share, appunto) cittadina. Altrimenti dovremmo essere grati ad un Erri De Luca per aver pubblicamente sostenuto la necessità del sabotaggio, ed agli stessi giudici del Tribunale di Torino per non averlo condannato lo scorso 17 dicembre come atto di terrorismo. Come se fosse merito loro il ritorno del sabotaggio, quel sabotaggio che nel corso degli ultimi anni era stato scomunicato e rimosso da tanti, troppi sovversivi a corrente alternata.
Il Tav è ovunque e sabotarlo è facile e alla portata di tutti gli ardiri e gli ardori. Ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni ne è l’ennesima riprova. Come già accaduto più volte in passato, basta un rintocco per provocare un riverbero che potrebbe a sua volta tramutarsi in stormo. Riverbero a distanza, non contagio diretto. Ispirazione individuale, non complotto collettivo. Fantasia singolare, non strategia comune. È quanto potrebbe accadere nel prossimo periodo, facendo finalmente uscire la lotta contro il Tav dai ristretti confini di una civile vallata per estenderla ad un paese caotico. E se non è la rivendicazione specifica di una lotta che deve diffondersi ma la sua modalità, ebbene, che questo sia: che sia il sabotaggio a diffondersi ovunque, non la legittimità della politica. Che sia tutta questa società a venire bloccata, non solo un treno troppo costoso e nocivo.
E quando questa corrente cesserà di essere continua per ritornare ad essere alternata, quando i media ripristineranno il mussoliniano silenzio sui fatti accaduti, quando il calcolo della politica riprenderà il sopravvento sull’eccesso della rabbia, anche allora, come sempre, basterà un po’ di immaginazione e di determinazione.
Ed un altro, nuovo rintocco.