Archive for novembre, 2014

da http://freccia.noblogs.org

Da diversi giorni va avanti la campagna di mobilitazione degli abitanti e dei solidali che si oppongono alla costruzione del mega elettrodotto elettrodotto“Villanova-Gissi” nel territorio chietino-pescarese. La determinazione di questi giorni ha fatto sì che le persone che si oppongono alla costruzione di questa opera devastante, riuscissero a bloccare gli espropri che gli incaricati di Terna intendevano fare nei territori. Tutto ciò, nonostante la complicità dei politici locali che, tramite i loro manager, avevano dato in passato carta bianca alla Terna per installare i tralicci e quindi distruggere il territorio. Nella giornata di ieri, inoltre, si è tenuto un incontro al palazzo della regione a Pescara, tra le istituzioni, Terna ed una rappresentanza di chi si oppone, che si è risolto con un nulla di fatto. Così, il comitato spontaneo che si è creato per opporsi alla costruzione dell’elettrodotto, ha nuovamente fatto riferimento alle prossime date in cui dovranno essere eseguiti gli espropri, per bloccarli, per salvaguardare il territorio e la vita di chi ci abita.

presidio

merendeaut14webPercorsi di conoscenza verso il ritrovamento di una dimensione empatica nella natura.

Nella lotta allo sfruttamento sugli esseri viventi, alla delega medica e alla dipendenza dagli specialismi imposti dal dominio per liberare forze sinergiche nella pratica quotidiana.

Ogni martedì dalle h 17

Compagni in prigione
13 novembre 2014

Dal 18 novembre 2014 un altro compa è imprigionato! soliprisonEN
È stato arrestato il 18 novembre nel corso di un blocco per fermare il disboscamento della foresta. Lui ora è accusato di aggressione criminale nell’episodio del 30 ottobre, come Basti (Vedi: I risultati del 30.11).
E’ stato portato da un giudice di custodia il 19 novembre. Secondo la polizia di Düren, è stato trasferito al JVA di Aachen (prigione) e si trova in custodia cautelare fino a quando non verrà portato in tribunale.
Se volete dare sostegno, siete invitati a fare tutto quello che volete. Per ora, se si desidera inviare lettere alla persona di recente imprigionata, inviarle a

Werkstatt für Aktionen und Alternative
c / o Knastpostzentrum
Kallsgasse 20
52355 Düren-Gürzenich

e noi le inoltreremo.

Il nostro compagno Basti è detenuto dal 30 Ottobre!
E’ stato arrestato durante lo sgombero di una parte delle occupazioni nella foresta di Hambach in Germania dopo che la sicurezza RWE lo ha picchiato. Egli adesso è accusato di assalto pericoloso. Non c’è ancora una data per il processo.
La resistenza nel bosco di Hambach è diretta contro l’estrazione della lignite e contro la distruzione della natura e del clima in generale, nonché per combattere il sistema capitalistico e la sua logica nel complesso.
Potete trovare ulteriori informazioni su: Risultati del 30.11

È possibile scrivere a Basti. L’indirizzo è:
Sebastian Pietruschka
Krefelder Straße 251
52070 Aachen
Germania

foto di solidarietà

 

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da http://www.finimondo.org

Blanqui a Venaus

 

«La politica è l’arte del recupero. Il modo più efficace per scoraggiare ogni ribellione, ogni desiderio di cambiamento reale, è presentare un uomo di Stato come sovversivo, oppure – meglio ancora – trasformare un sovversivo in un uomo di Stato. Non tutti gli uomini di Stato sono pagati dal governo. Ci sono funzionari che non si trovano in parlamento e nemmeno nelle stanze adiacenti; anzi, frequentano i centri sociali e conoscono discretamente le principali tesi rivoluzionarie. Discettano sulle potenzialità liberatorie della tecnologia, teorizzano di sfere pubbliche non statali e di oltrepassamento del soggetto. La realtà – lo sanno bene – è sempre più complessa di qualsiasi azione»
Dieci pugnalate alla politica, 1996
C’è una voce che circola da qualche tempo fra alcuni anarchici in Europa relativa all’ultima fatica editoriale del Comitato Invisibile, autore nel 2008 del best-seller internazionale L’insurrezione che viene. Si vocifera che gli aderenti al Comitato abbiano condiviso la bozza del testo con i loro gridoamici politici sparsi qua e là per il mondo, per saggiarne le reazioni e ricavarne utili consigli. Orbene, nella prima stesura c’era un duro attacco contro gli anarchici, rei di non essersi prostrati adeguatamente al loro cospetto (e di aver sghignazzato davanti alla farsa di Tarnac, dove i presunti autori del libro, al bussar della polizia si erano precipitati nelle braccia protettrici di quella sinistra a cui fino alla vigilia dichiaravano guerra). Ma alcuni dei loro amici corrispondenti – dal nostro Belpaese, si sussurra – avrebbero suggerito loro di eliminare le parti troppo virulente, di ammorbidire i toni, perché in fondo, a ben pensarci, sono ancora tanti i servigi che i babbei libertari possono offrire. Un suggerimento che alla fine sarebbe stato accolto. La provenienza di questa voce è di un anarchico birichino che pare abbia avuto modo di leggere la bozza originale del testo, nonché la relativa corrispondenza. Sono i rischi della Comune e della condivisione degli strumenti, non si sa mai chi può buttare l’occhio in un computer lasciato acceso e incustodito!
Vera o falsa che sia questa voce, alcuni giorni fa ci è stato fatto omaggio del nuovo libro del Comitato Invisibile, fresco fresco di stampa, pubblicato in Francia alla fine dello scorso mese. Si intitola A nos amis (politiques, ça va sans dire) e ne è prevista l’imminente pubblicazione in contemporanea in altre sette lingue, per favorirne la diffusione nei quattro continenti. Fiduciosi che l’Italia sarà tra i paesi fortunati, tanto vale aspettare di leggerne la traduzione integrale.
Ma allora, qualcuno si chiederà, perché ne parliamo qui ed ora? Perché, grazie alle lezioni del Comitato Invisibile, abbiamo finalmente capito fino a che punto la pubblicità non sia solo l’anima del commercio, ma anche quella della sovversione (del commercio della sovversione, insomma). Inoltre, davvero, se non ci affrettassimo alla condivisione di almeno qualche stralcio di questo nuovo capolavoro con i nostri lettori, rischieremmo di venir scambiati per burocrati di Stato. Un’anteprima, insomma, una specie di scoop.

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Venerdì 28 novembre a Radio Blackout, in via Cecchi 21/A, Torino:
presentazione del dossier “Nessuna faccia buona, pulita e giusta a Expo 2015“, a cura del collettivo Farro e Fuoco.

secondo_1024x768Una critica al grande evento in chiave non solo antropocentrica.

Dalle ore 20.00 buffet, dalle ore 21.00 presentazione e dibattito,
a seguire dj set exp(l)osivo, ai controlli:
Psichedelia, Snoopy e Trash Block!
Benefit Radio Blackout

Di seguito, la puntata della trasmissione di Radio BlackOut Liberation Front dedicata al Salone del Gusto torinese ed alle sue analogie/collegamenti col mondo di Expo 2015

Salone del gusto &co: trasversalismi indigesti

Il Salone del Gusto ha chiuso i battenti ormai da qualche giorno, ma Petrini è pronto a replicare ancor più in grande fra qualche mese. Ci è sembrato opportuno quindi rilanciare una lettura sul tema e un approfondimento con uno dei compagni di Farro & Fuoco che ha collaborato alla stesura dell’interessante articolo. Inevitabili, ovviamente, i rimandi a SlowFood, Eataly, Expo  e al ruolo di certi attori, più o meno importanti, che ormai si son dati  come slogan comune il voler essere “una voce critica all’interno dell’evento dell’anno 2015″. E su questa giostra in allestimento, alimentata da devastazione ambientale, sfruttamento dell’animale umano e non, mazzette, multinazionali di ogni peggior sorta, banche, e chi più ne ha, piu’ ne metta, abbiam citato e letto anche una lettera aperta all’Arci. Non ci dilunghiamo oltre, vi invitiamo ad ascoltare la diretta e  speriamo di vedervi per parlarne insieme in radio venerdì 28 novembre.

 Lo spottino della serata in radio

La chiacchierata in diretta

 

 

da informa-azione.info

 

Comunicato di solidarietà contro sgomberi e repressione a Milano

riceviamo e diffondiamo:

SGOMBERI, REPRESSIONE E ARRESTI A MILANO: ECCO A VOI LA BUONA FACCIA DELL’EXPO jovitaidaranarchistimagelibrary---161

A Milano da novembre è partita una dura campagna repressiva contro chi decide di occupare una casa, liberare spazi e fare iniziative che si basano sulla solidarietà, la contro-informazione e l’antiautoritarismo senza chiedere il permesso a nessuno.
Maroni, presidente della regione Lombarda, dichiara guerra alle occupazioni e annuncia di voler sgomberare più di 200 case occupate.
Tutto questo non può che aprire un’inverno molto caldo di resistenza.

Il 10 novembre, durante una riunione nella sede del Pd tra i rappresentanti del Sunia-Cgil (sindacato degli inquilini delle case popolari) e i residenti degli alloggi Aler (azienda di edilizia residenziale che si occupa della gestione degli alloggi popolari), 20 persone fanno irruzione nella sede accendendo fumogeni e srotolando uno striscione con scritto “BASTA SGOMBERI – NOTAV”.

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da www.crocenera.org

Since-the-Bristol-riots-600x641Dal nuovo blog in lingua inglese www.personsunknown.noblogs.org  :SINCE THE BRISTOL RIOTS,  una raccolta di comunicati dalla Federazione Anarchica Informale (FAI), Earth Liberation Front (ELF), e altri attacchi anonimi nella zona di Bristol dall’aprile 2011 fino a ottobre 2014, contro polizia, banche, carceri, militari, servizi di sicurezza, tribunali, stato, chiesa, fascisti, media, infrastrutture di comunicazione, aziende e altro ancora.

Un totale di 92 pagine con oltre una dozzina di articoli relativi a questo lasso di tempo e contesto,  una cronaca delle rivolte di Stokes Croft e la recente repressione  in atto.

Since-the-Bristol-riots-v2-1

da crocenera.org

 

MESSICO, Tlalnepantla: ATTACCO INCENDIARIO CONTRO IL CEMENTIFICIO CEMEX

Testo rivendicativo:

L’industria delle infrastrutture è una di quelle che minaccia di più la natura selvaggia in generale.
Con la costante costruzione di ponti che attraversano vallate, distruggendo gli ecosistemi circostanti, con il frenetico avanzare di strade, seppellendo la terra di cemento , le città diffondono la macchia grigia di questa putrida civilizzazione.
44157236-795x641Quotidianamente si eseguono attentati ai danni della Terra, e contro gli animali ,che viviamo in questa. L’invasione del progresso tecno-industriale fa sì che il fragile equilibrio ecologico si rompa quando si deforestano interi boschi ,quando si obbligano gli animali selvaggi ad abbandonare i loro ambienti e portarli verso l’estinzione forzata o la domesticazione per gli umani. I fiumi vengono racchiusi in tubature o gigantesche dighe, l’aria pulita è contaminata dalle auto sulle autostrade, i tralicci dell’elettricità e delle comunicazioni si elevano come un incubo oscuro sulle nostre teste. E, per quanto riguarda gli esseri umani, la civilizzazione ci ha pervertito e ci ha forzato ad abbandonare la saggezza primitiva ereditata dai nostri antenati, cambiando il nostro modus vivendi nell’ artificialità e convertendoci in qualcosa di totalmente opposto a quello che eravamo prima.
Il sistema ci ha condannato a lasciarci dietro la nostra vita nella naturalezza e in luogo di questo, ci troviamo immersi in una realtà artificiale, vivendo come morti nelle grigie e tristi città infette dalla manipolazione dei media, della mercato-crazia e dell’assurdo.
Quel che genera l’industria dell’infrastruttura, è il rimpiazzare il selvaggio ed il naturale con il civilizzato e meccanico.
Con queste ed altre motivazioni? Come è possibile che qualcuno non capisca l’attacco diretto a questo tipo di industrie? Noi ci siamo svegliati, noi abbiamo abbandonato le ‘’domande politiche e sociali’’ di sempre, per dare il passo all’attacco frontale rispetto ad aspetti più reali. Non ci interessa la politica ,ne le richieste sociali, quello su cui ci siamo concentrati è dare guerra a tutto ciò che implica civilizzazione e progresso invasivo, come lo hanno fatto i nostri antenati selvaggi.
Con questo ,noi rivendichiamo un’ azione contro il grande cementificio Cemex tra i viali Gustavo Baz e Tlalnepantla de Baz,il 15 de Novembre di quest’anno. In quel luogo abbiamo lasciato un artefatto incendiario sui cavi di alimentazione di questo cementificio, all’ombra di un albero del pepe, abbiamo visto come il nostro artefatto artigianale si sia innescato, si sia espanso ed abbia consumato l’obiettivo, generando danni materiali, lasciando un chiaro messaggio col fatto: continueremo!

Reacción Salvaje
Grupúsculo “¡Hasta tu muerte o la mía!”
FONTE CONTRAINFO SPANOL
TRADUZIONE CROCENERA

(Pdf di poster e volantini su richiesta notht05@riseup.net)

PROTESTA CONTRO THT, IL NUCLEARE ED IL SUO MONDO

[ndt: THT è l’acronimo per très haute tension, cioè altissima tensione]
Sabato, 13 dicembre 2014 alle ore 11

Embrun, vicino all’ufficio turistico (Place du Gal Dosse)

a seguire assemblea e pic-nic condiviso

Ci opponiamo alla THT
perché è l’arteria dell’energia nucleare
perché è la guerra nucleare ed il cancro
perché esistono alternative
perché ucciderà ancora
di più la valle
perché la lotta ci rende più forti e più uniti
perché
sono solo lo stato ed i padroni che si sfregano le mani
perché siamo in grado di impedire i loro progetti!


NON_THT_humain

Il progetto di linee ad altissima tensione avanza poco a poco. Un moderno pilone ad Argentiere, la dichiarazione di pubblica utilità firmata da ministri e prefettura, picchetti e percorsi che crescono qua e là …

Lo stato e la società elettrica pensano di aver vinto la partita e di poter rovinare una piccola valle, ma senza fare i conti con gli abitanti della valle stessa e delle vicinanze, i loro amici e tutti coloro che non vogliono che questo progetto venga realizzato e che distruggeranno il loro “bel pilone di design”. (altro…)

da http://instintosalvaje.noblogs.org

MALAGA, SPAGNA: MANGIATA VEGANA CON  CONFERENZA SULLA FORESTA OCCUPATA DI HAMBACH
Pubblicato il 2014/11/18dc3a9cimo-comedor-vegano

Sabato 22 novembre dalle ore 13: 30 presso la sede del CNT (C / Martinez de la Rosa, 19) come Gioventù Libertaria di Malaga terremo il nostro prossimo pranzo vegan.

Questa volta con una successiva conferenza sull’occupazione e sulla lotta della foresta di Hambach in Germania grazie ad una compagna che ha partecipato alla resistenza. Promette di essere un’esposizione di una lotta di pura azione diretta molto interessante.

Il buffet libero di cibo vegano costerà 4 o 3 comunes + 1 di moneta sociale di Malaga Comune, e tutto il ricavato andrà all’autogestione della Gioventù Libertaria di Malaga.

Ci vediamo !
Gioventù Libertaria Malaga